Conferenza “10 anni dall’adesione della Romania all’Unione Europea: dalla coesione alla convergenza” organizzata dalla BNR

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Iohannis: La Romania dovrà rimanere lo stesso partner solido dell’UE; si tratta di una responsabilità per tutte le forze politiche

Giovedì, il Presidente Klaus Iohannis ha dichiarato che la Romania dovrà rimanere un partner solido dell’Unione Europea su qualsiasi percorso sarà intrapreso a favore dell’Europa, puntualizzando si tratti di una responsabilità di tutte le forze politiche.

“A 10 anni dall’adesione, possiamo affermare con certezza che la Romania si sia profilata come uno stato membro che desidera ed agisce fermamente a favore del consolidamento del progetto europeo. La Romania, accanto agli altri partner europei, si è assunta pienamente la responsabilità di questo rafforzamento, nel senso di un’Unione più funzionale, più forte, più democratica, più unita e che, grazie agli sforzi comuni, riesca a instillare nei suoi cittadini un sentimento di fiducia, di sostegno per il futuro del progetto europeo”, ha dichiarato il capo dello Stato all’evento “10 anni dall’adesione della Romania all’Unione Europea: dalla coesione alla convergenza”, organizzato dalla Banca Nazionale della Romania (BNR).

Egli ha sottolineato come in Romania sia essenziale continuare a primeggiare nell’impegno e nel sostegno a favore di un’Unione Europea più forte, nell’interesse di tutti i cittadini romeni, come anche della costruzione europea nel suo insieme, mostrando come questa responsabilità ricada sul nostro paese più che mai, visto che deterrà la Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea nella prima metà del 2019.

Il capo dello Stato ha mostrato come il 2019 sarà l’anno in cui si svolgeranno eventi in grado di modellare il futuro dell’Unione Europea almeno per i prossimi dieci anni, riferendosi alla chiusura del processo di uscita della Gran Bretagna dall’UE, alla negoziazione del futuro bilancio pluriennale post 2020, e ai cambiamenti delle principali istituzioni europee.

“In questo contesto, il nostro paese è, e dovrà rimanere, lo stesso partner solido su qualsiasi percorso sarà intrapreso a favore dell’Europa, e questa è una responsabilità che tutte le forze politiche della Romania hanno il dovere di assumersi”, ha dichiarato Iohannis.

Egli ha precisato come la Romania sia favorevole a un’Europa in cui tutti gli stati membri siano uguali e contribuiscano ad ottenere risultati concreti, benefici per tutti i cittadini europei.

“È essenziale agire in modo unitario, nel pieno rispetto dei principi e dei valori che stanno alla base del progetto europeo, e promuovendo quei politici in grado di generare ancora valore aggiunto tramite gli interessi comuni, come la politica di coesione o la politica agricola comune. Il modo in cui l’Europa sceglie di andare avanti sarà riflesso anche nel futuro bilancio pluriennale post 2020. A nostro parere però, il futuro bilancio dell’Unione dovrà inevitabilmente contribuire ad approfondire il processo d’integrazione, evitando l’apparizione di approcci divisori, che favorirebbero un’Europa a più velocità. Bisogna continuare a offrire gli strumenti necessari al raggiungimenti di una convergenza tra tutti gli stati membri e, da questa prospettiva, riteniamo che la Politica di Coesione dovrà mantenere un ruolo centrale nell’architettura del futuro bilancio”, ha affermato Klaus Iohannis.

Il Presidente ha sottolineato come, a 10 anni dall’adesione, la Romania abbia ancora bisogno dell’Unione Europea, come anche l’Unione Europea abbia bisogno della Romania.

“In occasione dei dieci anni di adesione, auspichiamo che per il Centenario dello Stato romeno moderno nel 2018 e per la Presidenza romena del Consiglio dell’Unione Europea nel 2019, il nostro paese giochi un ruolo attivo tra gli stati che sostengono un’Unione forte, efficiente, vicina ai suoi cittadini. (…) Quello che abbiamo imparato negli ultimi 10 anni è che la solidarietà e la responsabilità sono inseparabili nella costruzione europea. Queste parole sono state e rimarranno chiavi d’accesso per l’Unione Europea, per ciascuno dei suoi membri”, ha rilevato il capo dello Stato.

“La Romania ha una chance nell’UE; un migliore assorbimento dei fondi europei può portare sviluppo”

Allo stesso tempo, Iohannis ha ancora sottolineato come la Romania abbia una chance nell’Unione Europea di cui è necessario approfittare ogni anno, mostrando come un miglior assorbimento dei fondi europei e l’efficienza nella gestione dei fondi europei potrebbero offrire il sostegno necessario al raggiungimento di obiettivi di sviluppo in settori cruciali.

“La Romania ha beneficiato delle opportunità offerte dall’appartenenza all’Unione Europea, ma non del tutto. In alcuni ambiti è necessario portare avanti sforzi sostenuti e qui mi riferisco in primo luogo alla necessità di aumentare la quota di assorbimento dei fondi europei. La Romania ha una chance nell’Unione, una chance di cui dobbiamo approfittare ogni anno, e un miglior assorbimento e l’efficienza nella gestione dei fondi europei potrebbero fornirci un sostegno importante nella realizzazione degli obiettivi da sviluppare del nostro paese in settori cruciali, come quello delle infrastrutture”, ha affermato Iohannis all’evento “10 anni dall’adesione della Romania all’Unione Europea: dalla coesione alla convergenza”, organizzato dalla BNR.

Il capo dello Stato ha evidenziato come il bilancio dei dieci anni di appartenenza all’UE per la Romania sia positivo.

“La Romania non solo condivide ma promuove in modo attivo all’interno dell’Unione, come anche nei paesi ad essa vicini, i valori, i principi ed i metodi di sviluppo socio-economico europei. (…) Possiamo affermare senza equivoci che il nostro paese, a livello dell’intera società, percepisca pienamente i benefici generati dalla qualità di stato membro dell’Unione Europea. Tutti questi anni hanno permesso la modernizzazione della Romania, grazie al consolidamento della sua democrazia, al miglioramento delle sue capacità istituzionali e amministrative e, evidentemente, allo sviluppo economico. D’altra parte, è quasi impossibile identificare l’ambito in cui il sostegno dell’Unione non si sia manifestato”, ha dichiarato il Presidente Iohannis.

Egli ha menzionato come il processo d’integrazione abbia significato anche partecipazione attiva della Romania al meccanismo decisionale europeo.

Il capo dello Stato ha poi precisato come, a dieci anni dall’adesione, il PIL della Romania si sia quasi raddoppiato, anche nelle condizioni in cui l’Unione attraversi un difficile periodo di crisi economica e finanziaria. Allo stesso modo, egli ha mostrato come anche il potere d’acquisto sia cresciuto circa del 20% dal momento dell’adesione.

“Il percorso della Romania verso la convergenza con gli altri stati membri e con la media europea è dovuto in buona parte ai benefici determinati dall’utilizzo dei fondi strutturali e degli investimenti, ha aggiunto il Presidente Iohannis.

Lo stesso ha sottolineato come la politica di coesione abbia aggiunto valore certo agli sforzi di modernizzazione della Romania, contribuendo in modo sostanziale ad accelerare la crescite economica e la creazione di nuovi posti di lavoro.

“Senza la politica di coesione, lo sforzo della Romania di avanzare nel processo d’integrazione europea sarebbe stato di certo molto più duro”, ha affermato Iohannis.

Egli ha menzionato un rapporto recentemente pubblicato dalla Commissione Europea in cui si mostra come le regioni dei nuovi stati membri abbiano registrato, con il sostegno della Politica di Coesione e della Politica Agricola Comune, la maggiore crescita a livello di PIL per abitante dell’Unione, in media oltre il 5% annuale, com’è anche nel caso della Romania.

“Si conferma così il valore incontestabile dei fondi d’investimento e strutturali nel sostenere gli obiettivi di crescita a livello di Unione Europea”, ha concluso Iohannis.

Mugur Isarescu: la Romania ha bisogno di un programma di adesione alla zona euro ambizioso e realista

La Romania ha bisogno di un programma nazionale, sostenuto da tutti i partiti, per l’adesione alla zona euro, ma dovrà trattarsi di un programma ambizioso e realista, ha dichiarato giovedì il Governatore della Banca Nazionale della Romania, Mugur Isarescu, durante la conferenza “10 anni dall’adesione della Romania all’Unione Europea: dalla coesione alla convergenza”.

“Sono stato direttamente impegnato nei negoziati di adesione, in veste di Primo Ministro nel 2000. Ho il dovere di sottolineare che la scelta della data di adesione al primo gennaio del 2007 non sia stato solo un fatto di date, ma abbia avuto una grande importanza strategica, come reale catalizzatore degli sforzi sostenuti e continui di tutti i governanti, che hanno seguito la realizzazione di un programma complesso, coerente e relativamente lungo di preparazione della Romania all’adesione all’Unione Europea. Faccio questo appunto in un momento in cui, oggi dobbiamo rispondere a un’altra domanda d’importanza strategica e cioè quando entreremo nella zona euro. L’adesione all’Unione Europea si è basata su quel programma nazionale coerenze e aggiungerei, di particolare ambizione. La Romania ha bisogno anche ora di un programma nazionale, sostenuto da tutti i partiti, da tutte le forze nazionali, tutte le forze sociali, per aderire questa volta alla zona euro. È un bene che questo programma sia così ambizioso e allo stesso tempo, realista”, ha dichiarato Isarescu.

Quest’ultimo ha sottolineato come la stabilità, l’equilibrio e la salute economica siano ugualmente cruciali. Isarescu ha specificato come, più importante di qualsiasi altra cosa, sia seguire delle politiche realiste, equilibrate e che assicurino la sostenibilità della nostra crescita economica, a prescindere dall’evoluzione del ciclo elettorale.

“L’esperienza relativamente lunga che ho in materia di macroeconomia mi ha convito di una verità essenziale, e cioè che per lo sviluppo durevole di un paese con economica di mercato non esiste un sostituto a politiche economiche fondamentalmente corrette. Queste ultime non sono procicliche ma anticicliche. La definizione dell’economica è la chiave per un progresso costante a livello di stile di vita, misurato ad esempio dal livello di PIL per abitante. Stimolare il consumo in periodi in cui questo cresca e senza l’aiuto delle politiche macroeconomiche, non aiuta al recupero del ritardo”, ha sottolineato il Governatore della BNR.

Allo stesso modo, questi ha affermato come la Romania abbia bisogno di investimenti pubblici, soprattutto nelle infrastrutture, in caso contrario “le nostre provincie storiche rischiano di vedere maggiori discrepanze in futuro”.

“Vogliamo crescere più rapidamente ed è normale per ridurre il ritardo. Ma per crescere più rapidamente bisogna però aumentare il potenziale di crescita. Questo significa in concreto, che il potenziale dei fattori di produzione debba essere aumentato. Questo è un problema di investimenti pubblici, costantemente tagliati nei periodi di recessione e alle volte anche in fase di espansione. Di più, ai fondi europei, anche quando non crescono, non sono stati affiancati gli investimenti pubblici, che invece li hanno sostituiti. Ci prepariamo a celebrare i 100 anni dall’Unione, ma senza infrastrutture, le nostre provincie storiche rischiano di vedere discrepanze ancora maggiori in futuro. Abbiamo parlato della necessità che le nostre autostrade attraversino i Carpazi. Adesso vogliamo essere quanto più chiari e precisi sul fatto che questo non significhi solo il passaggio da nord a sud, ma anche da est a ovest. Non c’è bisogno solo di un’autostrada Pitesti-Sibiu, ma anche di un’autostrada Iasi-Targu Mures. Queste dovrebbero essere le nostre priorità”, ha spiegato Migur Isarescu.

Basescu: Pensare a un programma d’integrazione della Romania nella zona euro è un errore

L’ex presidente Traian Basescu giovedì ha dichiarato che la Romania soddisfa le condizioni di adesione all’euro già dal 2013 ed ha sostenuto che l’idea di un programma che punti all’integrazione in questa zona sia un errore.

“Anche se contraddico i punti di vista espressi da specialisti assai competenti rispetto all’integrazione della Romania nell’euro, non posso non osservare il fatto che la Romania soddisfa tutti i criteri di Maastricht dal 2013 e probabilmente con qualche manovra infelice potrebbe perderne alcune l’anno prossimo, anche se spero di no, e penso che un programma di integrazione sia, a mio parere, un errore. La Romania, nel momento in cui soddisfa i criteri di Maastricht, è obbligata ad avviare il processo di integrazione nella euro-zone perché, di certo, ci saranno due approcci in UE: una per la euro-zone e una per la non-euro. (…) Uno degli elementi essenziali dell’UE, oltre ai valori, è rappresentato dalla moneta unica, e qui sei o non sei parte dell’UE”, ha dichiarato l’ex capo dello Stato, durante l’evento “10 anni dall’adesione della Romania all’Unione Europea: dalla coesione alla convergenza”, organizzato dalla BNR.

Egli ha specificato di appoggiare la presenza della Romania in UE ed ha mostrato come dall’adesione, il nostro paese abbia un bilancio finanziario positivo in relazione all’UE.

“Abbiamo ricevuto 43 miliardi di euro e abbiamo pagato circa 14,5 miliardi di euro come membri UE”, ha ricordato Basescu, menzionando anche il raddoppiamento del PIL, la diminuzione della disoccupazione del 3,6% alla fine del 2016, gli aumenti salariali, la crescita della produttività avvenuti nei dieci anni, da quanto la Romania è stato membro UE.

Allo stesso tempo, l’ex capo dello Stato ha affermato che l’UE sia attraversata da una serie di crisi, d’identità, di risorse, di visione, la crisi Schengen, quella della migrazione, della sicurezza e del terrorismo.

“Non abbiamo una visione unitaria a livello di leader partecipanti al Consiglio Europeo in merito al futuro dell’UE. Attualmente, l’UE non è capace di offrire garanzie di sicurezza ai propri cittadini. Ci chiediamo perché l’UE non risolva la propria crisi. La mia conclusione (…) è una sola: mancanza d’integrazione. L’integrazione troppo esigua tra gli stati membri c’impedisce di risolvere le crisi che attraversiamo. (…) Non siamo ancora preparati politicamente e moralmente per le grandi decisioni che tireranno fuori l’UE dalla crisi, anche da quella di credibilità. (…) La soluzione per le crisi presenti nell’UE, crisi che cresceranno nel numero e che probabilmente si faranno anche più profonde, è una sola: accelerare il processo d’integrazione”, ha specificato l’ex presidente.

A suo parere, l’UE è sempre più “debole”, poiché la politica estera non è delegata all’Alto Rappresentate dell’Unione. Traian Basescu ha concluso affermando che l’UE potrebbe scoraggiare da sola la Federazione Russa sul Versante Orientale con i fondi di cui dispone, a condizione che integri le sue forze militari.

L’ex capo dello Stato ha parlato anche dell’Europa a più velocità

“Chi ha temuto un’Europa a due velocità, dopo le dichiarazioni di Roma, dovrebbe sapere che gli stati membri, grazie al Trattato di Lisbona, hanno diritto a formare gruppi su programmi e progetti individuali”, ha affermato Basescu.

A suo parere, all’interno di un “mondo tripolare”, la soluzione sarebbe un’Europa integrata all’interno di un partenariato consolidato con gli USA.

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