II raduno degli alpini in Europa

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L’Ambasciatore Italiano Marco Giungi: Una festa della comunione e solidarietà stabilite tra italiani e romeni

La città di Petrosani è stata per due giorni la capitale degli Alpini d’Europa. Così, in occasione del III anniversario della costituzione dei gruppi alpini “Valenii de Munte” e “Jiul-Piave di Petrosani”, e del IX anniversario dell’inaugurazione della “Casa Pollicino”, un centro per bambini disabili e con grave disagio sociosanitario, la città di Valea Jiului ha ospitato il Secondo Raduno degli Alpini d’Europa, nel periodo 22-23 settembre.

D’altra parte, per una cerimonia del genere, l’amministrazione locale ha issato lungo la strada principale anche la bandiera dell’Italia, soprattutto perché, tra gli invitati d’onore si è annoverato anche l’Ambasciatore Italiano in Romania, Marco Giungi.

All’evento, accanto al Sindaco di Petrosani, Tiberiu Iacob Ridzi, erano presenti anche l’Addetto militare italiano, il Col. Andrea Tiveron, il Vice Sindaco di Ponte nelle Alpi, città gemellata con Petrosani, Enrico De Bona, l’Onorevole Roger De Menech, già Sindaco dello stesso comune bellunese, il Presidente Nazionale ANA Sebastiano Favero, nonché le sezioni alpine di tutta Europa.

“I partecipanti hanno sfilato per le vie di Petrosani guidati dalla Filarmonica di Lentiai (BL), che al cimitero degli eroi della prima guerra mondiale ha accompagnato la deposizione di corone e lo svelamento di una lapide, intonando gli inni nazionali e le note del “Silenzio”.

Il secondo raduno degli Alpini d’Europa è stato organizzato insieme all’Associazione Pollicino di Belluno (www.comitatopollicino.org), che gestisce nella cittadina di Petrosani una struttura in cui sono ospitati oltre 90 bambini disabili o in disagio sociale, costituita grazie all’aiuto di molti volontari veneti, soprattutto di alpini.

L’evento ha dunque fornito l’occasione per celebrare gli Alpini, ricordando il loro grande contributo assicurato al nostro Paese, sia in tempo di guerra che in periodo di pace, ma anche per sottolineare il grande attivismo della comunità italiana nel sociale, in particolar modo a sostegno dell’infanzia disagiata”, informa l’Ambasciata Italiana di Bucarest in un comunicato stampa.

Nella sala di marmo del Comune di Petrosani fin dalle prime ore del 22 settembre, hanno risuonato le voci degli alpini, degli alpini italiani che hanno deciso quest’anno di tenere il raduno a Petrosani, accanto ai loro omologhi di Valea Jiului. Tutto è iniziato grazie alla collaborazione volontaria che questi alpini hanno con “Casa Pollicino”. “Teniamo qui questa riunione perché l’Associazione l’ha deciso 2 anni fa, quando ha stabilito che quest’incontro sarebbe avvenuto qui e non a Parigi. Qui gli incontri e le discussioni impegneranno le sezioni degli alpini di tutta l’Europa, e il tema scelto tocca una problematica che ci riguarda. Dell’Associazione degli Alpini fa parte solo chi abbia fatto il servizio militare, sono alpini e questa è la più grande associazione italiana che ci riguarda, con 370.000 membri”, ha spiegato a Petrosani Sebastian Favero, il presidente dell’Associazione degli Alpini Italiani, riportato da “Cronica Vaii Jiului”.

Il ricevimento ufficiale della delegazione è stato presidiato dal Sindaco del Municipio di Petrosani, Tiberiu Iacob Ridzi, che ha tenuto a ringraziare tutti i partecipanti italiani e a garantire che le uniche divergenze tra i due paesi appaiono solo quanto la Romania gioca a calcio contro l’Italia. “Nella sala di marmo avrà luogo l’inaugurazione ufficiale, ma il momento culminante della manifestazione sarà la sfilata in strada, seguita dalla commemorazione che si svolgerà al Cimitero degli Eroi. Il fatto che quest’incontro avvenga a Petrosani, piuttosto che a Parigi, è un’ottima cosa, una dimostrazione della nostra collaborazione con gli italiani di Pollicino e non solo, darà dei frutti. Non possiamo che essere felici della loro presenza”, ha annunciato il Sindaco, Tiberiu Iacob Ridzi, durante l’apertura ufficiale dell’evento.

“Questi uomini hanno un’età in cui sono predisposti a far visite e di certo verranno in vacanza da noi”, ha aggiunto Ridzi, che spera di dare nuova vitalità alla zona richiamando almeno in visita gli italiani discendenti da quanti, un secolo fa, si trasferirono a Petrosani.

Nella seconda giornata si è consumato il momento di maggior importanza dell’incontro, la sfilata applaudita con emozione dagli spettatori per strada. I partecipanti sono partiti da Casa Pollicino, lì dove una parte degli Alpini fa volontariato, e hanno marciato fino al Cimitero degli Eroi, al cui allestimento hanno lavorato anche volontari italiani. Sua Eccellenza, l’Ambasciatore Italiano in Romania, è stato presente alle cerimonie e si è congratulato con i presenti, per non aver dimenticato la storia.

“Sono lieto e profondamente impressionato dalla solennità di questo luogo, dalla semplicità di questo monumento funebre. Per ricordare i nostri eroi, non c’è bisogno dei fuochi d’artificio. Basta svelare una lapide commemorativa, come abbiamo fatto noi adesso, all’ingresso di questo cimitero, dopo 100 anni. Questo posto ci invita a riflettere anche sulla comunione e non solo tra romeni e italiani ma anche tra le forze armate. Quando una guerra finisce, i soldati non si dividono in vincitori e vinti. Ma come membri delle forze armate, sono tutti un unico popolo. Questa comunione è sentita assai profondamente dagli alpini, come sono in Italia, anche grazie a questo posto. Oggi celebriamo la comunione e la solidarietà stabilita tra italiani e romeni, ed è possibile farlo qui anche grazie alla Casa Pollicino”, ha sottolineato l’Ambasciatore Italiano a Bucarest, Marco Giungi, nel discorso sostenuto durante la cerimonia al Cimitero degli Eroi.

Nel cimitero di Petrosani è stata svelata una lapide commemorativa che ricorda il secolo passato dalla costruzione del cimitero, dove sono seppelliti i soldati di tutti i paesi d’Europa che hanno combattuto nella Prima Guerra Mondiale.

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