BNS, Cartello Alfa e altre 42 organizzazioni civiche – appello ai romeni ad uscire in strada e chiedere il ritiro delle Leggi sulla Giustizia, le dimissioni del Governo e dei capi delle due Camere del Parlamento

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Un numero di 42 gruppi civici e organizzazioni non governative, come anche le confederazioni sindacali del Blocco Nazionale Sindacale e del Cartello Alfa hanno lanciato un appello ai romeni perché escano in strada domenica sera, e chiedano il ritiro delle Leggi sulla Giustizia e delle leggi di modifica dei codici penali, il rifiuto in Parlamento dell’ordinanza sulla modifica della legislazione fiscale e anche le dimissioni del Governo e dei presidenti di Camera e Senato.

I firmatari dell’appello lanciato su Facebook, tra cui appare anche la Piattaforma Romania 100, la Corruzione Uccide, il Centro Romeno per le Politiche Europee e Freedom House, affermano che la Romania vive uno dei momenti più gravi della sua storia post-comunista, comparabile solo alla mineriada degli anni ’90, alla crisi finanziaria e ai tagli degli stipendi del 2010.

“La confisca politica del sistema giudiziario, la cattura dello stato da parte di una mafia politica che indebolisce la legislazione anticorruzione per evitare le responsabilità penali, la guerra politica e istituzionale avviata dal Governo contro la società civile, gli attacchi della maggioranza parlamentare alla NATO e all’UE, il caos fiscale e la svalutazione accelerata del leu, la crescita dei prezzi e del deficit del bilancio spingeranno nei fatti la Romania fuori dall’Unione Europea e dalla NATO. Le conseguenze dei disastri governativi di oggi ci perseguiteranno per decine di anni, ci porteranno in una sfera di autoritarismo politico, di furto dei fondi pubblici, di impunità per i politici e di povertà”, si legge nell’appello proposto dai 42 gruppi civici e dalle organizzazioni non governative, come anche dalle confederazioni sindacali, Blocco Nazionale Sindacale e Cartello Alfa.

Le organizzazioni civili che hanno invitato i romeni a protestare in strada domenica, dalle ore 18:00, dichiarano che la Romania è calpestata, che la coalizione di governo non dà la giusta importanza o ignora le opinioni e gli interessi legittimi della società civile e dei rappresentanti del potere giudiziario, che si sono espressi in modo inequivocabilmente contrario alle Leggi sulla Giustizia.

“L’unica preoccupazione permanente del governo sono «i diritti» dei delinquenti e non la giustizia per le vittime o il recupero del denaro sottratto. Le nomine pubbliche fatte ci hanno proposto persone di un’incompetenza flagrante e con un livello di moralità per lo meno discutibile. La Romania oggi è in una situazione in cui non c’è più posto per negoziazioni o contratti collettivi a livello nazionale o di settore. Di conseguenza, i dipendenti sono sempre meno protetti, e il rischio di ingiustizie sociali ci posiziona più che altro nella zona dei paesi ad Est dell’Unione Europea”, mostrano ancora gli iniziatori della protesta.

Gli stessi aggiungono che dall’1 gennaio i dipendenti saranno abbandonati al caso, interamente responsabili del modo in cui il datore di lavoro applicherà il trasferimento dei contributi, come anche per il finanziamento del sistema pensionistico e sanitario, per il modo in cui saranno raccolti i contributi, nonché per la solidarietà con le persone vulnerabili.

“In breve, l’attuale coalizione di governo sostiene il latrocinio, l’inefficienza, il caos e la mancanza di trasparenza, invocando la vittoria elettorale con un programma di governo che non rispetta. Il nostro futuro e quello dei nostri figli è in pericolo. È il momento di chiedere un cambiamento politico sostanziale per evitare, all’ultimo momento, una catastrofe nazionale che supereremmo in decenni. Per tutti questi motivi, chiamiamo i romeni a scendere in strada per una lotta pacifica della Romania onesta, contro il latrocinio, l’autoritarismo e la povertà. Chiediamo le dimissioni del Governo Dragnea-Tudose e dei principali colpevoli dell’attuale condizione – i signori Dragnea e Tariceanu – dalle funzioni di presidenti delle due Camere del Parlamento. Senza queste dimissioni, le possibilità per i romeni di vivere in una società stabile e prospera, basata sul rispetto dei diritti di tutti, sull’onesta e sulla competenza andranno irrimediabilmente perdute”, aggiungono i firmatari dell’appello lanciato su Facebook.

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