La CCR ha ammesso la richiesta dell’Opposizione: Le modifiche apportate alla Legge sul finanziamento dei partiti e delle campagne elettorali-incostituzionale. Quali cambiamenti sostanziali ha prodotto

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La Corte Costituzionale della Romania (CCR) giovedì ha ammesso all’unanimità l’obiezione di incostituzionalità mossa dal Partito Nazional Liberale (PNL), dall’Unione Salvate la Romania (USR) e dal Partito Movimento Popolare (PMP), sancendo che le modifiche apportate alla Legge sul finanziamento dei partiti e delle campagne elettorali sono incostituzionali.

Così, nella giornata di giovedì, nell’ambito di un controllo precedente alla promulgazione, la CCR ha dibattuto sul’obiezione di incostituzionalità in merito alla Legge per la modifica e il completamento della Legge n. 334/2006, sul finanziamento dei partiti politici e delle campagne elettorali, obiezione formulata da 50 deputati appartenenti ai gruppi parlamentari di PNL, USR e PMP, si legge in un comunicato della CCR.

Dopo la delibera unanime, la Corte ha ammesso l’obiezione di incostituzionalità ed ha constatato come la Legge per la modifica e il completamento della Legge n. 334/2006, sul finanziamento delle attività dei partiti politici e delle campagne elettorali, sia incostituzionale.

La CCR ha costatato come la legge criticata contravvenga al principio del bicameralismo, dal momento che, in essenza e ignorando lo scopo iniziale e l’oggetto di regolamentazione della proposta legislativa, la Camera dei Deputati – in qualità di Camera decisionale, ha adottato un numero elevato di emendamenti in grado di trasformare in modo radicale, tramite il loro apporto quantitativo e qualitativo, la filosofia su cui si è basato l’avvio della procedura legislativa ed escludendo così la prima Camera – quella di riflessione – dal processo legislativo che dovrebbe invece rappresentare l’operato dell’intero Parlamento.

Allo stesso modo, la Corte ha costatato come in alcuni testi contenuti nella legge sottoposta a controllo, non siano racchiuse le esigenze imposte dal principio di legalità, esigenze riferite alle condizioni di chiarezza, precisione e prevedibilità di una legge.

La plenaria della Camera dei Deputati ha adottato il mese scorso, come foro decisionale, il progetto che modifica la Legge sul finanziamento delle attività dei partiti politici e delle campagne elettorali, nel senso che le somme ottenute violando la legge non potranno più essere confiscate e versate nel bilancio dello Stato.

Il progetto di legge adottato alla Camera dei Deputati modifica la legge sul finanziamento dei partiti politici e delle campagne elettorali, abrogando gli articoli in base ai quali, le somme ottenute violando la legge siano confiscate e diventino entrate del bilancio dello Stato. Gli emendamenti che operano tale modifica, sono stati proposti dai deputati PSD.

Un altro emendamento aggiunto alla legge prevede che “nei casi previsti all’art. 51, par. (1), pt. 1, 5-8, 20, 29 e 30, come anche al par. (2), pt. 21, costituiscono oggetto di confisca solo le somme di denaro che superino i limiti massimi previsti dalla legge per le donazioni, i prestiti, i contributi e le spese elettorali, ad eccezione delle somme non utilizzate”.

Sempre su proposta del PSD, la somma allocata annualmente ai partiti politici dal bilancio dello Stato sarà minimo dello 0,01% e massimo dello 0,04% del PIL, e per i partiti politici che promuovano le donne sulle liste elettorali, per le cariche eleggibili, la somma allocata dal bilancio dello stato sarà aumentata proporzionalmente al numero di mandati ottenuti dalle candidate donne alle elezioni. Nella forma sottoposta a modifiche, la legge prevedeva che la somma allocata annualmente ai partiti politici non potesse essere maggiore dello 0,04% delle entrate previste nel bilancio dello Stato.

Un altro articolo adottato prevede sia considerato contravvenzione, nel caso in cui non sia giunga nella situazione per parlare di infrazioni, e che sia sanzionato con un ammenda da 100.000 lei a 200.000 lei il mancato adempimento da parte dei partiti politici delle attività da svolgere con le somme di denaro, ottenute come donazioni per l’acquisizione delle strutture destinate alla sede del partito politico, nel termine previsto dalla legge.

I deputati hanno deciso che annualmente, entro la data del 30 aprile, i partiti politici abbiano l’obbligo di deporre all’Autorità Elettorale Permanente un “rapporto sintetico” dei guadagni e delle spese realizzate nell’anno precedente e non “un rapporto dettagliato”, così come prevedeva la legge nella forma sottoposta agli emendamenti.

Nella forma adottata dal Parlamento, l’Autorità Elettorale Permanente ha la missione di assicurare l’organizzazione e lo svolgimento delle elezioni e dei referendum, come anche di indirizzare ed essere guida per i partiti politici, le alleanze politiche, le alleanze elettorali, come anche i candidati indipendenti, nel rispetto delle leggi e degli standard internazionali in materia. “Nell’esercizio del suo ruolo di controllo, l’attività di prevenzione e orientamento prevale di fronte alle sanzioni”, secondo un emendamento deposta dal deputato PSD, Mircea Draghici.

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