La Corte Costituzionale ha rinviato al 23 novembre il dibattito sulla notifica di Tariceanu nel caso Belina

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La Corte Costituzionale ha rinviato al 23 novembre il dibattito sulla notifica di Calin Popescu-Tariceanu riguardante l’inchiesta della DNA sulla modalità in cui siano state adottate nel Governo le decisioni in merito all’isola Belina, per cui il presidente del Senato ha chiesto alla CCR di constatare un conflitto giuridico di natura costituzionale tra il Pubblico Ministero e il Governo.

“Abbiamo rinviato la causa al 23 novembre per approfondimenti. Non sarà iscritta nuovamente al ruolo, sono state rinviate le sentenze. Non abbiamo chiesto nessuna spiegazione, nessuna informazione supplementare, si tratta solo di un’analisi più approfondita dei dati già contenuti nel fascicolo, anche in merito ai punti di vista sostenuti oggi in seduta”, ha dichiarato il presidente della CCR, Valer Dorneanu.

Alla domanda se una pratica giudiziaria già esistente in materia possa costituire un fattore importante nella decisione della Corte, Dorneanu ha risposto: “Noi seguiamo la Costituzione, la nostra pratica, e non eliminiamo mai nessuna sentenza data da un tribunale, se si tratta di elementi necessari alla causa e possono influenzarci”.

In merito alla decisione della CCR sul conflitto giuridico nel caso dell’OUG 13, il presidente della Corte afferma che questa “non possa essere considerato affatto un precedente se non ha una rilevanza esatta”.

“Per ogni caso, noi consideriamo in che misura e quanto una nostra sentenza anteriore si adatti alla causa che analizziamo nel presente”, ha aggiunto Valer Dorneanu.

Alla domanda se la decisione nel caso Belina sarà presa da sette giudici, giacché due giudici erano assenti alla seduta di giovedì, il presidente della CCR ha risposto: “Certamente, i due assenti di oggi non parteciperanno al dibattito la prossima volta (Maya Teodoroiu e Stefan Minea – N.d.R.)”.

Durante la seduta di giovedì, il ministro della Giustizia, Tudorel Toader, ha presentato ai giudici della CCR gli argomenti del Governo a favore di questa notifica, sostenendo sia ammissibile. Egli ha dichiarato che la DNA non possiede le competenze per indagare la legalità o l’opportunità dell’emissione di un Dereto Governativo.

Alla domanda dei giornalisti sul perché si sia presentato alla CCR per sostenere la notifica di Tariceanu, Tudorel Toader ha affermato sia stato il premier a pregarlo.

Nella notifica deposta alla CCR, Tarieanu mostra il conflitto giuridico intervenuto a causa dell’indagine preliminare della Direzione Nazionale Anticorruzione sulla legalità del Decreto Governativo n. 858/2013, e del Decreto Governativo n. 943/2013.

“Nella documentazione inviata alla Corte Costituzionale della Romania è precisato: le azioni e i fatti concreti esposti nella notifica, dimostrano l’esistenza di un conflitto giuridico di natura costituzionale tra il Governo e la DNA – competenza del Pubblico Ministero, che consiste nell’avvio di procedimenti penali in relazione all’adozione di un decreto del governo. Pertanto, in base alla sentenza proprio della Corte Costituzionale, l’adozione dei decreti da parte del Governo è espressione della prima competenza del Governo”, ha precisato il presidente del Senato.

Calin Popesc-Tariceanu ha richiesto alla CCR di constatare l’esistenza di un conflitto giuridico di natura costituzionale tra il Pubblico Ministero – Direzione Nazionale Anticorruzione, da una parte, e il Governo della Romania dall’altra; di constatare la causa del conflitto: il Pubblico Ministero – Direzione Nazionale Anticorruzione si è arrogato la competenza di indagare le circostanze, le occasioni, l’opportunità e la legalità nell’elaborazione dei due decreti del Governo; di sancire che, in futuro, i procuratori non possano indagare circostanze, occasioni, opportunità e legalità delle decisioni prese dal Governo.

Il Ministro della Giustizia alla CCR: Noi riteniamo sia ammissibile. La DNA non ha le competenze per indagare la legalità dell’emissione di un Decreto Governativo.

Il ministro della Giustizia ha presentato ai giudici della CCR gli argomenti del Governo, a favore di questa notifica, sostenendo sia ammissibile. Egli ha dichiarato che la DNA non abbia le competenze per indagare la legalità o l’opportunità dell’emissione di un Decreto Governativo.

“La decisione non sarà del caso specifico ma di principio, e delimiterà le competenze del Pubblico Ministero in rapporto al Governo. (…) Il presidente dl Senato vuole sapere se sia legale che la DNA verifichi la legalità e l’opportunità di un Decreto Governativo. (…) Noi riteniamo che la notifica sia ammissibile”, ha dichiarato Toader ai giudici della CCR.

Egli ha affermato che, a parere del Governo, questa notifica sia ammissibile, mostrando come la DNA non possa indagare la legalità, l’opportunità o le circostanze dell’emissione di un Decreto Governativo, perché la legalità di un tale atto normativo è competenza di un tribunale amministrativo.

Il ministro della Giustizia ha inoltre sostenuto di fronte ai giudici della CCR come la DNA abbia solo la possibilità di avviare meccanismi costituzionali di verifica della legalità di un Decreto Governativo, tramite una notifica alla corte di contenzioso, e non di sostituirsi ad essa.

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