Reazioni dopo il rapporto MCV

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Il ministro della Giustizia: La conclusione è positiva, la Romania può realizzare gli obiettivi proposti dal MCV durante l’attuale mandato della Commissione

Il ministro della Giustizia, Tudorel Toader mercoledì, in riferimento alle conclusioni del rapporto MCV, che testimonia il rallentamento delle riforme, ha affermato come il documento abbia una conclusione positiva, in cui la Romania è in grado di realizzare gli obiettivi proposti dal MCV durante l’attuale mandato della Commissione.

Il ministro della Giustizia, Tudorel Toader, ha dichiarato che questo rapporto sia solo una tappa.

“Una cosa molto importante da sottolineare – si tratta di un rapporto di tappa, un rapporto che registra i progressi nell’ultimo rapporto di gennaio. Il rapporto mette in evidenza molti progressi compiuti in gennaio, a sostegno della conclusione della Commissione in direzione della realizzazione del MCV nel prossimo futuro. Si tratta di un impegno già preso – che al momento del turno alla Presidenza del Consiglio, all’inizio del 2019, la Romania non sia più sotto il MCV. L’evoluzione rientra in quest’impegno”, ha dichiarato il ministro della Giustizia.

Egli ha affermato che tre delle raccomandazioni – 2, 7 e 18 – sarebbero state considerate realizzate ma nell’attuale rapporto si aggiungono nuove richieste.

“I Codici di condotta sono adottati, l’Agenzia di amministrazione dei beni sequestrati è pienamente operativa. Il rapporto pone l’accento sulla conferma dei risultati, aspetto che non appare nel testo delle raccomandazioni del gennaio 2017, e aggiunge richieste nuove. La raccomandazione era di adottare i due codici. L’attuale rapporto punta alla loro implementazione. Alla raccomandazione numero 1, sulle nomine dei procuratori l’alto rango, la CE si riferisce alle leggi sulla Giustizia, vale a dire alle soluzioni legislative che sono ora in discussione”, ha affermato Toader.

Il ministro della Giustizia ha affermato che questo rapporto sia una tappa.

“Una cosa molto importante da sottolineare – si tratta di un rapporto di tappa, un rapporto che registra i progressi nell’ultimo rapporto di gennaio. Il rapporto mette in evidenza molti progressi compiuti in gennaio, a sostegno della conclusione della Commissione nella direzione della realizzazione del MCV nel prossimo futuro. Si tratta di un impegno già preso – che al momento del turno alla Presidenza del Consiglio, all’inizio del 2019, la Romania non sia più sotto il MCV. L’evoluzione rientra in quest’impegno”, ha dichiarato il ministro della Giustizia.

Egli ha affermato che tre delle raccomandazioni – 2, 7 e 18 – sarebbero state considerate realizzate ma nell’attuale rapporto si aggiungono nuove richieste.

“I Codici di condotta sono adottati, l’Agenzia di amministrazione dei beni sequestrati è pienamente operativa. Il rapporto mette l’accento sulla conferma dei risultati, aspetto che non appare nel testo delle raccomandazioni del gennaio 2017, e aggiunge richieste nuove. La raccomandazione era di adottare i due codici. L’attuale rapporto punta alla loro implementazione. Alla raccomandazione numero 1, sulle nomine dei procuratori l’alto rango, la CE si riferisce alle leggi sulla Giustizia, vale a dire alle soluzioni legislative che sono ora in discussione”, ha affermato Toader.

Egli sostiene che rispetto alle altre raccomandazioni della CE del gennaio 2017, siano stati registrati progressi.

“Ho riattivato ed ho reso operative strutture costituire all’interno del MCV – la Commissione di monitoraggio del rapporto, la Commissione di management strategico, tramite cui sono stati realizzati progressi registrati fino ad oggi. Ho reso dinamica l’implementazione della Strategia Nazionale Anticorruzione. Tramite gli esperti selezionati, realizziamo missioni di valutazione e abbiamo fiducia nel fatto che questa strategia abbia la vocazione di sostituire con un meccanismo interno, preventivo, il meccanismo istituito dalla CE, che ha raggiunto parzialmente il proprio scopo ma che lo raggiungerà pienamente nel 2018”, ha dichiarato Tudorel Toader.

Egli ha chiesto “a tutte le autorità implicate” una cooperazione costituzionale leale, dibattiti reali e basati sulle necessità del sistema giudiziario, affermando che il dialogo istituzionale sarà intensificato. “In questo senso, stabilirò un termine di risposta per i partner implicati nella realizzazione delle raccomandazioni MCV per la dinamizzazione del loro processo d’implementazione”, ha dichiarato il ministro della Giustizia.

“Affermo un profondo impegno delle autorità romene a favore del compimento di tutte le raccomandazioni, contando sul sostegno della CE per ottenere la realizzazione del MCV”, ha aggiunto il ministro.

A una domanda sulle preoccupazioni della CE, Toader ha risposto: “L’importante è che non siano  registrati regressi, e il progresso sarà l’adempimento delle 12 raccomandazioni”.

Il presidente Iohannis: Il Rapporto MCV, un segnale di serio allarme di cui la coalizione di Governo dovrebbe tenere conto

Il presidente Klaus Iohannis ritiene che il rapporto della Commissione Europea sul Meccanismo di Cooperazione e Verifica in materia di Giustizia e lotta alla corruzione (MCV) rappresenti un segnale seriamente allarmante, di cui la coalizione di maggioranza del Governo dovrebbe tenere conto. Se le azioni del Governo e del Parlamento della Romania in merito al processo di modifica delle leggi sulla Giustizia continueranno nella stessa direzione avuta finora, la Romania farà passi indietro in ciò che riguarda il funzionamento del sistema giudiziario e la lotta contro la corruzione, ha trasmesso Iohannis mercoledì, dopo la pubblicazione del rapporto dalla Commissione Europea.

L’Amministrazione Presidenziale mostra in un comunicato stampa come il presidente Iohannis condivida l’opinione della Commissione Europea, in base alla quale il processo di modifica di questa legge debba essere quanto più trasparente e debba prendere in considerazione la posizione di tutti gli attori del sistema giudiziario.

Dal rapporto del gennaio 2017, che ha riportato i progressi significativi registrati durante l’anno 2016, a quello pubblicato oggi, la Commissione Europea mostra che solo alcune delle 12 raccomandazioni siano state realizzate in modo sodisfacente e che solo in altre 3 siano stati registrati pregressi reali, afferma Iohannis.

“La Commissione Europea ritiene che l’impulso per la riforma del sistema giudiziario sia andato perso in generale durante l’anno 2017 ed abbia rallentato il processo di adempimento delle raccomandazioni, creando il rischio di rimettere in discussione alcuni argomenti che il rapporto del gennaio 2017 considerava conclusi. Nei dieci anni passati dall’adesione della Romania all’Unione Europea, il nostro paese ha fatto importanti passi avanti in materia di giustizia, progressi cui gli ultimi rapporti MCV hanno fatto costante riferimento. Allo stesso tempo, la conclusione del monitoraggio della Romania tramite questo meccanismo dipende direttamente dal carattere sostenibile e irreversibile di queste riforme”, ha aggiunto il presidente.

Klaus Iohannis sottolinea che l’intero sforzo fatto dalla Romania per rafforzare le riforme in materia di Giustizia e di lotta alla corruzione potrebbero essere messo in pericolo dalle azioni di alcuni uomini politici che rifiutano di accettare che il loro compito sia lavorare al servizio dei cittadini e non degli interessi di parte o dei gruppi.

A suo parere, intaccare l’indipendenza del sistema giudiziario e, in generale, qualsiasi pressione o tentativo di controllo politico della Giustizia non faccia altro che portare la Romania indietro.

Il presidente Iohannis ha inoltre affermato che intende usare tutti gli strumenti costituzionali di cui dispone per assicurare l’indipendenza della Giustizia e uno stato di diritto funzionale. “Questa è la visione di una Romania europea forte, sostenuta dal voto di milioni di cittadini”, ha aggiunto.

Il Procuratore Generale: Il Rapporto MCV restituisce una situazione di regresso, principalmente causata dalle proposte legate alle Leggi sulla Giustizia

Il Procuratore Generale Augustin Lazar mercoledì ha dichiarato che il rapporto della Commissione Europea sul MCV restituisca una situazione di regresso, causata principalmente delle proposte di modifica delle Leggi sulla Giustizia.

“Le conclusioni del rapporto restituiscono con evidenza l’immagine di una situazione di regresso rispetto al rapporto del gennaio 2017 e questo principalmente a causa delle proposte legate alle Leggi sulla Giustizia, che hanno avuto un impatto negativo e che hanno generato preoccupazione. All’interno del rapporto, si raccomanda di tenere presenti le proposte fatte dai magistrati, proposte che mantengono l’indipendenza della magistratura. Ricordiamo che alcune di queste proposte riguardavano la nomina dei procuratori in posti di comando in base a un sistema trasparente e stabile, un sistema simile a quello per la nomina del presidente dell’Alta Corte. Ancora, si raccomanda che le istituzioni dello Stato romeno lavorino insieme, cooperino per risolvere questa situazione. Io dico che non è molto complicato. Non può esistere cooperazione lì dove s’impongono delle cose dall’esterno, e la parola del magistrato non è ascoltata. (…) Rispetto al rapporto del gennaio 2017, c’è un regresso che potrebbe determinare la riconsiderazione di obiettivi che si riteneva fossero realizzati nel rapporto di gennaio”, ha affermato il Procuratore Generale, durante una conferenza stampa nella sede della PICCJ, successiva la pubblicazione del rapporto sul MCV, citata da Agerpres.

Augustin Lazar ha sostenuto che esistano possibilità per cui il Meccanismo di Cooperazione e Verifica sia eliminato del 2018.

“Tutti vogliamo che entro questo nuovo termine, fissato alla fine dell’anno 2018, siano adempiute tutte le condizioni, sia realizzato ciò che tutti aspettiamo, la felice conclusione del monitoraggio. Sarebbe un peccato per il lavoro svolto negli ultimi 10 anni. Abbiamo fatto pregressi un passo alla volta. Sarebbe un peccato rinunciare al lavoro di tanti anni quando, in realtà, la meta è vicinissima. Io dico che esistono buone condizioni per concludere il monitoraggio nell’anno 2018. Per parte mia sono ottimista, credo ci siano aspetti che sia possibile risolvere e credo giungeremo a una soluzione ragionevole”, ha affermato Lazar.

Il Pubblico Ministero: Le conclusioni del rapporto MCV sull’indipendenza della giustizia, posizione simile a quella costantemente espressa da noi

La direzione del Pubblico Ministero dichiara di aver preso atto delle conclusioni e delle raccomandazioni contenute nel Rapporto MCV, rilevando come il punto di vista della Commissione Europea nelle questioni fondamentali riguardanti l’indipendenza della giustizia e la carriera dei magistrati sia simile alla posizione costantemente espressa dalla Procura della Corte Suprema, come anche in merito al fatto che le proposte legate alle leggi sulla Giustizia abbiano avuto un impatto negativo sui progressi già registrati. A sua volta, la DNA riprendere le conclusioni menzionate nel rapporto MCV e in un comunicato stampa, ricorda di aver inoltrato in Parlamento, nel corso di quest’anno, tre richieste d’avvio di azioni penali a carico di ministri ed ex ministri, che sono anche parlamentari, per presunti reati di corruzione, richieste tutte respinte.

“La direzione del Pubblico Ministero ha preso atto delle conclusioni e delle raccomandazioni contenute nel Rapporto MCV (…) Si costata come il punto di vista formulato dalla Commissione Europea nelle questioni fondamentali, riguardanti l’indipendenza della giustizia e la carriera dei magistrati, sia simile alla posizione costantemente espressa dal Pubblico Ministero, più esattamente nel Rapporto si spiega come le proposto legate alle leggi sulla Giustizia abbiano avuto un impatto negativo sui progressi già registrati. I dubbi sollevati rispetto all’indipendenza del sistema giudiziario hanno costituito motivo di preoccupazione all’interno del Rapporto. Così, sebbene siano stati registrati progressi nella realizzazione di determinate raccomandazioni, la tendenza generale nell’anno 2017 è stata regressiva, e questo potrebbe avere come diretta conseguenza il ritorno ad alcune raccomandazioni che si considerava fossero realizzate nel Rapporto del gennaio 2017. La Commissione ritiene sia necessaria una reale cooperazione tra le istituzioni dello stato, che rispetti l’indipendenza della giustizia e che porti in un futuro prossimo alla realizzazione delle raccomandazioni del Rapporto. Allo stesso tempo, il Rapporto sottolinea come, nell’adozione delle leggi sulla Giustizia, la raccomandazione sia quella di tenere presenti le proposte formulare dal corpo dei magistrati, e che la procedura legislativa si svolga in condizioni di totale trasparenza”, mostra il  Pubblico Ministero.

Anche la Direzione Nazionale Anticorruzione ha trasmesso un punto di vista legato al rapporto MCV, riprendendo in sostanza le conclusioni della Commissione Europea sulla DNA e sulla lotta anticorruzione.

Così, la DNA fa riferimento alle menzioni presenti nel Rapporto MCV sull’importanza di mantenere indipendente la Direzione Nazionale Anticorruzione, in modo che questa possa utilizzare tutti gli strumenti di cui dispone per portare avanti la sua attività, e insiste sulla realizzazione di alcune raccomandazioni formulate in precedenza, vale a dire l’adozione di criteri obiettivi sulla revoca dell’immunità parlamentare, affinché sia fugato ogni sospetto sul fatto che l’immunità sia utilizzata come scudo contro le azioni dei procuratori.

La DNA ricorda di aver inoltrato in Parlamento, nel corso di quest’anno, tre richieste d’avvio di un’azione penale a carico di ministri ed ex ministri che sono anche parlamentari, per presunti reati di corruzione, richieste tutte respinte.

“Il Rapporto insiste però, nel caso appaiano sospetti di pressioni con effetti negativi sulla lotta alla corruzione, sul fatto che la Commissione potrebbe vedersi obbligata a rivedere queste conclusioni”, sottolinea la DNA, citando il rapporto MCV.

La DNA riprende anche le conclusioni della CE in merito al fatto che, il progresso positivo e i buoni risultati delle istituzioni giudiziarie nella lotta alla corruzione siano stati messi in dubbio da determinati eventi, come sarebbero: l’Ordinanza d’urgenza sulla depenalizzazione di alcuni reati di corruzione, tra cui l’abuso d’ufficio (gennaio 2017) che, sebbene abrogato, ha lasciato dei dubbi nello spazio pubblico, e le proposte di modifica delle leggi sulla Giustizia, avviate alla fine del mese di agosto e che hanno generato controversie e una forte reazione negativa da parte del sistema giudiziario e di alcuni segmenti della società civile, reazioni focalizzate sul problema dell’indipendenza della giustizia.

Iordache: Abbiamo arretrati, si risolveremo; l’obiettivo è che nel 2018 si concluda

Il vicepresidente della Camera dei Deputati, il deputato PSD Florin Iordache, mercoledì ha ammesso l’esistenza di arretrati, evidenziati dal Rapporto della Commissione Europea sul Meccanismo di Cooperazione e Verifica (MCV), menzionando che saranno risolti in modo che, nel 2018, il Meccanismo di Cooperazione e Verifica per la Romania si concluda.

“Le parole che emergono da una prima lettura sono trasparenza, continuità delle riforme, responsabilità e continuità nel portare avanti le discussioni tra le autorità. Tramite una grande collaborazione tra tutte le autorità implicate in questo processo, senza dubbio nel 2018, il Rapporto MCV mostrerà come il meccanismo di verifica e cooperazione per la Romania possa essere concluso”, ha affermato Iordache.

Lo stesso precisa come il Rapporto MCV pubblicato mercoledì abbia evidenziato l’adempimento di una parte delle condizioni, che un’altra parte delle stesse sia in corso di realizzazione, mentre le altre riguardanti la legislazione e la collaborazione istituzionale tra le autorità siano in svolgimento.

“La Commissione Europea riconoscerà i passi importanti realizzati e il fatto che la Romania non abbia più bisogno del MCV. Osservo ci siano moltissime cose già realizzate, abbiamo anche degli arretrati ma senza dubbio nel prossimo periodo tutti questi arretrati saranno risolti perché, lo ripeto, in questo momento l’obiettivo della Romania è che nel 2018 il MCV sia concluda”, ha dichiarato Iordache.

Egli ha sostenuto che l’elaborazione delle leggi sulla Giustizia sia trasparente e che in questo processo siano stati ascoltati i punti di vista di tutti gli interessati, menzionando che s’inoltrerà anche la richiesta di un punto di vista della Commissione di Venezia, se sarà necessario.

Barna: Il rapporto ci mostra senza equivoci come la Romania abbia fatto passi indietro, come il governo PSD aggredisca la Giustizia

Il Presidente dell’Unione Salvate la Romania (USR), Dan Barna, mercoledì ha dichiarato che il rapporto MCV mette in evidenza i regressi fatti dalla Romania in materia di giustizia durante il governo PSD, e questo mostra come la Romania debba rimanere ancora sotto il monitoraggio della Commissione Europea.

“Se il rapporto precedente parlava degli elementi positivi e delle cose che la Romania ha fatto, avvicinandosi alla conclusione del meccanismo, questo rapporto ci mostra senza equivoci come la Romania abbia fatto passi indietro, come il governo PSD aggredisca la Giustizia e vediamo, in termini diplomatici, come questo messaggio sia stato inviato con grande chiarezza al Governo PSD, che la modalità tramite cui si cerca di tornare indietro non sarà accettata dalla Commissione Europea. Da questo punto di vista, abbiamo un rapporto negativo che mostra come per la Romania il MCV sia un meccanismo ancora necessario che continuerà ad esistere, conclusione d’altra parte sostenute con fermezza dall’USR”, ha dichiarato Dan Barna.

Il leader dell’USR ha spiegato come il rapporto pubblicato mercoledì non faccia altro che mostrarci come, dal punto di vista della Commissione, questo sia stato un anno perso.

“Si parla espressamente della perdita di velocità nelle riforme della Giustizia che sembravano andare in buona direzione (…) Vediamo come la Commissione Europea non faccia altro che confermate ciò che l’USR ha affermato nelle sue dichiarazioni e posizioni delle ultime settimane, il fatto che la nomina dei procuratori o la modifica del meccanismo di nomina dei procuratori debba avvenire dopo un confronto con la Commissione di Venezia, e osserviamo come questa preoccupazione sia espressa chiaramente nel rapporto della  Commissione”, ha aggiunto Barna.

Ciolos sul MCV: È chiara l’Intenzione della CE di porre un punto al meccanismo solo a condizione che lo stato di diritto e l’indipendenza della giustizia siano rispettati

L’ex premier Dacian Ciolos ritine che, in merito al rapporto MCV, l’intenzione della Commissione Europea sia espressa in modo assai chiaro, e sia quella di mettere un punto al meccanismo prima che venga il turno della Romania alla Presidenza del Consiglio UE, “solo a condizione che lo stato di diritto e l’indipendenza della giustizia siano rispettati”.

“Non si tratta di fare un piacere a qualcuno di Bruxelles, degli altri stati democratici o di altri luoghi, ma del fatto che questi sono i valori cui abbiamo aderito una volta entrati in UE e che stanno alla base del benessere e delle libertà fondamentali dell’uomo”, ha continuato Ciolos in un post su Facebook.

L’ex premier afferma come l’anno scorso siano stati fatti progressi considerevoli in questo senso, perché a quel tempo, tanto il Governo quanto anche la società civile, accanto alle istituzioni del sistema giudiziario hanno mostrato sia questo ciò che desiderano per la Romania.

“Quest’anno, il Governo e la maggioranza politica del Parlamento hanno preso di nuovo la giustizia di petto. All’inizio dell’anno, con un tentativo di breve attacco in piena regola. Dopo le manifestazioni in strada, gli attacchi sono ricominciati ma con più «delicatezza», perché non si vedessero i lividi, sebbene gli obiettivi sembra fossero gli stessi: la subordinazione politica (e non l’eliminazione degli abusi, come ci è stato detto) del sistema giudiziario, che sembra impedire i piani di quanti credono ancora che un potere politico temporaneo si traduca nel diritto di trattare lo stato e i fondi pubblici come una sua proprietà”, continua Dacian Ciolos.

Egli precisa come, questo genere di segnali, come quello inviato dalla Commissione Europea, sia utile sebbene non possa in nessun caso sostituire l’intenzione e la sincerità politica di accettare il fatto che, senza un giustizia indipendente, non ci libereremo mai della corruzione, né ai vertici e nemmeno alla base della società.

Dragnea: Non credo che questo MCV si concluderà mai

Il presidente del Partito Social Democratico (PSD), Liviu Dragnea, giovedì da Herculane, dove di preparava a partecipare a una seduta del Comitato Esecutivo del partito, ha dichiarato di non credere che il Meccanismo di Cooperazione e Verifica si concluderà mai.

“Siamo costantemente preoccupati, c’è sempre qualcosa che non va, non credo che questo MCV sarà mai concluso, in questo periodo contemporaneo”, ha dichiarato Dragnea.

Il presidente Iohannis a Goteborg: Non credo che il MCV sarà concluso nel 2018

Il presidente Klaus Iohannis, venerdì a Goteborg, in Svezia, ha dichiarato che a suo parere il Meccanismo di Cooperazione e Verifica (MCV) della Commissione Europea sarà applicato in Romania anche il prossimo anno ed ha criticato gli ufficiali di Bucarest che sostengono il contrario, accusandoli di mostrare un ottimismo ingiustificato.

“Io non credo che questo sia possibile (che il MCV sarà concluso l’anno prossimo – N.d.R.) e credo che l’ottimismo mostrato sia quantomeno inadeguato”, ha affermato Klaus Iohannis.

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