Hellvig: L’SRI è fuori da qualsiasi gioco di potere. Mi aspetto che l’esercizio del controllo civile non si trasformi in uno strumento politico

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Eduard Hellvig, il direttore del Servizio Romani d’Informazione, giovedì ha dichiarato che l’SRI oggi è fuori da qualsiasi gioco di potere, ed ha aggiunto di aspettarsi, allo stesso modo, che l’esercizio del controllo civile sul servizio non si trasformi in uno strumento politico o mediatico.

“L’SRI è oggi fuori da qualsiasi gioco di potere. Si tratta di sforzi deposti per anni e perciò mi aspetto che anche all’esterno dei servizi ci sia responsabilità e si eviti di attrarre i servizi in costruzioni del genere. Il controllo civile dell’SRI è realizzato da una commissione specializzata del Parlamento e io, in veste di direttore, ho espresso in modo permanente la totale apertura atta ad assicurare un controllo reale e costante. In ugual misura, mi aspetto che questo controllo non si trasformi in uno strumento con intenti politici e mediatici. È obbligatorio che il servizio e la società beneficino di un ambito legislativo chiaro, completo, attuale e moderno”, ha affermato Hellvig, durante un discorso sostenuto presso l’Università dell’Ovest di Timisoara.

Egli ha aggiunto che l’SRI è stato il primo organo a reclamare la necessità di aggiornare l’ambito normativo.

“Ho richiesto pubblicamente, a più riprese, il sostegno del Parlamento per l’adozione di un nuovo pacchetto di leggi sulla sicurezza nazionale, con lo scopo di chiarire i nostri limiti di competenza e di aggiornarli. In essenza sono un uomo democratico, motivo per cui ho sempre respinto gli abusi e gli eccessi. Credo nelle regole, credo nella democrazia e credo che ciascuno possa offrire buone prestazioni se assolve i doveri professionali del ruolo che ricopre, con tenacità e soprattutto con equilibrio”, ha dichiarato il direttore dell’SRI.

Hellvig ha puntualizzato sia necessaria l’esistenza d’interlocutori preparati all’interno delle istituzioni, che beneficino delle informazioni fornite dall’SRI.

“Nessun servizio d’informazione può lottare e difendersi da solo. Abbiamo bisogno in ugual misura d’interlocutori preparati all’interno delle istituzioni beneficiarie delle informazioni fornite dal servizio. In questo modo, espressioni come la promozione dell’interesse nazionale, la cooperazione interistituzionale, l’approccio integrato, la responsabilità, purtroppo, non rappresentano altro che una retorica sterile”, ha spiegato lo stesso.

Secondo il direttore dell’SRI, la Romania potrà resistere, da una parte, se difenderà la propria democrazie e, allo stesso tempo, si consoliderà come stato.

“E uno stato consolidato significa istituzioni forti, rapporti equilibrati, longevi e onesti tra queste. (…) La gente si sente meglio in democrazia, nel mercato libero, in mondi ben ancorati in cui essere liberi e degni. Queste società sono, però, disturbate attualmente da nuove minacce e pressioni che è necessario capire, conoscere e soprattutto gestire. Non possiamo progredire se non tramite la democrazia e i modelli sociali aperti, capaci di sostenere istituzioni forti. Non possiamo progredire se non svolgendo attività che rimangano scevre da immissioni e ingerenze. Siamo leali con la gente e con gli interessi di sicurezza dello stato romeno, dei cittadini del paese, dei partner ed alleati della Romania”, ha rilevato Eduard Hellvig.

“L’SRI ha chiuso tutti i rapporti con il nefasto passato precedente al 1989”

Ancora, nel suo discorso Hellvig ha sottolineato come l’SRI abbia concluso qualsiasi legame con  “il passato nefasto precedente al 1989”, ed ha aggiunto che l’SRI continuerà a collaborare con il CNSAS e che nell’imminente futuro intende produrre nuovi documenti che chiariscano aspetti importanti legati a casi come quello del dissidente Gheorghe Ursu o alla rivolta di Brasov nel 1987.

“A dispetto delle numerosi informazioni veicolate in modo deliberato, posso affermare con la massima responsabilità che l’SRI ha chiuso qualsiasi legame con il nefasto passato precedente al 1989 e che l’intera attività sia governata da principi e valori che rispettiamo in tutti i contesti, tra cui forse i più importanti sono la legge e la sicurezza del cittadino”, ha dichiarato Eduard Hellvig all’inaugurazione del programma di master “Studi di Sicurezza Globale” dell’Università dell’Ovest di Timisoara, secondo quanto riportato da Agerpres.

Il direttore dell’SRI ha poi fatto riferimento ai discorsi avuti in questo periodo nello spazio pubblico sul caso del dissidente, ingegnere Gheorghe Ursu.

“Sono passati 32 anni da allora, e ne sono passati 30 dai fatti di Brasov del 1987. E sono d’accordo con la necessità di far luce una volta per tutte su questi casi. Io intendo fare quanto in mio potere. Vi annuncio per la prima volta che intendo portare a termine, all’interno di strutture interne specializzate, le procedure per consegnare al CNSAS dei documenti che non è stato possibile consegnare finora per legge, e che spero chiariranno aspetti importanti legati al nostro passato controverso. In effetti, ai sensi della legge, l’SRI ha consegnato tutti i fascicoli di Consiglio riguardanti i quadri, stabiliti tramite sentenze come dipendenti del Servizio”, ha affermato Hellvig.

Il direttore dell’SRI ha inoltre annunciato che nel prossimo futuro si terrà una rivalutazione di tutti i fascicoli ancora presenti dell’archivio centrale del Servizio, per identificare i documenti che potranno essere consegnati.

“La vostra generazione ha il diritto di conoscere e di capire il passato per costruire insieme il futuro”, ha aggiunto Hellvig.

“Purtroppo, l’Europa rimane bersaglio preferito del terrorismo, perché simboleggia la società libera e aperta”

Il direttore del Servizio Romani d’Informazione (SRI), Eduard Hellvig, afferma che i paesi europei rimarranno “bersaglio preferito del terrorismo”, perché l’Europa rappresenta una società aperta e libera. Egli ha aggiunto quanto sia importante l’istruzione sulla sicurezza in Romania, perché c’è grande bisogno di rafforzare lo stato e di consolidare le istituzioni democratiche.

“Purtroppo, l’Europa rimarrà bersaglio preferito del terrorismo. Perché l’Europa è simbolo di una società aperta e libera. Dal punto di vista del Servizio Romeno d’Informazione, la soluzione è una sola – di fronte alle minacce terroriste e ad alcune gravi e atipiche provocazioni, siamo obbligati a serrare le fila per difendere i valori della democrazia, per assicurare la sicurezza dei cittadini e dello stato di diritto, stato di diritto che costituisce la base di qualsiasi democrazia reale e consolidata”, ha dichiarato Eduard Hellvig all’inaugurazione del programma di master sugli Studi di Sicurezza Globale, offerto dall’Università dell’Ovest di Timisoara.

Il direttore dell’SRI ha aggiunto quanto sia importante la discussione sull’istruzione alla sicurezza in Romania, perché è necessario rafforzare lo stato e consolidare le istituzioni democratiche.

“In questo contesto, il Servizio è obbligato a essere al passo coi tempi e ad ottimizzare l’attività, a decifrare le minacce alla sicurezza – per essere in grado di compiere la propria missione –, a difendere e promuovere gli interessi nazionali. Però nessuna strategia e nessun progetto può avere possibilità di riuscita se non è costruito su una corretta comprensione del contesto attuale. Fortunatamente, l’istituzione che rappresento oggi detiene strumenti e meccanismi consolidati – destinati a comprendere il mondo in cui viviamo e, soprattutto, le tendenze che modelleranno il futuro”, ha aggiunto Eduard Hellvig.

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