Molestie e omofobia

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Da quando alcune attrici hanno denunciato le molestie subite da parte del produttore Weinstein, la vasta campagna mondiale della rete ha raggiunto anche le donne romene. E così spuntano nomi di uomini insospettabili. Molti professori, dai licei agli atenei, spesso sposati, che abusavano senza vergogna della loro autorità pedagogica. Con proposte e comportamenti sconvolgenti. Forse almeno ora si capirà il dramma di tante ragazze e donne in un paese dove, contro il politicamente corretto, è in atto una vera guerra culturale, mossa da influenti intellettuali conservatori. Un’importante casa editrice ha tradotto il saggio di Edward Behr, “Un’America spaventosa”, che cerca di convincerci del fatto che, le tante molestie che si consumano nei college americani siano inventate da un femminismo senza freni. Poveri maschi romeni, non sanno cosa li aspetta. Ma tra tante denunce c’è ne già una speciale. Il politico di destra, Mihail Neamtu, grande sostenitore di Donald Trump, presentato nel suo più recente libro con tratti messianici, parla delle avances ricevute da parte di un prete anglicano al tempo dei suoi studi in Inghilterra. Probabilmente vera, la storia raccontata adesso da Neamtu piacerà certamente ai membri e sostenitori della “Coalizione per la famiglia”, un gruppo omofobo che ha iniziato un referendum per bloccare i futuri matrimoni omosessuali. Sembra piuttosto una dichiarazione politica. Mihail Neamtu, una volta presidente del piccolo partito di destra “La Nuova Repubblica”, da un po’ di tempo è membro del partito liberale. Non è da escludere una sua candidatura per il prossimo parlamento e neanche un posto in un futuro governo di centrodestra. Come Trump, anche Neamtu vuole giocare la carta della religione. L’omofobia può diventare la bandiera di una nuova politica reazionaria, in un paese in cui non solo gli ortodossi rifiutano ancora certi valori fondamentali dell’Unione Europea. Tra ortodossi, evangelici e certi cattolici c’è già una solidarietà di fatto. E pochi partiti sono disposti a votare in un altro senso al referendum che si avvicina.

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