Tariceanu ha annunciato che lunedì intende inoltrare una notifica alla CCR per il caso Belina

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Il Presidente del Senato, Calin Popescu Tariceanu, alla fine della seduta di mercoledì della coalizione di governo, ha annunciato che lunedì intende deporre presso la Corte Costituzionale (CCR) una notifica sul presunto conflitto giuridico tra il potere Giudiziario e quello Esecutivo, determinato dall’apertura dell’inchiesta Belina da parte della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA).

Tariceanu ha ricordato di aver dichiarato che avrebbe consultato degli specialisti in merito, e mercoledì mattina ha ricevuto il loro punto di vista.

“Lunedì intendo deporre alla CCR la notifica di cui abbiamo parlato”, ha aggiunto il presidente del Senato.

Il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, alla fine del mese di settembre, dopo l’annuncio della DNA sull’inchiesta riguardante il trasferimento del braccio Pavel e dell’isola Belina dal demanio dello stato a quello del Consiglio Regionale di Teleorman, tramite Decisione del Governo (DG), ha dichiarato che la decisione sulla notifica alla CCR, in relazione alla possibilità che i procuratori indaghino le DG, spetta all’Esecutivo, sebbene la redazione del documento sia compito del Ministero della Giustizia. Lo stesso ha precisato allora come i giudici costituzionali dovranno fornire spiegazioni precise nel caso in cui, sebbene la Corte abbia già stabilito che i procuratori non possano svolgere inchieste in merito alle ordinanze, sia loro consentito di svolgere un’inchiesta del genere, sulle decisioni del governo.

Dopo le dichiarazioni di Toader, la DNA ha inoltrato una notifica al Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), in cui sostiene che le dichiarazioni in questione siano tali da danneggiare l’indipendenza del sistema giudiziario e come il Ministro abbia indotto nell’opinione pubblica l’idea che l’attività dei procuratori non si svolga nei limiti della legge.

Il giorno successivo, il Presidente del Partito Social Democratico (PSD), Liviu Dragnea, ha dichiarato che, nel momento in cui il Ministro della Giustizia proporrà un progetto di notifica, il Governo avanzerà una notifica alla CCR, sebbene il leader del PSD abbia aggiunto: “se il Ministro lo farà davvero”.

Tudorel Toader però non ha mai presentato al Governo il progetto di notifica alla CCR, mentre il 9 ottobre, dopo un incontro con il presidente dell’Alleanza dei Liberali e dei Democratici (ALDE), Calin Popescu Tariceanu, Liviu Dragnea annunciava che quest’ultimo avrebbe inoltrato una notifica alla Corte Costituzionale.

Quello stesso giorno, poche ore più tardi, Tariceanu ha contraddetto il leader del PSD, affermando di non aver preso nessuna decisione in merito alla notifica alla Corte Costituzionale sul caso Belina, di aver solo richiesto i servizi di quanti all’interno del Senato fossero specialisti in diritto costituzionale, perché facessero un’analisi tramite cui comprendere se esista una base solida per la notifica alla CCR, rispetto a un potenziale conflitto tra Governo e DNA.

La Camera dei Deputati ha respinto la sospensione dell’immunità per Rovana Plumb

La plenaria della Camera dei Deputati martedì, con un voto segreto, ha respinto la richiesta d’avvio di un’indagine penale a carico dell’ex Ministro dei Fondi Europei, Rovana Plumb.

Secondo i risultati del voto, tra i 284 parlamentari presenti, e con 283 voti validi espressi, 184 parlamentari hanno votato contro e 99 a favore.

Rovana Plumb ha affermato anche durante la plenaria della Camera dei Deputati di essere innocente nell’inchiesta in cui la DNA l’accusa di complicità in abuso d’ufficio, sostenendo che il procedimento avviato dai procuratori sia un abuso e una “repressione ingiusta” contro i ministri, con lo scopo di far cadere il Governo PSD.

Dopo il voto, l’ex Ministro ha ringraziato i colleghi deputati che hanno respinto la richiesta di sospendere la sua immunità, affermando che questi ultimi abbiano difeso i principi dello stato di diritto.

Ancora, dopo l’annuncio della plenaria in merito al risultato del voto, relativo alla sospensione d’immunità richiesta per lei, Rovana Plumb ha dichiarato ai giornalisti che i deputati abbiano compreso come “l’opportunità di una decisioni governativa (DG), dotata di tutti i permessi di legge, non possa essere oggetto di un’inchiesta penale”.

Il 22 settembre, la DNA annunciava che l’ex Vicepremier Sevil Shhaideh fosse sospettata di aver commesso abuso d’ufficio, nel periodo in cui era Segretario di Stato al Ministero dello Sviluppo Regionale, dell’Amministrazione Pubblica e dei Fondi Europei (MDRAP), all’interno di un’indagine secondo cui, nel 2013, grazie a un’azione organizzata da alcune persone con funzioni pubbliche, parti dell’Isola Belina e il Braccio Pavel siano illegalmente passati dalla proprietà dello stato a quella della regione di Teleorman e alla gestione dell’amministrazione del Consiglio Regionale (CR) di Teleorman per essere, dopo pochi giorni, affittata illegalmente a un’azienda privata.

Sempre nello stesso periodo, la DNA ha anche notificato alla Camera dei Deputati la richiesta di avviare un’indagine penale sul Ministro Rovana Plumb, nella stessa inchiesta.

“Nella stessa inchiesta, in conformità alle disposizioni legali e costituzionali, il Procuratore Capo della Direzione Nazionale Anticorruzione – signora Laura Codruta Kovesi, ha inviato al Procuratore Generale della P.I.C.C.J. la relazione della causa, con l’intento di inviare una notifica alla Camera dei Deputati in cui richiedere l’avvio di indagini penali a carico di Rovana Plumb, deputato del Parlamento romeno, ex Ministro dell’Ambiente e dei Cambiamenti Climatici, in relazione al reato di complicità in abuso d’ufficio, nel caso in cui il funzionario pubblico abbia ottenuto per se stessa o per altri indebiti vantaggi, nell’esercizio della funzione ministeriale”, ha reso noto la DNA in un comunicato.

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