Accese polemiche sociali ai margini del progetto di modifica del Codice Fiscale

0
57

Seduta dell’Esecutivo per l’adozione delle nuove norme fiscali, posticipata

Il Comitato Economico e Sociale ha espresso parere negativo sul progetto di modifica del Codice Fiscale

 

Il progetto di modifica del Codice Fiscale ha ottenuto un parere negativo da parte del Comitato Economico e Sociale (CES), organismo consultivo del Parlamento e del Governo della Romania, ha dichiarato venerdì Dumitru Coarna, presidente del Sindacato Nazionale della Polizia e del Personale Contrattuale della Romania, nonché membro del CES.

D’altra parte, la seduta straordinaria del Governo per l’adozione delle nuove norme fiscali, programmata per venerdì alle ore 14:00, è stata posticipata a lunedì. Le manovre annunciate dal Governo sono contestate tanto dai datori di lavoro, quanto anche dai sindacati. Anche il Presidente Iohannis ha criticato l’Esecutivo su quest’argomento.

“Se abbiamo discusso di un Governo equilibrato e con il cervello a casa, bisognerebbe tenerne conto, anche se il legislatore dice si tratti di un avviso consultivo. Un Governo equilibrato e col cervello al suo posto, che vuole il bene del popolo, dovrebbe tenerne conto, perché l’aritmetica non fa la politica ed è chiaro che questo pacchetto, con il trasferimento dei contributi, influenzerà tutto ciò che significa mercato del lavoro in Romania. (…) E di certo che influenzerà tanto il sistema pubblico, quanto quello privato, lì dove si perderà il controllo delle cose”, ha dichiarato Dumitru Coarna per Digi 24.

Coarna ritiene che il solo strumento legale del Governo sia l’aumento salariale in base al valore lordo minimo.

La scorsa settimana, il Ministro delle Finanze, Ionut Misa, ha presentato al Governo le nuove misure fiscali di imposte sul salari, ed ha annunciato che i datori di lavoro pagheranno “un contributo assicurativo sul lavoro” pari al 2,25%, che coprirà i rischi di disoccupazione, incidenti, malattie e crediti salariali.

Misa ha parlato della riduzione dell’imposta sul reddito, dal 16% al 10% sull’attività lucrativa, come anche su alcune pensioni, per gli affitti, gli interessi, le attività agricole.

“In questo modo, attualmente abbiamo 4,85 milioni di dipendenti che pagheranno tasse minori sul reddito. Ci sono 10 milioni di romeni che hanno conti bancari e che pagheranno, in questo modo, tasse minori sugli interessi, oltre 250.000 pensionati che percepiscono pensioni maggiori ai 2.000 lei e che, dopo queste modifiche, pagheranno una tassa ridotta su una somma maggiore al limite di 2.000 lei, ci sono più di 500.000 cittadini che pagheranno tasse inferiori sui redditi delle attività indipendenti o per i diritti di autore, compresi molti giornalisti. Tutti i romeni che hanno un appartamento in affitto, un terreno o altri beni pagheranno così una tassa ridotta per l’affitto ottenuto. Allo stesso modo, tutti i romeni e le aziende che svolgano attività agricole pagheranno una tassa ridotta del 10% per gli introiti ottenuti”, ha spiegato il Ministro delle Finanze.

Egli ha precisato allo stesso tempo che le deduzioni cresceranno del 60% per i romeni con salari minimi: “In questo modo, per chi percepisce salario minimo, la somma esente da imposta crescerà da 300 a 510 lei, mentre nel caso di chi abbia figli o altre persone a carico, sarà aggiunta ancora la somma di 160 lei per ogni figlio, rispetto ai 100 lei di oggi”.

Ionut Misa ha parlato anche della riduzione dei contributi sociali e del loro passaggio ai dipendenti, affermando si tratti di una diminuzione di due punti percentuali, dal 39,5% al 37,25%.

“Dal totale del 22,75% di contributi pagati dall’azienda, 20 punti percentuali passano al dipendente. Nel totale del salario lordo, il 35% sarà di contributi pagati dal datore di lavoro in nome del dipendente (…) I contributi rimasti a carico del datore di lavoro, del 2,75%, diminuiscono così fino al 2,25% e copriranno i rischi di disoccupazione, incidenti, malattie, crediti salariali. Tutto questo sarà contenuto in un singolo contributo, che si chiamerà contributo di assicurazione sul lavoro”, ha affermato il Ministro.

Misa ha aggiunto che un’ulteriore semplificazione è legata alla riduzione del numero di contributi da pagare attualmente dal dipendente e dal datore di lavoro, da 9 a 3: il contributo per la pensione CAS), pagato per il dipendente, il contributo per la salute (CASS), pagato per il dipendente, il contributo di assicurazione sul lavoro, sostenuta dal datore di lavoro.

Quanti svolgano un’attività indipendente non dovranno più pagare contributi sociali sui proventi delle loro attività ma a livello di salario minimo. In merito alle persone giuridiche, Misa ha precisato come, per 450.000 aziende con un giro d’affari inferiore al milione di euro, sarà istituita un’imposta dell’1% sul fatturato, rispetto all’imposta del 16% sul reddito.

“Le aziende corrette non avranno problemi a causa di quelle che evadono. Gli operatori non potranno più essere indagati penalmente in casi di frode a catena sull’IVA, se non nel caso in cui esistano prove materiali che l’operatore economico in questione sia entrato in contatto con le aziende che abbiano evaso”, è un’altra delle manovre presentate da Ionut Misa.

Cosa dicono gli economisti delle nuove manovre fiscali annunciate dal Governo

Le ultime modifiche apportate al Codice Fiscale danneggeranno le compagnie con guadagni inferiori al milione di euro e che hanno profitti ridotti, eserciteranno una pressione sui costi, specialmente nel caso delle aziende con molti dipendenti, e accentueranno il problema della sostenibilità del programma di governo, secondo quanto dicono gli economisti consultati da News.ro.

Queste misure aggraveranno il problema della sostenibilità del programma di governo, nella condizione in cui si assisterà a una diminuzione delle entrate di bilancio e alla crescita delle spese, ritiene l’economista Aurelian Dochia.

“Le ultime manovre vanno nella direzione del programma di governo, che il Governo segue con perseveranza. Numerosi economisti, tra cui anch’io, hanno espresso la propria opinione in merito al problema della sostenibilità di questo programma, visto che sono prese misure tanto per ciò che concerne la crescita delle spese di bilancio, quanto anche la riduzione delle tasse e la diminuzione delle entrate di bilancio. Allo stesso temo, non vedo nemmeno per il 2018 indizi che questo problema di sostenibilità sarà risolto”, ha dichiarato Dochia per News.ro.

L’aumento del salario minimo obbligherà le compagnie a ripensare la griglia salariale, e questo potrebbe rappresentare un problema importante per le aziende con molti dipendenti, ritiene il Segretario Generale dell’Associazione degli Imprenditori della Romania (AOAR), Cristian Parvan.

“La crescita del salario minimo spingerà le aziende a fare qualcosa con l’intera griglia salariale (…) L’aumento del salario minimo eserciterà una pressione sui costi nel caso delle aziende con molti dipendenti. Le aziende attive hanno già una pressione esercitata sui costi, dovuta innanzitutto all’aumento dei prezzi di quest’anno, per l’energia e per i carburanti”, ha affermato Parvan.

Inoltre, imporre una tasse dell’1% sul fatturato, nel caso nelle compagnie con una fatturato inferiore a un milione di euro, rappresenterà una zavorra per le compagnie con un margine minore di profitto, ritiene Parvan.

Alcune delle manovre fiscali annunciate dalle autorità, come l’abbassamento dell’aliquota dell’imposta sul reddito al 10%, avranno un impatto potenzialmente positivo per l’ambiente imprenditoriale, sebbene esistano punti di domanda sulla sostenibilità del bilancio per queste iniziative, in base a un comunicato pubblicato dalla compagnia di consulenza PwC Romania.

L’abbassamento dell’aliquota dell’imposta sul reddito al 10% sarà applicata ai salari come anche a pensioni, affitti, interessi, attività agricole, redditi indipendenti e diritti d’autore. Altre manovre benefiche sono rappresentate dal mantenimento del tetto di pagamento del CAS per le persone fisiche autorizzate, come anche l’aumento delle deduzioni personali per quanti abbiano redditi bassi, secondo PwC.

“Di certo, misure di questo tipo sono da accogliere, sebbene l’ambiente imprenditoriale abbia punti interrogativi in merito alla sostenibilità del bilancio per iniziative del genere, tenendo presente anche il fatto che, nell’esposizioni delle ragioni che motivano questo pacchetto di leggi, si menziona che queste genereranno una diminuzione delle entrate del bilancio fino a 5 miliardi di lei nel 2018. La Romania ha già uno dei PIL più piccoli tra gli stati membri dell‘UE, mentre le entrate di bilancio dipendono in modo sproporzionato alle entrare fiscali e provenienti dalle tasse indirette – IVA e accise, che sono alla fine tasse di consumo e quindi fortemente procicliche”, ha dichiarato il leader del Dipartimento di Consulenza Fiscale e Giuridica della PwC Romania, Mihaela Mitroi.

Il Consiglio Nazionale della Piccola e Media Imprenditoria Romena (CNIPMMR) non è d’accordo con gli aumenti sugli IMM generati dai nuovi contributi assicurativi sul lavoro del 2,25%, pagati dai datori di lavoro, poiché ritiene che il valore totale dei contributi assicurativi sul lavoro del 2,25% aumenti la fiscalità dello 0,5% per aumentare gli IMM e inoltre, il contributo assicurativo sul lavoro non ha una destinazione chiara.

“Uno degli effetti di questa manovra è che saranno generati costi di acquisizione/modifica dei nuovi software contabili. Allo stesso modo, crea scompiglio nell’ambito imprenditoriale e soprattutto degli IMM, rispetto alla prevedibilità dei carichi fiscali”, ha dichiarato lunedì durante un’intervista il presidente della CNIPMMR, Florin Jianu.

Iohannis: Il pacchetto di manovre fiscali non rappresenta l’acclamata rivoluzione fiscale ma si trasforma in uno scompiglio fiscale

Il Presidente Klaus Iohannis giovedì ha dichiarato come il pacchetto di manovre fiscali annunciate dal Governo non rappresenti “l’acclamata rivoluzione fiscale e si trasformi in uno scompiglio fiscale”. Egli ha affermato come pochi mesi fa, all’investitura del Governo, avesse chiesto una cosa semplice – farla finita con questo balletto fiscale, e questo non è successo. “La grande rivoluzione fiscale porta a un uomo 3 lei in più, è comico. La promessa PSD-ALDE sull’aumento degli stipendi è falsa”, ha affermato Iohannis.

“Chiedo alla colazione di Governo, PSD e ALDE, di dare una prova di responsabilità e rinunciare a questo tipo di politica fiscale che genera sfiducia, incertezza e, in definitiva, non aiuta nessuno. Inoltre, in merito alle misure economiche proposte, raccomando prudenza a livello di decisioni politiche e governative, perché non voglio, e nessuno lo vuole, una politica dall’oggi al domani”, ha dichiarato Iohannis a Cotroceni.

Egli ha affermato come la Romania non abbia bisogno di una politica che risolva oggi i problemi che riappariranno domani, ma di una politica capace di risolvere i problemi dei romeni per un futuro prevedibile, di una politica sostenibile.

Allo stesso modo, Iohannis ha avvertito i “decisori politici” di far attenzione e di giudicare a freddo, per evitare di trascinare la Romania e i romeni in un’avventura fiscale senza lieto fine: “Per questo, avviso con la massima serietà i decisori politici, perché facciano attenzione e giudichino chiaramente, a freddo, per non coinvolgere la Romania e i romeni in un’avventura economica fiscale, senza lieto fine”.

“La grande rivoluzione porta a una persona 3 lei in più, è comico”.

Dragnea: Non ho visto le dichiarazioni di Iohannis sulle manovre fiscali come una critica ma come un tentativo di presentare un’analisi

Il Presidente del Partito Social Democratico (PSD), Liviu Dragnea, venerdì ha dichiarato di non aver preso le dichiarazioni del Presidente Iohannis come una critica alle manovre fiscali che il Governo si prepara ad adottare ma come un tentativo del capo dello Stato di presentare un’analisi.

“Riconosco di non essere riuscito a guardare la televisione quando c’è stata la conferenza stampa, ma ne ho letto dopo. Non l’ho visto come una critica ma come un tentativo di proporre un’analisi, affermando poi che non esiste una vera analisi. Dal mio punto di vista, non esiste nessun motivo per cui le misure fiscali in questione non debbano essere adottate. Perché sono misure che porteranno a un miglioramento. Ho parlato con l’ambiente imprenditoriale, ho parlato con compagnie molto grandi, e con piccole imprese. Non sono confuse per questo motivo”, ha dichiarato Dragnea.

“I datori di lavoro che non pagheranno i contributi ai dipendenti commetteranno un reato”

Sempre venerdì, il leader socialdemocratico ha precisato che i datori di lavoro che non pagheranno i contributi ai dipendenti, dopo l’entrata in vigore dell’ordinanza d’urgenza sul trasferimento dei contributi a carico dei dipendenti, saranno colpevoli di un reato. Il leader socialdemocratico ha sostenuto che questo elemento sarà previsto in un’ordinanza che sarà adottata dal Governo, o all’interno di una legge successiva.

“Avete toccato un argomento molto importante, di cui non si è parlato finora. E forse è questo l’elemento che genera così tanto scalpore. Tutti i contributi diventeranno filtri dal principio. Se non saranno versati, si commetterà un reato. Questo significa avere la garanzia che tutti i contributi saranno pagati fino all’ultimo leu”, ha dichiarato Liviu Dragnea, alla domanda dei giornalisti su cosa potrebbe accadere a un datore di lavoro se non pagasse, a nome del dipendente, i contributi.

Il leader del PSD ha precisato che le norme sulla qualifica del mancato pagamento dei contributi come reato saranno contenute in un’Ordinanza che sarà adottata dal Governo o, in caso contrari, saranno adottate tramite una legge in Parlamento.

“Saranno all’interno di un’Ordinanza o in Parlamento. È possibile saranno contenute nell’Ordinanza. Le norme saranno approvate oggi, non conosco esattamente la forma finale ma il principio è stato discusso e accettato dalla coalizione”, ha spiegato Dragnea.

Orban: Tudose e Misa si dimettano immediatamente. Hanno mentito sul parere dei partner sociali sulle manovre fiscali

Il Presidente del Partito Nazional Liberale (PNL), Ludovic Orban, sostiene che il Primo Ministro Tudose e il Ministro delle Finanze dovrebbero lasciare immediatamente le loro cariche perché hanno mentito sui pareri dei partner sociali in merito ai cambiamenti fiscali annunciati.

“Il Primo Ministro Mihai Tudose e il Ministro delle Finanze dovrebbero dimettersi immediatamente dalle loro funzioni, perché hanno mentito sul fatto di avere i pareri dei partener sociali rispetto ai cambiamenti fiscali annunciati. I romeni per bene e gli imprenditori onesti di questo paese non possono sopportare oltre le aberrazioni fiscali che sono annunciate ogni giorno dall’odioso terzetto Dragnea-Tudose-Misa”, ha affermato il leader del PNL durante una conferenza stampa.

Ludovic Orban sostiene che “la gente sente ogni giorno, ogni tipo di assurdità fiscali che non risolvono nessuno dei problemi della Romania di oggi e, al contrario, non fanno altro che compromettere lo sviluppo della Romania a medio e lungo termine”.

“La gestione caotica del PSD ha gettato il paese in una babele fiscale, capace di scontentare tutti quanti, dipendenti, datori di lavoro, sindacati, organizzazioni patronali e, in generale, qualsiasi persona di buon senso, che non capisce l’utilità di tutta questa confusione. Quanto impreparati o stupidi si può essere per distruggere tutti i vantaggi di una crescita economica e per gettare al vento gli equilibri di bilancio di un paese che, alla fine, è riuscito in una risalita rara, per abbassare il tenore di vita dei romeni con aumenti di prezzi e tasse maggiori che nel periodo della crescita economica?!”, aggiunge Ludovic Orban.

Il Presidente del PNL chiede a PSD e ALDE di metter giù le mani dall’economia.

“Se non volete che scompaiano migliaia di aziende di questo paese, se non volete distruggere centinaia di migliaia di posti di lavoro, se non volete diminuire i redditi di migliaia di dipendenti dell’economia privata, se volete ancora investimenti e sviluppo economico in Romania: posticipate per sempre, fino alle calende greche, il trasferimento dei contributi sociali dal datore di lavoro al dipendente; riducete le tasse sul lavoro per ridurre i contributi sociali dal 39,25% al 35%; introducete la possibilità di opzioni per la tassa dell’1% sul reddito fino a un milione di euro; riducete l’imposta sul reddito dal 16% al 10%; rinunciate al pagamento defalcato dell’IVA; adottate un meccanismo prevedibile, ragionevole e sostenibile di aumento dei salari minimi; applicate in modo ragionevole il Testo unico sui salari nel sistema pubblico”, chiede Orban ai governanti.

“Il Partito Nazionale Liberale è accanto ai dipendenti e agli imprenditori di questo paese che sono incomodati e aggrediti dai cambiamenti fiscali annunciati dal governo Dragnea-Tudose. Io e i miei colleghi del PNL attaccheremo con tutte le nostre forze qualsiasi attentato di questo governo agli interessi dell’imprenditoria e dei cittadini onesti contribuenti, dall’opposizione parlamentare, alle notifiche alla Corte Costituzionale e all’Avvocato del Popolo, fino alle petizioni e alle proteste in strada. Signori di PSD e ALDE, in questo paese ladri e stupidi non si sono proprio incontrati, fermate gli esperimenti fiscali con i nostri soldi!”, ha dichiarato ancora Orban.

Citu: Esiste ancora la speranza che il Premier passi anche le modifiche sull Codice Fiscale “discusse e dimenticate”

Il vicepresidente del Partito Nazional Liberale (PNL), Florin Citu, venerdì ha dichiarato che, a causa dello slittamento della seduta di Governo, esiste ancora la speranza che il Premier Mihai Tudose passi anche le modifiche del Codice Fiscale del tipo “discusse e dimenticate”.

“Stamattina abbiamo presentato il dilemma a Tudose: se fa il trasferimento dei contributi, la gente uscirà in strada; se non lo fa, non potrà concludere il Testo unico sui salari. Gli ho offerto anche una soluzione – non adottare queste misure e riscaglionare gli aumenti salariali del 2018. Per il momento, ha capito e ha posticipato le modifiche al Codice Fiscale. Esiste ancora la speranza che le passi come discusse e dimenticate. Così, scenderanno tutti in strada e ci saranno solo loro nel palazzo del Governo”, ha dichiarato il vicepresidente del PNL.

Lo stesso ha aggiunto che lo slittamento della seduta del Governo è “solo una vittoria di tappa”.

Kelemen Hunor, sulla riforma fiscale: Sono anch’io insoddisfatto, non sappiamo cosa di fatto voglia fare il Governo

Il Presidente dell’Unione Democratica dei Magiari della Romania (UDMR), Kelemen Hunor, venerdì ha dichiarato ad Agerpres che il Governo dovrebbe fornire maggiori spiegazioni in merito alla riforma fiscale che ha avviato, per chiarire cosa abbia generato insoddisfazione nell’ultimo periodo.

“In primo luogo, sono necessarie molte più spiegazioni perché la gente non capisce la necessità – non lo so nemmeno io, nemmeno io lo capisco – la necessità di trasferire dal datore di lavoro al dipendente una parte dei contributi sociali. Non capisco quale sarà la strategia per le autorità locali, se riduci dal 16% al 10% l’imposta sul reddito. Io sono d’accordo con questa riduzione e con il mantenimento di un’aliquota unica, ma bisogna essere estremamente chiari – con questa manovra le autorità locali perdono tantissimo denaro (…) Si formerà un buco nel bilancio delle autorità locali (…) Si tratta di una domanda scottante – chi darà i soldi, perché se questo significa una centralizzazione fiscale mascherata, non andrà bene (…) E il Governo deve spiegarlo innanzitutto ai cittadini, e in secondo luogo alle autorità locali, ai sindaci, agli eletti locali cosa succederà ai loro bilanci, perché in questo momento non esiste una simile complicazione. E ci sono molte, molte altre domande cui il Governo dovrà rispondere e se non ci saranno risposte, di certo la gente rimarrà insoddisfatta, confusa, protesterà, dirà cose vere o meno vere ma riusciranno a indovinare cosa vuole fare il Governo”, ha dichiarato Kelemen Hunor.

A suo parere, nell’ultimo anno ci sono state “moltissime improvvisazioni” in materia fiscale, mentre la gente sente una “certa mancanza di prevedibilità e stabilità”.

“Senza sapere quali saranno (…) le regole del gioco è difficile fare un passo avanti, è difficile fare un bilancio, è difficile preparare investimenti, è difficile tutto nella zona del business (…) E per questo credo che quanti sollevino domande, anche sotto forma di sciopero, aspettino una risposta e se ne riceveranno una chiara, sono convinto che buona parte si calmerà. Ma queste risposte non le posso dare io. E non sono soddisfatto perché non riceviamo nuove risposte, non sappiamo nemmeno noi cosa vuole fare, di fatto, il Governo (…) o chi ha pensato la riforma fiscale (…) e aspettiamo queste risposte (…) Io vedo che molta gente non capisce cosa desideri il Governo e se non lo capirà, non sarà per colpa sua”, ha concluso Kelemen Hunor, che ha avuto venerdì un incontro con il sindaco della provincia di Covasna, a Sfantul Gheorghe.

NO COMMENTS