Tariceanu, attacco al capo dello Stato e all’opposizione: Incitano alla protesta, creando un clima d’intolleranza. Lo stato parallelo spazza via gli obiettivi di sviluppo durevole in Romania

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Martedì, il presidente del Senato, Calin Popescu-Tariceanu, ha attaccato i partiti di opposizione e il capo dello Stato, Klaus Iohannis, di cui ha detto che creerebbero un “clima d’intolleranza” e respingerebbero qualsiasi discussione sui progetti a lungo termine della Romania.

“I partiti di opposizione purtroppo si lodano di respingere in blocco qualsiasi proposta della coalizione di governo, mentre i rappresentanti di alcune istituzioni dello stato arrivano al punto di incitare alle protesta di strada, compreso il presidente della Romania. È un clima d’intransigenza in cui le discussioni sui progetti a lungo termine della Romania, com’è anche il caso di questa strategia, sono difficili da realizzare”, ha dichiarato Calin Popescu-Tariceanu durante un evento sulla revisione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Durevole della Romania, svoltosi al Governo.

Egli ha aggiunto di aver osservato nell’ultimo periodo, “con preoccupazione”, un’eccessiva polarizzazione della zona politica, della scena politica, come anche della società romena nel suo insieme.

Allo stesso tempo, Tariceanu ha fornito l’esempio della strategia di sviluppo durevole adottata nel 2008.

“La strategia (di sviluppo durevole della Romania del 2008 – N.d.R.) è stato il risultato di uno sforzo avviato dall’ex presidente Ion Iliescu e dal premier Adrian Nastase, portato avanti e realizzato durante il mandato che ho avuto e cui hanno partecipato i maggiori specialisti della Romania. Questo sforzo ha goduto di un largo sostegno politico e anche l’opposizione per qualche tempo ha voluto partecipare in modo costruttivo alla realizzazione di questa strategia. Un sostegno così esteso è, a mio parere, obbligatorio perché una strategia del genere dev’essere portata avanti al di là dei cicli elettorali, a prescindere dai partiti che si susseguono al potere”, ha affermato Tariceanu.

Martedì, il presidente del Senato, Calin Popescu-Tariceanu, ha dichiarato che “lo Stato parallelo” colpisce gli obiettivi di sviluppo durevole della Romania, aggiungendo sia iniziata come lotta legittima contro la corruzione e si sia trasformata in una acerrima lotta per il potere.

“Desidero far riferimento alla maggiore provocazione affrontata dalla Romania, senza la quale raggiungere gli obiettivi di sviluppo durevole sarebbe impossibile. Si tratta di una provocazione specifica della Romania, che purtroppo non è scappata in modo definitivo alle pratiche specifiche del regime comunista. Non abbiamo inserito questa provocazione nella strategia del 2008 per un motivo molto semplice, perché non immaginavamo che la Romania non superasse il suo passato in modo definitivo. Mi riferisco a ciò che oggi è sotto gli occhi di tutti, vale a dire lo «stato parallelo», lo stato occulto che mette sotto un punto domanda i principi democratici fondamentali, come sarebbe l’esercizio del potere da parte dei cittadini tramite i loro rappresentanti eletti, vale a dire il Parlamento, o la separazione dei poteri dello stato o ciò che universalmente chiamiamo stato di diritto”, ha dichiarato Calin Popescu Tariceanu, durante un evento sulla revisione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Durevole della Romania, tenutosi al Governo.

Egli ha poi affermato che “l’esistenza di uno stato parallelo spazza via gli obiettivi di sviluppo durevole della Romania” per lo meno da due punti di vista.

“Mi riferisco per prima cosa agli abusi sui cittadini e al mancato rispetto dei loro diritti e delle loro libertà. Uno stato in cui i cittadini hanno paura, in cui i cittadini sono interrogati, in cui gli imprenditori sono oggetto di inchieste abusive, è uno stato che evidentemente scoraggia l’iniziativa e blocca lo sviluppo. In secondo luogo, mi riferisco alla violazione del principio della separazione dei poteri dello Stato. Negli ultimi anni ho costatato la tendenza preoccupante di esercitare pressioni illecite sul Parlamento, come anche sul Governo, con metodi repressivi già noti e accettati – fascicoli fabbricati apposta, manette, tentativi di compromissione tramite giustizia televisiva, carcerazioni ingiustificate, l’uso della «divisione stampa» dello stato parallelo e gli esempi potrebbero continuare ancora a lungo. Quella che è iniziata come una lotta legittima contro la corruzione, si è trasformata in una lotta acerrima per il potere, una lotta a volte sorda, a volte cieca, a volte evidente, in cui si tenta l’accaparramento del potere con metodi non democratici e illegittimi”, ha aggiunto Tariceanu.

Il presidente del Senato ha sostenuto che nell’ultimo periodo, le decisioni del Governo siano investigate dai procuratori, mentre “i magistrati che ricoprono alte cariche del sistema, invitano pubblicamente a utilizzare qualsiasi mezzo per ridurre al silenzio i parlamentari e per bloccare la discussione di alcuni progetti di legge, come sarebbe la riforma della Giustizia”, condizione in cui la capacità del Parlamento e del Governo di esercitare il proprio ruolo, previsto dalla Costituzione, è assai ridotta.

“La discussione sulla politica pubblica e sulle strategie di governo per uno sviluppo durevole diventa senza senso, se quanti dovrebbero adottarle e realizzarle, hanno paura di diventare bersagli a loro volta e, peggio ancora, vedono le loro iniziative bloccate”, ha concluso il presidente del Senato.

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