Toader risponde alle critiche legate alla sua presenza in Parlamento: È stato un atto di cooperazione costituzionale leale, non ha il significato di una “trasmissione” delle leggi sulla Giustizia

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Il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, venerdì ha risposto agli attacchi in merito alla sua presenza in Parlamento per presentare le leggi sulla Giustizia, all’interno di un comunicato intitolato “Lealtà costituzionale: Il rispetto delle componenti costituzionali da parte delle autorità pubbliche”. Toader propone argomenti a sostegno del fatto che il suo invito a presentare, all’interno della Commissione speciale comune di Camera dei Deputati e Senato, le Leggi sulla Giustizia sia “un atto di cooperazione costituzionale leale, nel rispetto del quadro costituzionale di riferimento”, mentre la sua risposta non rappresenterebbe una “trasmissione” del progetto di legge al Parlamento. Quanto ai suoi detrattori, il Ministro afferma che “non prendono in calcolo il quadro legale di riferimento”.

“L’invito del Ministro della Giustizia a presentare, all’interno della Commissione speciale comune di Camera e Senato, il progetto di Leggi per la modifica e il completamento della Legge n. 303/2004, sullo statuto di giudici e procuratori, della Legge n. 304/2004 sull’organizzazione giudiziaria e della Legge n. 317/2004 sul Consiglio Superiore della Magistratura, come anche la risposta favorevole di quest’ultimo all’invito trasmesso, è un atto di cooperazione costituzionale leale, che rispetta il quadro costituzionale di riferimento. La risposta a quest’invito non ha il senso di una “trasmissione” del progetto di legge dal Parlamento, e neppure di una qualche violazione delle procedure costituzionali o legali. Al contrario, un rifiuto del Ministro della Giustizia di presentarsi alla Commissione parlamentare e di offrire informazioni in merito agli atti che entrano nella sfera di competenza di tale Commissione sarebbe stato un grave atto di violazione della Costituzione. La Corte Costituzionale ha recentemente constatato l’esistenza di un conflitto giuridico di natura costituzionale con il Parlamento della Romania, generato da un simile rifiuto di presentarsi di fronte alla Commissione speciale d’inchiesta del Senato e della Camera dei deputati (Decisione n. 611/2017)”, dichiara Toader alla fine di un intervento in cui ha spiegato il ruolo di ciascuna istituzione ed ha invocato la legge fondamentale, le norme e le decisioni della CCR.

A parere di Toader, le iniziative parlamentari che hanno potuto riguardare lo stesso ambito di norme o le stesse soluzioni legislative promosse a livello di Governo, o riprese da questo, com’è la situazione in causa, siano legate alla volontà del Parlamento, che non può essere censurata dall’autorità esecutiva e neppure da quella giudiziaria.

Egli qualifica le affermazioni introdotte nello spazio pubblico dai rappresentanti delle autorità giudiziarie come una “appropriazione indebita” del processo di legiferazione tramite il semplice fatto di aver ripreso, con un’iniziativa parlamentare e non governativa, un progetto di legge definito all’interno del Ministero della Giustizia, ignorando il quadro costituzionale e legale di riferimento.

“Un atteggiamento del genere di fronte a soluzioni governative definite al livello del Ministero della Giustizia, non può essere interpretato come una «appropriazione indebita» o come un «approccio» delle soluzioni legislative delineate rispetto alla modifica delle leggi sulla Giustizia, e neppure come una «mancanza di efficienza» o come un lasciare «nel ridicolo» il progetto. La complessità del processo legislativo all’interno del Parlamento, con l’implicazione di numerosi attori istituzionali, in condizioni di trasparenza, sono tutte garanzie di realizzazione della funzione legislativa in concordanza con i principi di uno stato democratico, mentre il semplice rifiuto di qualsiasi autorità pubblica ad accettare le procedure costituzionali non può essere considerato tale da impedire la realizzazione di questi procedimenti ma, la contrario, stabilisce l’autorità in causa sulla legge”, sostiene il Ministro della Giustizia.

Egli presente i compiti del Parlamento, in conformità con la Costituzione e con il Regolamento delle attività comuni della Camera dei Deputati e del Senato, in base a cui, a livello di Parlamento, è possibile costituire commissioni speciali per esprimere pareri su alcuni atti normativi complessi, per l’elaborazione di proposte legislative o per altri scopi precisati nelle decisioni di costituzione delle commissioni in questione.

Egli presenta anche i compiti del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), rispetto alla quale, in base a una decisione della Corte Costituzionale (CCR), sostiene che non possa essere trasformata in un organo consuntivo del Parlamento, autorità legislativa primaria, o del Governo, autorità legislativa delegata, senza che ne rimangano influenzato i valori costituzionali, come il suo diritto principale di separazione ed equilibrio dei poteri all’interno della democrazia costituzionale.

Tudorel Toader specifica anche a chi può appartenere l’iniziativa legislativa, in conformità alla Costituzione, sottolineando che “non è possibile mantenere un diritto di iniziativa legislativa in senso costituzionale per nessuno dei ministeri che costituiscono il Governo”.

“Di conseguenza, a prescindere dall’ambito di regolamentazione ed attività del Governo, in relazione alla prospettiva dell’ambito, una decisione del Parlamento di costituire una commissione speciale per realizzare un’unificazione delle norme specifiche in quell’ambito, rispetta il quadro costituzionale e legale di riferimento, in quanto destinata ad assicurare la volontà della sicurezza giuridica. Ed è sostenuta ancora di più quest’iniziativa nel momento in cui l’ambito di discussione sia quello della giustizia, oggetto di controllo speciale da parte della Commissione Europea, tramite il Meccanismo di Cooperazione e Verifica”, precisa il Ministro della Giustizia, aggiungendo come il CSM abbia emesso un parere sul progetto di leggi sulla Giustizia.

Egli soprattutto ha sottolineato come l’autorità giudiziaria non abbia la competenza di stabilire le situazioni in cui un progetto di legge possa essere avviato dal Governo o possa essere ripreso dal Parlamento come iniziativa legislativa.

“Se l’autorità giudiziaria avesse l’autorità costituzionale di impedire al Parlamento di legiferare, sarebbe messa in pericolo l’esistenza stessa del diritto, e costituirebbe un limite al ruolo del Parlamento, la cui essenza è la rappresentatività, a differenza delle autorità esecutiva e giudiziaria, con altro ruolo e funzioni nello stato di diritto”, conclude Toader.

“Il Pacchetto di modifica delle leggi sulla Giustizia potrà essere dibattuto in Parlamento anche senza il punto di vista della Commissione di Venezia sulla modalità di nomina dei Procuratori capo”

Il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, mercoledì ha presentato alla Commissione speciale, condotta dal deputato PSD Florin Iordache, il pacchetto di modifica delle leggi sulla Giustizia, dopo la decisione della coalizione, per cui quest’ultimo non sarebbe stato avviato come progetto di legge del Governo, ma come iniziativa parlamentare.

In seguito, Toader ha dichiarato ad Antena 3 che il pacchetto di modifica delle leggi sulla Giustizia potrà essere discusso in Parlamento, anche senza il punto di vista scritto della Commissione di Venezia sulla modalità di nomina dei Procuratori capo, per non tenere la legge bloccata. A sua volta, anche il presidente del PSD, Liviu Dragnea, ha affermato che le leggi sulla Giustizia possano essere adottate dal Parlamento anche senza il punto di vista della Commissione di Venezia, e che potranno essere completate in un secondo momento.

“Una domanda è, perché il progetto è partito dal Ministero della Giustizia verso il Parlamento ed è invece arrivato al Governo? Parleremo della nomina dei procuratori d’alto rango, argomento che necessita il parere della Commissione di Venezia. Dal Governo, il progetto non può muoversi senza il parere della Commissione. Dalla Commissione del Parlamento, la discussione può iniziare. In questo lasso di tempo, arriva anche il parere della Commissione, si riprende il dibattito e così procrastiniamo l’immobilità del pacchetto di modifiche (…) La Commissione fa le sue raccomandazioni. Queste hanno il loro potere, proveniente dalla maggiore autorità in materia costituzionale. Tutti guardiamo agli stessi standard. Anche se non hanno potere giuridico, di questi pareri tengono conto tutti”, ha dichiarato il Ministro della Giustizia.

Il Presidente della ICCJ chiede a Dragnea, a Tariceanu e alla Commissione speciale di rimandale al MJ le leggi sulla Giustizia: Non è chiaro in quale veste e in base a quali procedure, Toader le abbia presentate in Parlamento

Il Presidente dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (ICCJ), Cristina Tarcea, giovedì ha chiesto ai presidenti delle due Camere del Parlamento e alla Commissione speciale per le leggi sulla Giustizia di portare a conclusione delle procedure legali di cui il Ministero della Giustizia si è fatto promotore, e di inviargli nuovamente questo progetto perché lo completi, ritenendo sia necessario chiarire il quadro legale in base al quale lo si discuterà, perché l’adozione di un atto normativo presuppone rigore, trasparenza e prevedibilità

Tarcea ha criticato il fatto che il Ministro Toader abbia presentato il progetto in Commissione parlamentare, “sebbene non avesse ancora deciso quale procedure seguire” e senza chiarire in virtù di cosa e su quale base procedurale abbia agito.

“Prima di qualsiasi discussione sul contenuto delle modifiche proposte, s’impone un chiarimento del quadro legale in base al quale se ne discuterà, perché l’adozione di un atto normativo – tanto più quando si tratta di leggi sulla Giustizia – presuppone rigore, trasparenza e prevedibilità. Di conseguenza, richiedo ai presidenti delle due Camere del Parlamento della Romania e alla commissione speciale di permettere la conclusione della procedura legale di cui il Ministero della Giustizia si è fatto promotore e di rimandare indietro questo progetto perché sia finalizzato”, ha trasmesso giovedì il capo della ICCJ, dopo aver argomentato la sua posizione.

La stessa ha affermato come il progetto delle leggi sulla Giustizia rappresenti un vasto argomento di discussione nello spazio pubblico nell’ultimo periodo ed è normale che sia così, dal momento che una società democratica non può funzionare senza una giustizia forte e indipendente, perché l’indipendenza e l’efficienza del sistema giudiziario sono state esigenze che la Romania ha dovuto realizzare e, in questo senso, è necessario sottolineate come, al momento dell’adesione della Romania all’Unione Europea, sia stato istituito il Meccanismo di Cooperazione e Verifica (MCV) per correggere le mancanze di riforme nel sistema giudiziario, oltre che per combattere la corruzione.

Allo stesso modo, Tarcea ha precisato come nell’ultimo rapporto della Commissione Europea (CE) al Parlamento Europea e al Consiglio, si metta in evidenza il fatto che per raggiungere gli obiettivi di riferimento del Meccanismo, sia necessaria “una combinazione di misure legislative e istituzionali” il che, a suo parere, “presuppone innanzitutto trasparenza, cooperazione e dialogo interistituzionale. Allo stesso modo, il meccanismo di adozione delle leggi, a prescindere da quale sia l’obiettivo della regolamentazione, presuppone il rispetto delle disposizioni legali, in base alle quali funziona il meccanismo stesso”.

“Ieri, il Ministro della Giustizia, invitato dalla Commissione speciale comune della Camera dei Deputati e del Senato, ha annunciato, sebbene sia ancora da decidere quale sarà la procedura da seguire, di aver preso atto della necessità di presentare il progetto alla Commissione”, constata Tarcea, osservando che “l’intero percorso delle proposte di modifica delle Leggi n. 303, 304 e 317, adottate nell’anno 2004, dimostra l’assenza di trasparenza, cooperazione e dialogo interistituzionale e di rispetto delle disposizioni legali di regolazione del meccanismo di elaborazione e di adozione degli atti normativi”.

Essa ha ricordato come. in base all’art. 74, par. 1 della Costituzione della Romania, l’iniziativa legislativa appartenga, secondo in caso, al Governo, ai deputati, ai senatori o ad un numero di minimo 100.000 cittadini con diritto di voto.

“È noto che il Ministero della Giustizia detenga la paternità dell’iniziativa legislativa, e che avrebbe proposto al Governo delle modifiche per le tre leggi. A tale scopo, hanno avuto luogo dibattiti pubblici ed è stata avviata una procedura di approvazione. Constato come, al posto di portare a termine la procedura di cui si è preso la responsabilità, il Ministro della Giustizia abbia preso atto nella necessità di presentare le sue proposte alla Commissione speciale comune, costituita in base al Decreto n. 69, adottato dalla Camera dei Deputati e dei Senatori il 27 settembre 2017 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Romania n. 776 del 29 settembre 2017”, ha dichiarato il Presidente dell’Istanza Suprema.

“Dalla dichiarazione pubblica dell’iniziatore, rilasciata ieri in Parlamento, non risulta in qualità di cosa e in base a quale procedura ministeriale abbia inviato le sue proposte alla Commissione speciale”, ha evidenziato Tarcea.

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