Plenaria del CSM, parere negativo alla variante parlamentare del progetto delle Leggi sulla GiustiziaPlenaria del CSM, parere negativo alla variante parlamentare del progetto delle Leggi sulla Giustizia

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I magistrati del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) giovedì hanno emesso un parere negativo nel caso del progetto delle Leggi sulla Giustizia, alla variante sottoposta ad analisi dal Parlamento, hanno dichiarato per MEDIAFAX le fonti sul CSM.

La decisione è stata presa con la maggioranza dei voti, con il parere negativo di 11 magistrati all’iniziativa legislativa riguardante il sistema giudiziario, e con il parere positivo di altri sette.

La plenaria del Consiglio Superiore della Magistratura giovedì ha discusso per circa tre ore in merito al progetto di modifica delle Leggi sulla Giustizia, proposto dalla coalizione PSD-ALDE.

Finora, le procure e numerose assemblee generali di alcune corti hanno respinto il progetto.

Il progetto delle Leggi sulla Giustizia è stato modificato in Parlamento, rispetto alla forma iniziale elaborata dal Ministero della Giustizia. Il parere iniziale della plenaria del Consiglio Superiore della Magistratura alla forma proposta dall’istituzione guidata da Tudorel Toader era stato anch’esso negativo.

Lazar in merito progetto delle Leggi sulla Giustizia modificato in Parlamento: Abbiamo bisogno di studi d’impatto

Il Procuratore Generale, Augusti Lazar, giovedì ha dichiarato che tramite il progetto delle Leggi sulla Giustizia modificato in Parlamento, si tenta di porre la giustizia sotto controllo e di politicizzare il sistema giudiziario, menzionando come la proposta di parere da parte dei procuratori fosse nota da mercoledì, ed era negativa.

“Abbiamo a che fare con le stesse proposte di lege ferenda che cercano di eludere il voto espresso dal CSM, dal corpo dei magistrati e dalla società civile. L’iniziatore viene dalla Camera dei Deputati con le stesse proposte di lege ferenda, solo apportando piccole modifiche, per essere certo con una procedura d’urgenza di poter mettere la giustizia sotto controllo e politicizzare il sistema giudiziario. Purtroppo, questa è la conclusione cui siamo giunti, diversamente non si spiega perché sia necessario ricorrere a una procedura d’urgenza per un pacchetto di leggi come questo. O forse non abbiamo imparato niente dalla legge sulla scarcerazione dei condannati, da cui si è visto chiaramente quali risultati sorprendenti siano stati ottenuti senza studi d’impatto. La voce della ragione deve sempre trionfare”, ha dichiarato giovedì Augustin Lazar, all’ingresso della sede del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).

Kovesi a Vienna: Se sarà approvata dal Parlamento nella forma proposta, la legge sullo statuto dei magistrati colpirà gravemente l’indipendenza della giustizia e istituirà un controllo politico sui procuratori

Il Procuratore Capo della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), Laura Codruta Kovesi, durante un evento tenutosi a Vienna questo giovedì, ha dichiarato che se sarà approvata dal Parlamento nella forma proposta, la legge sullo statuto dei magistrati colpirà gravemente l’indipendenza della giustizia e istituirà un controllo politico sui procuratori. Kovesi ha aggiunto che “in questo momento, la provocazione maggiore è salvaguardare l’indipendenza dei magistrati”.

“La provocazione maggiore in questo momento è salvaguardare l’indipendenza dei magistrati. In questi giorni, nel Parlamento romeno si discute una legge sullo statuto dei magistrati che, se fosse approvata, colpirebbe gravemente l’indipendenza della giustizia e istituirebbe un controllo politico sull’attività dei procuratori. Per questo, le raccomandazioni di Yogyakarta sono più che mai attuali e importanti”, ha dichiarato il Procuratore Capo della DNA, presente a un evento organizzato a Vienna sull’analisi dei Principi di Yogyakarta – il rafforzamento dell’indipendenza e dell’efficienza degli agenti anticorruzione, cui hanno preso parte i quadri dirigenti delle autorità anticorruzione, professionisti ed esperti di anticorruzione di numerosi paesi.

Secondo un comunicato della DNA, Kovesi ha mostrato come le premesse essenziali per l’ottenimento di risultati credibili e reali nella lotta alla corruzione siano l’indipendenza del sistema giudiziario, una struttura specializzata nella lotta alla corruzione e leggi che offrano strumenti idonei d’investigazione.

La stessa ha messo in evidenza come, dal 2013 ad oggi, la DNA abbia perseguito 68 dignitari: un primo ministro, due vicepresidenti, 11 ministri ed ex ministri, 39 deputati, 14 senatori e un membro del Parlamento Europeo, di cui già 27 sono stati condannati in via definitiva per fatti di corruzione o assimilabili a reati di corruzione: 5 ministri, 17 deputati, 4 sentori e un membro del Parlamento Europeo. Il resto dei casi sono ancora in corso. In questo periodo, la DNA ha disposto misure cautelari per più di due miliardi di euro, ha aggiunto Kovesi.

“I risultati presentati non sarebbero più possibili se i procuratori romeni non fossero più indipendenti. (…) Se i procuratori fossero subordinati all’Esecutivo, come potrebbero avviare indagini su un membro del Governo o su un segretario di Stato? Oppure a carico di un’altra persone con una carica importante e che sia membro di un partito politico? Esisterebbe una qualche garanzia che l’indagine sarebbe corretta e imparziale? Esisterebbe una qualche garanzia del fatto che non ci saranno ripercussioni sul magistrato che abbia avviato o concluso un’inchiesta? E se i procuratori fossero sotto l’autorità del Parlamento, avremmo ancora indagini a carico di deputati o senatori?”, ha aggiunto Kovesi.

Tudorel Toader, dopo la seduta del CSM e il parere negativo alle Leggi sulla Giustizia: Un dibattito di cui si sapeva già la conclusione in cui, qua e là, si è usato un linguaggio doppio

Alla fine della seduta del CSM, il Procuratore Generale Augustin Lazar ha affermato come le principali proposte contestate si riferiscano alla procedura di nomina delle posizioni dirigenziali nelle procure e all’istituzione di un Consiglio di integrità, che sarebbe un’istituzione incostituzionale.

Giovedì, il ministro della Giustizia, Tudorel Toader, dopo la seduta del CSM che ha dato parere negativo al progetto parlamentare di modifica delle Leggi sulla Giustizia, ha affermato si sia trattato di un dibattito di cui si sapeva già la conclusione e in cui, qua e là, sarebbe stato usato un linguaggio doppio.

“Si è trattato di un dibattito, non direi necessariamente teso ma, dal mio punto di vista, è stato un dibattito di cui si sapeva già la conclusione. Personalmente ero convinto che il risultato sarebbe stato lo stesso. Un dibattito in cui, qua e là, si è usato un linguaggio doppio e in cui qualcuno, non faccio nomi, ha finto di non sapere o di non capire determinate cose. Il dibattito si è svolto in un contesto in cui una signora giudice membro del CSM dichiarava che, nel parere precedente, il voto sarebbe cambiato dall’oggi al domani – dall’unanimità favorevole si è passati al parere negativo. Un dibattito in cui la signora giudice Garbovan parlava di messaggi arrivati al CSM dalle corti, che proponevano un rifiuto in blocco, un dibattito in cui qualcun altro si è espresso a proposito di decisioni o movimenti sotterranei”, ha dichiarato Tudorel Toader.

Il ministro della Giustizia ha sottolineato come il parere del CSM sia consultivo, ed ha espresso la speranza, “anzi la convinzione”, che i membri della Commissione speciale prenderanno in considerazione alcuni degli argomenti che accompagneranno questo parere negativo.

Sul parere del CSM, Toader ha aggiunto: “È necessario un cambiamento ma non cambia niente. In nome dell’indipendenza della giustizia, nessuno ha mai detto perché un procuratore non passi direttamente giudice alla Suprema, perché un pensionato possa essere riassunto, perché si mantengano le abitazioni a vita, perché ci siano promozioni dopo pochi anni, fino alle vette gerarchiche, e tutto il resto. L’essenza del problema è qui”.

“Non puoi dare un parere negativo, non puoi esprimerti contro le modifiche a delle leggi che vogliono rispettare le decisioni della Corte Costituzionale. Non puoi dare parere negativo e respingere le proposte contenute nel progetto, che proprio il CSM aveva avanzato nel periodo precedente alla consultazione. L’iniziativa di modifica delle Leggi è partita proprio dal CSM, prima nel 2015, poi nel 2016”, ha precisato il ministro della Giustizia.

Alla domanda su cosa risponderebbe a quanti sostengono che, se fossero adottate queste leggi, il sistema giudiziario sarebbe sotto il controllo della politica, Toader ha dichiarato: “Ogni volta ho chiesto, invitato quanti abbiano avanzato delle critiche, a superare il livello del non mi piace, non voglio, non sono d’accordo, di superare lo stadio in cui si dice che questa soluzione non è buona, che inficia l’indipendenza della giustizia, e proporre argomenti, argomenti contrari, eventualmente di avanzare proposte migliori di quelle presenti nel progetto”.

A un’altra domanda su quale progetto sia migliore, se il suo o quello di Iordache, Tudorel Toader ha affermato: “Qualsiasi progetto può essere migliorato, anche una legge può essere migliorata, qualsiasi legge può essere migliorata, e perfino la Costituzione ha determinati elementi che potrebbero essere modificati, riesaminati dopo un’eventuale revisione”.

In merito alla definizione dei reati di abuso d’ufficio, il ministro della Giustizia ha dichiarato: “È necessario definire, in accordo con la decisione della CCR, in accordo alla direttiva europea, in accordo con la storia, con le tradizioni di pratica penale in Romania. Io stesso ho parlato con il primo vicepresidente CE dell’abuso d’ufficio, riceverò un punto di vista anche da lui ma, fino a quando non sarà definito dal Ministero della Giustizia, io non vi dirò il contenuto del 297 qui, di fronte alle telecamere”.

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