Gli orsi e le pecore

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Per il ministro dell’Agricoltura non c’è dubbio: per gli orsi che si avvicinano troppo alle aree abitate, l’unica soluzione è la morte. Non è il solo a pensarla così tra i ministri socialdemocratici. E non c’è da stupirsi, perché specialmente tra i leader di questo partito ci sono grandi appassionati di caccia. Come l’ex premier Adrian Nastase o l’attuale presidente Liviu Dragnea. Ma la situazione non sembra tanto diversa in Italia. Michela Vittoria Brambilla ha parlato delle tante decisioni prese dall’attuale centrosinistra contro la svolta animalista che lei e altri promuovono. Al di là delle polemiche politiche però, ci sono i fatti. Forse si tratta di una retorica di sinistra ancora incapace di capire un certo cambiamento di mentalità. “L’uomo prima di tutto!” Ecco cosa afferma anche il ministro romeno dell’Agricoltura. Ma una differenza tra i due paesi c’è. L’ipocrisia dei politici romeni è certamente maggiore e utilizzata con molta meno vergogna. L’attuale potere socialdemocratico promette di arricchire i romeni, ma quest’avventura politica rischia di finire malissimo. I suoi leader vogliono farla finita non solo con gli orsi, ma anche con il preteso strapotere delle imprese straniere nel nostro paese alla periferia dell’Europa. Per loro, lo slogan umanista significa piuttosto: “I nostri uomini prima di tutto!” Difendere i loro interessi conta più che eliminare le ingiustizie. Il ministro dell’Agricoltura non ci ha pensato due volte prima di chiamare a lavorare con lui al ministero la sua stessa figlia. La sua grande passione sembrano essere la pecora. E anche il modello politico del suo partito: chi mostra la forza di un orso deve essere cacciato, per lasciare spazio a sempre più pecore. Lo scorso inverno molti romeni hanno dimostrato di non essere delle pecore umane incapaci di ribellarsi. E di non temere i fucili del potere. Probabilmente la rivolta degli “orsi” riuscirà alla fine a cacciare l’attuale centrosinistra troppo “umanista”.

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