Il Castello “Iulia Hasdeu” di Campina avrà audioguide anche in lingua italiana

0
111

La favolosa storia della famiglia Hasdeu, più esattamente del Castello Iulia Hasdeu, il tempio metafisico di Campina, dedicato da Bogdan Petriceicu Hasdeu alla sua unica figlia, deceduta prematuramente, potrà essere ascoltata in lingua materna anche dai turisti italiani. Accanto alle audioguide già esistenti in quattro lingue – romeno, francese, inglese e tedesco –, presto ce ne sarà una anche in lingua italiana. Questo è stato possibile grazie alla collaborazione con un’associazione presieduta da una donna di Prahova, stabilitasi in Italia.

Il Castello “Iulia Hasdeu”, che ospita da quasi un secolo il Museo Memoriale “B. P. Hasdeu”, è uno dei simboli del municipio di Campina. Sotto il nome dell’erudito che ha costruito l’edificio in memoria della sua unica figlia, scomparsa prematuramente, il museo del secondo municipio della regione di Prahova continua a essere per i turisti, tanto romeni quanto stranieri, un obiettivo d’interesse soprattutto per grazie alla posizione che occupa, nei pressi della porta d’accesso a Valea Prahovei. Proprio per questo, la direzione del museo ha ritenuto fosse di buon augurio accogliere i turisti, soprattutto quelli stranieri, con audioguide nelle maggiori lingue di circolazione internazionale. In questo modo, il museo dispone già di audioguide in romeno, come anche in francese, inglese e tedesco. E a queste si aggiungerà presto anche un’altra audioguida, in lingua italiana. La variante in lingua italiana del testo per l’audioguida è stata possibile grazie a una collaborazione con l’Associazione “Folkloriamo” di Rovigo, Regione Veneto in Italia, il cui presidente è una donna di Prahova, stabilitasi in Italia 20 anni fa, Nicoleta Veronica Tacu.

È necessario menzionare come i visitatori italiani che arrivino a Campina avranno la sorpresa di poter scoprire un museo ricco di simboli mistici, e anche di identificare una serie di elementi legati al loro paese, come nel caso di una statua, a opera dello scultore italiano Casciani, impressionante simbolo del Castello di Iulia Hasdeu di Campina. Di certo, già dall’ingresso, il castello – che custodisce un vero altare dedicato alla memoria di Iulia, unica figlia di Bogdan Petriceicu Hasdeu, una delle maggiori personalità della cultura romena, di tutti i tempi – richiama l’attenzione grazie all’architettura bizzarra, come anche alle sconcertanti leggende che lo riguardano. Ciò che impressione è la sua costruzione, lo stile, il simbolismo, in sostanza tutto quanto sia stato creato perché un padre possa ricordare sua figlia prematuramente scomparsa e, in questo senso, è impressionante anche la statua di Gesù Cristo, a grandezza naturale, realizzata dallo scultore italiano Raphael Casciani. Il Castello è stato costruito da B. P. Hasdeu, tra il 1893 e il 1896, come un tempio dedicato alla memoria di sua figlia, morta a soli 19 anni. Dall’intelligenza viva, a soli 5 anni, Iulia Hasdeu scriveva poesia e sei anni dopo, portava a termine il Collegio Nazionale di Santa Sava, a Bucarest. Nel 1887 ha pubblicato il primo volume di poesie ma, prima di compiere 20 anni, è morta di tubercolosi. Sconvolto dal dolore per la scomparsa della figlia e senza trovare pace, il padre ha disposto il sepolcro della figlia, nel Cimitero Bellu di Bucarest, come fosse un piccolo tempio. Poi, ritenendo che questo non fosse sufficiente e senza riuscire ad accettare la scomparsa della figlia, egli ha cercato costantemente di entrare in comunicazione con lo spirito e l’anima della defunta, motivo per cui ha iniziato a studiare lo spiritismo e a ricorrere a specialisti in materia. In questo modo, nel 1893, ha dato inizio alla costruzione del Castello – o “Grande Tempio” – i cui piani di costruzione furono dettati durante le sedute spiritiche tenutesi nella cappella di famiglia, al Cimitero Bellu. In questo senso, l’edificio di Campina è allo stesso tempo un castello e un tempio, poiché tutto costituisce un simbolo di per sé, e nel suo perimetro esiste anche un camera speciale per le sedute spiritiche.

La costruzione è orientata a est, ha una pianta a forma di croce e i due corpi della struttura, insieme alla torre principale, suggeriscono il concetto della trinità. All’interno, nel mezzo della sala circolare, si erge una colonna di marmo rosa, a sostegno delle due scale di ferro che salgono fino alla torre, dove c’è una galleria metallica. E al livello di tale galleria, al di sopra della colonna di sostegno delle scale, si trova un podio con la statua del Redentore, a grandezza naturale, realizzata dallo scultore italiano Raphael Casciani. In sostanza, camminando per la stanza è impossibile che lo sguardo di chi entri non si rivolga alla statua. L’erudito aveva commissionato la scultura a Parigi, rivolgendosi alla Casa per le statue e statuette religiose (fondata ad Angers nel 1862), guidata dallo scultore italiano Raphael Casciani. Nel febbraio del 1896, la statua di legno colorato, in stile medievale, giunse al castello come un’opera di rara bellezza. Il Redentore sembra ergersi al di sopra delle nuvole, verso il cielo, a braccia aperte, con lo sguardo rivolto alla terra, che ha benedetto con entrambe le mani. Dai suoi occhi sgorgano lacrime, mentre su mani, piedi e sulla fronte appaiono i segni dei chiodi e delle spine. Tuttavia, per quanti desiderino scoprire dettagli in più sulla statua dello scultore italiano Casciani, come anche sulla sbalorditiva storia di questo castello, basterà recarsi a Campina, al Castello di Iulia Hasdeu, così carico di simboli mistici.

NO COMMENTS