Caso “Belina”: La Corte Costituzionale discuterà il 16 novembre la notifica del presidente del Senato riguardo le indagini DNA sulle Decisioni Governative

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La Corte Costituzionale della Romania ha deciso che il 16 novembre discuterà la notifica di Calin Popescu-Tariceanu in merito alle indagini della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), legate al modo in cui siano state prese le decisioni governative riguardanti l’isola Belina.

Il 23 ottobre, il presidente del Senato, Calin Popescu-Tariceanu, ha avanzato una notifica alla Corte Costituzionale in merito alle indagini DNA, legate al modo in cui siano state adottate nel Governo le decisioni sull’isola Belina.

“Il presidente del Senato, il signor Calin Popescu-Tariceanu, ha chiesto oggi alla Corte Costituzionale della Romania (CCR) di constatare e risolvere il conflitto giuridico di natura costituzionale tra il Governo della Romania, da una parte, e il Pubblico Ministero – la Procura dell’Arta Corte di Cassazione e Giustizia, la Direzione Nazionale Anticorruzione, dall’altra. Così com’è specificato dalla Corte Costituzionale della Romania, il conflitto giuridico è intervenuto a seguito delle indagini penali della Direzione Nazionale Anticorruzione sulla legalità della Decisione Governativa n. 858/2013 e della Decisione Governativa n. 943/2013, informa l’ufficio stampa del Senato.

In base alla notifica di Tariceanu, il conflitto giuridico di natura costituzionale sarebbe generato dall’avvio delle indagini sull’adozione di una decisione del Governo. “In base a quanto sancito dalla Corte Costituzionale, l’adozione delle decisioni governative esprime le competenze autentiche del Governo”, sostiene il presidente del Senato.

Questi ha richiesto alla CCR di constatare l’esistenza di un conflitto giuridico tra il Pubblico Ministero e il Governo e, allo stesso tempo, di constatare se sia realmente provocato dal fatto che la DNA si arroghi la competenza di indagare l’opportunità e la legalità di quanto elaborato in quelle due decisioni. Un’altra richiesta di Tariceanu alla CCR è “sancire per il futuro che i procuratori non possano indagare le circostanze, situazioni, opportunità e legalità delle decisioni governative”.

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