Il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, ascoltato dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta sull’archivio SIPA

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Quando sono arrivato al Ministero, sono stato avvertito che qui esisterebbe una bomba a orologeria – l’Archivio SIPA

A chiunque domandassi dell’Archivio, sembrava prendere fuoco

Giovedì, il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, ha dichiarato alla Commissione d’inchiesta sull’archivio del Sevizio Indipendente per la Protezione e l’Anticorruzione (SIPA) di essere stato avvertito, quando è stato nominato ministro, dell’esistenza di una bomba a orologeria che ticchetta e che si chiama Archivio SIPA. Toader ha aggiunto che nell’archivio dell’ex servizio segreto del Ministero della Giustizia, esistono diversi tipi di documenti: contratti dei funzionari con statuto speciale dell’Amministrazione Nazionale dei Penitenziari (ANP), documenti sulla vita privati, atti che riguardano gli Archivi Nazionali e atti classificati segreto d’ufficio.

“Quando sono arrivato al Ministero della Giustizia (MJ), qualcuno tra gli altri, non del Ministero, un noto personaggio pubblico, mi diceva questo, in una conversazione privata: «Sappia che al MJ esiste una bomba che ticchetta e di cui deve avere cura. Si chiama Archivio SIPA». Cosa ho constatato: il fatto che a chiunque facessi domande (…) sull’Archivio SIPA sembrava prendere fuoco (…) Sono ancora dipendenti del MJ, che hanno fatto parte di quella commissione che, a un certo punto, ha avuto acceso all’Archivio SIPA”, ha dichiarato Tudorel Toader ai membri della Commissione Parlamentare d’inchiesta sull’archivio SIPA.

Toader ha affermato di essersi fatto un’idea dell’archivio “più o meno vicina” alla realtà accessibile per lui, e ha deciso di tacere come hanno fatto i suoi predecessori, sperando che durante il suo mandato il problema del SIPA non raggiungesse lo spazio pubblico.

“Lì, io sono entrato nell’Archivio e non posso dire cosa ci sia, ma so più o meno di cosa si tratti. Lì, si presuppone dal principio, c’erano i documenti che non avevano un posto. I contratti dei funzionari con statuto speciale dell’ANP, un’ingiustizia assoluta, perché quella gente ha lavorato senza la possibilità di dimostrare il proprio gruppo, grado, anzianità e il resto, per aver diritto anch’essi a una pensione, un diritto assolutamente legittimo, solo perché non hanno avuto accesso all’Archivio. E in buona parte ho visto pile e pile di contratti. Buona parte erano lì ed è ingiusto fino alla fine, no? (…) Ma averli fisicamente dietro un lucchetto, un sigillo e dire: non posso dartelo perché lì non ci posso entrare, credo sia per lo meno innaturale, per non dire profondamente ingiusto”, ha detto Toader, nel descrivere la prima categoria di documenti presenti dell’Archivio SIPA.

Il Ministro della Giustizia ha inoltre affermato che nell’archivio siano state ritrovate anche informazioni che riguardano la vita privata.

“Per quei documenti, certamente, nel rispetto del diritto fondamentale, si è deciso tramite DG di non renderli pubblici, mentre il titolare, cui si riferiscono le informazioni in questione, avrà la possibilità di vederle, un po’ scherzando, un po’ sul serio, potrà avere addirittura la possibilità di ricordarsi cos’ha fatto, magari l’ha dimenticato e allora rilegge e ricorda”, ha spiegato il Ministro.

Tudorel Toader ha dichiarato che la terza categoria d’informazioni trovate dell’Archivio SIPA riguarda gli Archivi Nazionali.

“Quei documenti non dovrebbero essere lì ma negli Archivi Nazionali. Dopo di che, possono essere segreti di stato. E di certo, possono essere trasferite nell’Archivio dell’SRI o conservati in un archivio del Ministero della Giustizia”, ha affermato il Ministro.

Un’ultima categoria di documenti che Tudorel Toader ha detto di aver trovato all’interno dell’Archivio dell’ex servizio segreto del Ministero della Giustizia, potrebbe essere classificata segreto d’ufficio.

“Per quei documenti, se il Ministro della Giustizia, in base al principio simmetrico del chi fa allora disfa, li ha classificati come segreto d’ufficio, dopo averne visto il contenuto, lo stesso Ministro della Giustizia è anche in grado di declassificare quanto sia lì contenuto e dividerlo in categorie. Perché può trattarsi di un’informazione riguardante un crimine, e allora egli avrà l’obbligo di informare un procuratore. Può trattarsi di un’informazione sulla vita personale di qualcuno, e allora lascerà quel qualcuno a ricordare le sequenze della sua vita privata e, ad ogni modo, dopo tre mesi, quanto riguardi la vita privata, in base al DG in vigore, sarà distrutto”, ha aggiunto Toader.

“Non esiste un registro chiaro di chi sia entrato nell’Archivio SIPA. Abbiamo informazioni su chi sia entrato senza certificato ORNISS e l’abbiamo notificato alla DIICOT”

Il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, ha inoltre dichiarato alla Commissione d’inchiesta sull’Archivio SIPA gli sembri innaturale il fatto che non esista un registro chiaro con i nomi di quanti nel tempo siano entrati nell’Archivio SIPA e se questi avessero o meno un certificato emesso dall’Ufficio del Registro Nazionale delle Informazioni Segrete di Stato (ORNISS). Lo stesso ha spiegato di aver richiesto ed ottenuto informazioni sulle persone che abbiano avuto accesso all’Archivio dell’ex servizio segreto del Ministero della Giustizia, senza disporre di un certificato ORNISS, informazioni che ha inviato alla Direzione d’Investigazione della Criminalità Organizzata e del Terrorismo (DIICOT).

“Ho inviato una nota all’ORNISS ed ho richiesto «signor presidente, la prego di dirmi se X, Y e così via, alla data in cui sono penetrati nell’Archivio, disponevano o no del certificato». E mi hanno risposto. Ma il Ministro della Giustizia non muove accuse. E allora, per mettermi al riparo anch’io e rispettare la legge e le mie competenze, non ho dichiarato pubblicamente che uno è entrato e aveva il certificato, che l’altro è entrato senza averlo, o che quell’altro ancora sia entrato tre volte, una senza certificato e due volte con un certificato. Lo sapevamo e lo sappiamo tutti, che la DIICOT è stata allertata in merito ai fatti legati all’Archivio SIPA. Ho parlato con il Procuratore capo e gli ho comunicato per iscritto quello che altri hanno comunicato a me: chi sia entrato nell’Archivio, cosa dica l’ANP sui certificati, cosa dica il Ministero della Giustizia e cosa dica l’ORNISS”, ha dichiarato Toader ai membri della Commissione Parlamentare d’inchiesta sull’Archivio SIPA.

“Ho parlato con il Procuratore capo (della DIICOT – N.d.R.) anche di quella fotocopia, ha detto avrebbe mandato qualcuno a verificare se sia sigillato e per realizzare una perizia. Da qui sono affari loro”, ha aggiunto Toader.

Il Ministro della Giustizia ha affermato gli sembri innaturale che all’Amministrazione Nazionale dei Penitenziari non esista un registro con le persone che hanno avuto accesso all’Archivio.

“Una cosa non mi sembra naturale: il fatto di aver chiesto alla direzione dell’ANP: signori, quelli che avevano accesso all’Archivio, come ci entravano? Si presentavano con un ordine in mano? Dicevano: io sono Popescu, sono autorizzato a entrare, ho un certificato ORNISS. E il guardiano alla porta aveva un registro in cui annotare: il signor Popescu, abilitato in base all’ordine x, si è presentato all’Archivio a quell’ora ed è andato via a quell’ora. Che sia venuto solo o fossero in due, che ci sia per ciascuno una rubrica con data e ora di arrivo e di partenza. Mi dicono: non abbiamo nulla di simile. Non è possibile, è inimmaginabile. Dentro un’unità militare centrale dell’ANP, dentro un Archivio di cui parlano tutti, in tutti i modi. Come ci entravano? Mi dicono: signor Ministro, si presentavano con un ordine, lo mostravano e andavano via. E, a che ora arrivavano? Quando arrivavano. A che ora andavano via? Quando andavano via. E non se ne prendeva nota? No. E non sappiamo quante volte siano entrati? Abbiamo un registro? Non l’abbiamo. Io credo che questo sia assolutamente innaturale”, ha aggiunto Tudorel Toader.

“Dopo un certo tempo, il direttore dell’ANP mi ha detto di aver trovato quattro registri con i nomi di quelli che… Li ho guardati, non so se siano completi, lo giudicherete voi stessi”, ha concluso il Ministro della Giustizia.

Quattro ex Ministri della Giustizia saranno chiamati dalla Commissione d’inchiesta SIPA. I membri della Commissione entreranno nell’Archivio

Il presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sull’Archivio SIPA, Serban Nicolae, ha annunciato che mercoledì prossimo, a partire dalle ore 10:00, saranno invitati gli ultimi quattro ex Ministri della Giustizia, del periodo 2004-2008 (Cristian Diaconescu, Monica Macovei, Tudor Chiuariu e Catalin Predoiu), per essere ascoltati in relazione all’Archivio dell’ex servizio segreto del Ministero della Giustizia.

Egli ha affermato che alla fine della stessa giornata, i membri della Commissione svolgeranno un’ispezione alla sede dell’ANP, dov’è depositato l’Archivio SIPA, per farsi un’idea del modo in cui siano stoccati documenti di questo tipo, quale sia la zona d’accesso, quali le misure di sicurezza prese.

“Tra le altre, dovremo verificare anche se siano stati segnalati, da parte dell’istituzione abilitata o degli osservatori occasionali, incidenti di sicurezza: persone che siano entrate senza permesso, persone che abbiano cercato di sottrarre, distruggere, copiare i documenti presenti nell’Archivio di quest’istituzione o di manipolare in qualsiasi altro modo le informazioni in esso contenute (…) Farci un’idea sul modo in cui sia stato utilizzato quello spazio: come sia stato attrezzato, quali siano le misure di sicurezza prese, telecamere, custodi, numero di ingressi, punti d’accesso e così via”, ha aggiunto Serban Nicolae.

Alla fine del mese di settembre, la plenaria riunita della Camera dei Deputati e del Senato ha approvato la costituzione di una Commissione Parlamentare d’inchiesta sull’Archivio SIPA.

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