Rivoluzione fiscale: il Governo ha adottato l’ordinanza d’urgenza che modifica in modo essenziale il Codice Fiscale, i cambiamenti contestati in strada

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Il Messaggio di Tudose: Si sono infiammate alcune multinazionali

I sindacati si rivolgono all’Avvocato del Popolo

Durante la seduta di mercoledì, i membri del Governo hanno adottato l’ordinanza d’urgenza tramite cui hanno modificato il Codice Fiscale, e le nuove norme entreranno in vigore il primo gennaio 2018. I membro del Governo si sono riuniti a Palazzo Victoriei per discutere le proposte di modifica del Codice Fiscale, nel contesto in cui la seduta inizialmente annunciata per venerdì è stata posticipata per ben due volte, mentre le critiche alle proposte si sono moltiplicate. Da una parte, il Governo presenta le manovre come benefiche, incoraggianti e addirittura creatrici di opportunità per i datori di lavoro ma, dall’altra parte, i rappresentanti del mondo imprenditoriale – imprenditori, analisti, consulenti, leader dei patronati e delle associazioni di investitori – e i politici esterni all’arco governativo le respingono in blocco o in parte, ed invocano i rischi maggiori per la stabilità macroeconomica.

L’attuale normativa prevede il trasferimento dei contributi sociale dal datore di lavoro al dipendente, come anche la diminuzione dell’imposta sul reddito dal 16% al 10%, decisione contestata da cittadini, sindacalisti e anche da parte dei sindaci, che da parte loro hanno spiegato come in questo modo le entrate di bilancio e, di conseguenza, i fondi per gli investimenti saranno considerevolmente ridotti. Le nuove norme fiscali sono state criticate anche dai patronati e soprattutto dal presidente Klaus Iohannis, secondo cui “la grande rivoluzione fiscale” sia diventata “uno scompiglio fiscale” che condurrà la Romania “in un’avventura economica e fiscale senza lieto fine”. L’ordinanza di modifica del Codice Fiscale è stata contestata a Palazzo Victorie da centinaia di persone.

Tudose: Si sono infiammate alcune multinazionali quando è stata messa in discussione l’esternalizzazione del profitto

Mercoledì, all’inizio della seduta di Governo, il premier Mihai Tudose ha dichiarato che inizialmente sindacati e patronati erano d’accordo con le modifiche, per poi reagire con forza all’esternalizzazione del profitto e “alcune multinazionali si sono infiammate”.

“Complimenti al signor ministro per il discorso d’apertura, ho appena scoperto che le succursali di alcune banche hanno dato la giornata libera ai dipendenti per lasciarli partecipare al presente meeting, quindi siete sulla buona strada. Se le banche sono nervose per questo motivo, io le faccio i miei complimenti. Magari pagheranno le tasse anche loro”, ha detto il premier Tudose al ministro delle Finanze.

All’inizio della seduta di Governo, il premier Tudose ha dichiarato che la reazione forte dell’opinione pubblica, legata alle modifiche apportate al Codice Fiscale, avviene a dispetto di un iniziale accordo di sindacati e patronati sebbene poi, nel momento in cui è stata messa in discussione l’esternalizzazione del profitto, sono apparse le reazioni negative.

“Il Governo desidera introdurre misure ferme in materia di esternalizzazione del profitto. (…) Si sono infiammate alcune multinazionali ma per fortuna, credo abbiamo deciso non fosse il caso”, ha affermato Mihai Tudose.

Prima della seduta di Governo, il premier Mihai Tudose e il ministro Ionut Misa hanno avuto una discussione. Nel frattempo, di fronte al Governo, circa 200 persone protestavano contro le misure che saranno prese in relazione al passaggio dei contributi, dal datore di lavoro al dipendente.

“Le manovre porteranno benefici ai cittadini. Si cerca di riportare l’imposta sul reddito dal 16% al 10% per i dipendenti. Saranno ridotti i contributi di due punti percentuali”, ha dichiarato il ministro delle Finanze.

Questi ha aggiunto che le norme in adozione avranno come effetto la crescita degli introiti per i dipendenti.

Cosa prevede l’OGU di modifica del Codice Fiscale

L’Ordinanza Governativa d’Urgenza per la modifica e il completamento della Legge n. 227/2015 sul Codice Fiscale prevede quanto segue:
– trasferimento del CAS, dal datore di lavoro al dipendente con la riduzione dell’aliquota totale dei contributi sociali, dal 39,25% al 37,25%;
– scissione del pagamento dell’IVA;
– innalzamento della soglia per le microimprese fino a un milione di euro;
– istituzione di un contributo assicurativo sul lavoro del 2,25% dal fondo salariale, ma anche la diminuzione dal 16% al 10% dell’imposta sul reddito e l’aumento del salario minimo, da 1.450 a 1.900 lei.

Da una parte, il Governo presenta le manovre come benefiche, incoraggianti e addirittura creatrici di opportunità per i datori di lavoro ma, dall’altra parte, i rappresentanti del mondo imprenditoriale – imprenditori, analisti, consulenti, leader dei patronati e delle associazioni di investitori – e i politici esterni all’arco governativo le respingono in blocco o in parte, ed invocano i rischi maggiori per la stabilità macroeconomica.

Tudose, attacco alla leadership DACIA: I sindacalisti vogliono le autostrade ma la compagnia esternalizza il profitto. Non funzione più!

Mercoledì, in reazione alle proteste dei sindacalisti di Mioveni, il premier Mihai Tudose ha dichiarato che, mentre questi ultimi chiedono autostrade, la compagnia esternalizza il profitto, ed ha aggiunto che “non funziona più” perpetrare questa situazione.

“Ho apprezzato, tra le virgolette di rigore, la protesta di alcuni romeni che, sostenuti dalla leadership della compagnia, vogliono le autostrade mentre la loro azienda esternalizza il profitto – magnifico. Non funziona più!”, ha dichiarato il premier Tudose, all’inizio della seduta di Governo.

Più di seimila persone martedì hanno partecipato al meeting di Mioveni, nella provincia di Arges, e i sindacalisti dell’industria automobilistica hanno manifestato la loro insoddisfazione rispetto al passaggio dei contributi sociali dal datore di lavoro al dipendente. Allo stesso modo, i sindacalisti si sono espressi contro l’abbandono dei lavori autostradali sul tratto Pitesti-Sibiu.

Misa: La contestazione dell’OGU è legata all’impedimento dei trasferimenti degli utili in altri paesi

Il ministro delle Finanze, Ionut Misa, ha dichiarato che l’ordinanza di modifica del Codice Fiscale sia osteggiata a causa della trasposizione nella legislazione romena della direttiva europea, che impedisce il trasferimento degli utili delle compagnie dal paese in cui siano guadagnati, in altri stati.

“Un’altra manovra, diciamo noi, benefica, anche se in generale non tutti sono d’accordo con noi – e possiamo capire il perché questa misura non sia accolta, perché essa si riferisce alla trasposizione della Direttiva 1164, di definizione delle norme contro le pratiche atte a schivare gli obblighi fiscali, che hanno un peso diretto sul funzionamento del mercato interno. Certo che la misura è contestata, perché cerca di limitare la deducibilità degli interessi realizzati tra le compagnie multinazionali della Romania e le compagnie madri al di fuori del paese, perché tale misura desidera impedire il trasferimento dei profitti dalla Romania in altri paesi, perché questa misura vuole aumentare il profitto in Romania, e implicitamente anche l’imposta sulla società assolta da queste compagnie in Romania”, ha dichiarato Ionut Misa.

Il ministro delle Finanze ha affermato che questa manovra porterà vantaggi al bilancio dello stato e implicitamente ai cittadini, che vedranno crescere le somme allocate agli ospedali, alle autostrade, ecc.

“Si tratta di una manovra cui, ho osservato generalmente, non si accorda la giusta importanza sebbene, a mio parere, sia l’essenza e rappresenti l’elemento in grado di attrarre l’attenzione dei romeni che, ne sono convinto, sono molti intelligenti e attenti nel fare la differenza, nel non lasciarsi abbagliare dalla farsa del trasferimento dei contributi e nel comprendere che quest’ordinanza è legata soprattutto ai trasferimenti di questi profitti al di fuori del paese, e al desiderio di evitare che lo Stato romeno tassi quelle compagnie”, ha affermato Misa.

Egli ha ricordato la sua esperienza dirigenziale della sezione Grandi Contribuenti all’interno dell’ANAF.

“Sono il primo ad avviare controlli sulle compagnie multinazionali, sono il primo a essere riuscito, con una squadra di professionisti, a portare centinaia di milioni di euro da una sola compagnia dopo un controllo fiscale in grado di determinare nel sistema bancario della Romania, tramite le banche attive sul mercato, l’aumento delle somme dichiarate al versamento all’entrata del bilancio dello Stato”, ha aggiunto il ministro.

Hossu: Invierò una notifica all’Avvocato del Popolo in merito alle proposte di modifica del Codice Fiscale

Il leader della Confederazione Sindacale “Cartello Alfa”, Bogdan Hossu, mercoledì ha dichiarato che intende notificare all’Avvocato del Popolo le proposte di modifica del Codice Fiscale, nella speranza che questi la trasporrà, a sua volta, alla Corte Costituzionale.

“Trasferiremo lì le manifestazione, perché speriamo di convincere l’Avvocato a inoltrare una notifica alla Corte Costituzionale, perché analizzi le nostre considerazioni. Se rimarrà in Parlamento, il progetto passerà in procedura d’urgenza al bilancio dello stato che, probabilmente, sarà approvato lunedì o martedì della prossima settimana. L’ordinanza che dovrebbe passare anch’essa in Parlamento, passerà nella sessione della prossima primavera”, ha dichiarato Hossu durante il meeting di Piata Victoriei, dove circa 200 persone protestavano per le proposte di modifica del Codice Fiscale.

Nel caso in cui i parlamentari attaccheranno la legge alla CCR, e la Corte dovesse costatarne l’incostituzionalità, questo porterebbe a “un disastro economico e sociale nazionale”.

Misa dopo la seduta del Governo: Le multinazionali dovranno pagare imposte e tasse in Romania allo stesso modo che negli altri paesi

Le norme di modifica del Codice Fiscale sono benefiche, tanto per le compagnie quanto anche per i cittadini, poiché determineranno la diminuzione dei contributi sociali, dal 39,25% al 37,25%, la diminuzione del numero di contributi a carico del datore di lavoro, da nove a tre e alla riduzione della burocrazia, e il datore di lavoro dovrà rispondere penalmente nel caso di trattenuta dei contributi sociali dal salario lordo e di mancato versamento nel bilancio dello Stato, mentre le multinazionali dovranno pagare tasse e imposte in Romania, allo stesso modo che negli altri paesi, ha dichiarato il ministro delle Finanze, Ionut Misa, durante una conferenza stampa sostenuta dopo la seduta di Governo.

Il ministro ha tenuto a trasmettere un messaggio alle compagnie multinazionali attive in Romania, avvertendole del fatto che dovranno pagare le tasse come negli altri paesi.

“Ho detto alle compagnie multinazionale che cercano di evitare imposte e tasse, che saranno costrette a rispettare la Romania e a pagare queste tasse ed imposte allo stesso modo che negli altri paesi”, ha affermato Misa.

Lo stesso ha sottolineato quanto tali manovre siano benefiche per i cittadini, come anche per le compagnie.

“Questa manovre sono benefiche per i cittadini e per le compagnie. (…) Si realizzerà una diminuzione dei contributi sociali dal 39,25% attuale al 37,25%, a partire dal 2018”, ha affermato Misa.

Il ministro delle Finanze ha sottolineato che il numero dei contributi sociali a carico del datore di lavoro diminuiranno, da nove a tre, nel 2018. Misa ha aggiunto che i contributi per lo Scaglione I di pensioni aumenteranno per i salari medi, da 706 a 849 lei. Inoltre, si realizzerà la riscossione di un’imposta dell’1% sul fatturato, nel caso delle compagnie con introiti annuali inferiori al milione di euro, e sarà tagliata la burocrazia.

“Il passaggio da una tassa del 16% sul reddito all’1o% del fatturato, semplificherà di molto la parte contabile, per questo ho esteso la misura alle compagnie con fatturati annui inferiori al milione di euro”, ha affermato Misa.

Allo stesso tempo, il ministro ha spiegato sarà introdotta una nuova norma tramite cui il datore di lavoro risponderà penalmente nel caso in cui tratterrà i contributi sociali sul salario lordo e non li verserà allo stato.

Il PNL annuncia una mozione di censura e l’organizzazione di proteste in strada, in risposta alle norme fiscali adottate dal Governo

Il Partito Nazional Liberale (PNL) mercoledì ha annunciato che intende avviare una mozione di censura e organizzare delle proteste in strada, in risposta alle manovre fiscali adottate dal Governo. Il presidente PNL, Ludovic Orban, afferma che, per la mozione di censura, si farà appello al “sostegno di ogni partito politico e di ogni parlamentare”.

Ludvic Orban ha affermato come il modo di agire del Governo “imponga come una necessità l’avvio di una mozione di censura”.

“Faremo appello al sostegno di ogni partito politico e di ogni parlamentare”, ha specificato il presidente PNL.

Lo stesso ha annunciato che i liberali protesteranno in tutti i modi contro le misure adottate dal Governo, anche con manifestazioni e meeting.

“Siamo solidali con quanti vogliano proteggere il proprio lavoro, stipendio, futuro e non accettano di essere derubati da questo Governo”, ha dichiarato ancora Orban.

Il portavoce del PNL, Ionel Danca, ha affermato come l’azione del Governo sia “una presa in giro” e un “caos fiscale”.

A sua volta, il vicepresidente del PNL, Florin Citu, ha affermato che “si realizza un genocidio contro l’economia romena”, che “il PSD ha iniziato una guerra contro il popolo romeno” e che il passo successivo sarà “l’uscita della Romania dall’UE”.

In base alla Costituzione, la Camera dei Deputati e il Senato, durante una seduta comune, potrebbero ritirare la fiducia al Governo tramite l’adozione di una mozione di censura, con il voto della maggioranza dei deputati e dei senatori. La mozione di censura potrà essere avviata da almeno un quarto del numero totale di deputati e senatori, e la sua data di deposizione dovrà essere comunicata al Governo. La mozione di censura dovrà essere discussa tre giorni dopo la presentazione, in una seduta comune delle due Camere.

Se la mozione di censura fosse respinta, i deputati e senatori che l’hanno firmata non potranno avviare nuovamente, nella stessa sessione, una nuova mozione di censura, ad eccezione del caso in cui il Governo ne risponda in Parlamento.

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