Kovesi rifiuta per la quarta volta di presentarsi alla Commissione d’inchiesta sulle elezioni presidenziali del 2009

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Il Procuratore capo della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), Laura Codruta Kovesi, martedì ha rifiutato per la quarta volta di presentarsi di fronte alla Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle elezioni presidenziali del 2009, dov’era stata convocata mercoledì mattina, ed ha riproponendo la spiegazione in base alla quale non deterrebbe informazioni o documenti necessari a chiarire le circostanze e le cause in cui si siano prodotti gli eventi sottoposti a indagine parlamentare.

“Vi comunico di non essere in possesso di «informazioni e/o documenti necessari a chiarire le circostanze e le cause in cui si siano prodotti gli eventi sottoposti a indagine parlamentare»”, ha fatto sapere Laura Codruta Kovesi ai parlamentari della Commissione d’inchiesta sulle elezioni presidenziali del 2009, durante la giornata di martedì.

Mercoledì, il Procuratore capo della DNA è stata nuovamente convocata a un’audizione della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle elezioni presidenziali del 2009, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della decisione della Corte Costituzionale (CCR), riguardante appunto l’obbligatorietà per quest’ultima di comparire di fronte alla commissione.

“Non ho idee preconcette, continuiamo a fare il nostro dovere. Si tratta di una decisione della signora, se presentarsi o no. (…) Purtroppo, la Romania ha incluso nella Costituzione, in base al modello degli altri paesi, la possibilità di creare commissioni speciali d’inchiesta ma non ha compreso pienamente l’importanza di queste commissioni e il loro peso”, ha dichiarato il presidente della Commissione d’inchiesta, Oana Florea, alla una domanda su cosa sarebbe accaduto se il Procuratore capo della DNA non avesse accolto l’invito nemmeno questa volta.

“La CCR sancisce l’obbligatorietà per chiunque detenga una funzione pubblica di presentarsi in Parlamento, in virtù del principio di collaborazione leale e di buona fede, e di chiarire aspetti e fatti significativi legati alla vita della società”, ha aggiunto la stessa.

La Corte Costituzionale il 3 ottobre ha ammesso la notifica formulata dai presidenti delle due Camere del Parlamento, Liviu Dragnea e Calin Popescu-Tariceanu, riguardo all’obbligo per il Procuratore capo della DNA, Laura Codruta Kovesi, di presentarsi oppure di rispondere per iscritto alla Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle elezioni presidenziali del 2009.

La Corte Costituzionale (CCR), nella motivazione della decisione con cui obbliga il capo della DNA, Laura Codruta Kovesi, a presentarsi di fronte alla Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle presidenziali del 2009, sostiene che questa non abbia rispettato l’autorità del Parlamento, rifiutando di presentarsi di fronte alla Commissione, e che non abbia dimostrato lealtà ai valori ed ai principi consacrati dalla Costituzione. D’altra parte, tre dei nuovi giudici della CCR, Livia Stanciu, Maya Teodoroiu e Stefan Minea, dimostrano il contrario e affermano che il Procuratore capo della DNA non sia obbligata a presentarsi di fronte alla Commissione Parlamentare d’inchiesta.

Laura Codruta Kovesi ha rifiutato, finora per tre volte, di presentarsi di fronte alla Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle presidenziali del 2009, spiegando di non essere in possesso di informazioni in base alle quali, nel processo elettorale, sarebbero state implicate persone o autorità con lo scopo di inquinare il risultato dello scrutinio.

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