CCR: Non esiste conflitto tra il Governo e la DNA nel caso dell’inchiesta Belina

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La Corte Costituzionale della Romania (CCR) giovedì ha respinto la richiesta del presidente del Senato, Calin Popescu-Tariceanu, ed ha constatato l’inesistenza di un conflitto giuridico tra il Governo e la Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), a seguire dell’inchiesta sulla legalità delle decisioni dell’Esecutivo, tramite cui l’isola Belina e il braccio Pavel sono passati dal demanio dello Stato a quello della regione di Teleorman.

“La Corte ha respinto all’unanimità la notifica ed ha costatato l’inesistenza di un conflitto di natura costituzionale tra il Governo della Romania e il Pubblico Ministero – DNA. I motivi saranno brevemente esposti all’interno di un comunicato stampa”, ha dichiarato il capo della CCR, Valer Dorneanu, alla fine della seduta.

Secondo alcune fonti della CCR, i giudici hanno costatato che i due Decreti Governativi nel caso Belina siano atti si carattere individuale.

I giudici della CCR hanno tenuto presente come, dall’adozione di un legge o di un’ordinanza d’urgenza (OUG) sia esclusa la possibilità del reato di abuso d’ufficio, perché un atto di questo tipo stabilisce una norma con carattere generale e pertanto, non è possibile stabilire l’uso di quelli che le adottino, hanno spiegato le fonti citate. In base a queste, i Decreti Governativi hanno carattere normativo, che li rende simili alle leggi, ma sono anche atti di carattere individuale, e i due DG nel caso analizzato giovedì hanno carattere individuale.

“Il conflitto in sé non nasce dalle inchieste svolte dalla procura, eventualmente violando le norme di procedura penale, ma strettamente dall’idea di avere o no la competenza per svolgere tale verifica”, spiegano le fonti.

CCR: I Decreti Governativi sono atti amministrativi individuali; possono essere argomento d’inchiesta in merito ai fatti precedenti l’adozione

La Corte Costituzionale della Romania ha costatato come, i Decreti del Governo nell’inchiesta Belina siano atti amministrativi individuali, che possano essere oggetto di un’inchiesta tramite cui stabilire l’esistenza di reati che abbiano preceduto o accompagnato la loro adozione/emissione.

“Dopo le delibere all’unanimità dei voti, la Corte Costituzionale ha constatato che non esista un conflitto giuridico di natura costituzionale tra il Governo della Romania, da una parte, e il Pubblico Ministero – Procura dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, Direzione Nazionale Anticorruzione, dall’altra. Essenzialmente, la Corte ha tenuto presente il fatto che il Decreto Governativo n. 858/2013 e il Decreto Governativo n. 943/2013 siano atti amministrativi individuali, la cui adozione/emissione possa essere oggetto di un’indagine penale, atta a stabilire l’esistenza di reati penali che abbiano preceduto o accompagnato la loro adozione/emissione. La Corte ha inoltre sottolineato l’esistenza di una similitudine tra la presente causa e il Decreto n.68/2017, le cui considerazioni di principio riguardano gli atti normativi e non quelli individuali”, si legge nel comunicato della CCR trasmesso giovedì da AGERPRES.

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