Al tramonto

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Il presidente Klaus Iohannis ha ragione: i socialdemocratici faticano a governare. Se anche Mihai Tudose fosse andato via, dopo un così breve premierato, anche più breve del suo predecessore, Sorin Grindeanu, trovarne un altro sarebbe stato un vero rompicapo per il presidente del partito. Tutto parte dall’impossibilità del pregiudicato Liviu Dragnea di diventare egli stesso premier. E per non perdere la propria autorità, Dragnea deve trovare un premier debole. Una scelta più difficile di quanto si possa immaginare, perché trovare un politico debole è un gioco da ragazzi, ma trovarne uno che sia anche fedele come un servo, è molto più raro. Il solo ad esserci riuscito è stato il presidente Traian Basescu, che governava tramite Emil Boc, sempre obbediente e incapace di procedere da solo almeno un po’ sulla sua strada. Tra i socialdemocratici già soffia un vento di futura disfatta. Ancora conta la solidarietà di chi teme una nuova stagione di “mani pulite”, ma i giorni di Liviu Dragnea sono contati. Intanto il suo braccio destro, Sevil Shhaideh, non è più Ministro dello Sviluppo Regionale, anche se il voto negativo dei colleghi parlamentari rappresenterà ancora un efficiente muro di difesa contro le indagini della Direzione Nazionale Anticorruzione nei suoi confronti e di “Tel Drum”, l’impresa vicina al suo capo di partito. I nuovi ministri sono però simili a quelli che hanno lasciato il governo. Sono “baroni locali”, un tipo di politici da sempre rappresentativo specialmente per il loro partito. Dopo questi giorni di nuove tensioni tra i socialdemocratici, il governo non sarà più popolare, e probabilmente la posizione di Shhaideh era troppo vulnerabile per far finta di niente. Ma questa rinuncia non cambia molto la situazione. Mihai Tudose è simile in un certo modo a Nicolae Vacaroiu, il premier della fine del primo regno socialdemocratico. Ma chi sarà capace di cogliere i frutti di questo nuovo tramonto politico?

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