Reazioni alle modifiche delle Leggi sulla Giustizia

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Le modifiche alle Leggi sulla Giustizia sono state criticate già prima del voto del CSM, dalle associazioni dei magistrati e dal Presidente Klaus Iohannis, mentre l’Ambasciata USA ha espresso preoccupazione rispetto ad alcune delle norme proposte.

Martedì, il capo dello Stato ha dichiarato di essere profondamente preoccupato dal fatto che sia proposta, tramite il progetto di modifica delle Leggi sulla Giustizia, l’eliminazione del presidente dalla procedura di nomina dei procuratori capo, affermando si tratti di un “errore fondamentale”. Il Presidente ha aggiunto che il trasferimento della sezione di Ispezione Giudiziale nel subordine del Ministero della Giustizia, creerebbe pressioni politiche sulla sezione.

“Il fatto che la giustizia debba sopportare determinati approcci da parte di alcuni politici influenti, alcuni inquisiti, altri condannati, altri indagati, costituisce una situazione problematica. Tuttavia, questo caso non può essere discusso al CSAT. Personalmente, mi sono già espresso in merito all’intenzione di questa cosiddetta riforma delle Leggi sulla Giustizia e ho chiaramente espresso come molti punti contenuti in essa siano errati e gli approcci sbagliati”, ha dichiarato Klaus Iohannis.

Tudorel Toader, sul parere negativo del CSM alle modifiche della Legge sulla Giustizia: I procuratori hanno votato contro “all’unanimità”. Sono convinto che il voto esprima anche il desiderio di conservare gli attuali privilegi dei magistrati

Il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, giovedì sera su Antena 3, ha spiegato la propria assenza alla plenaria del CSM – che ha dato parere negativo alle proposte di modifica delle Leggi sulla Giustizia –, affermando che il voto del CSM fosse prevedibile, e che la sua presenza non avrebbe potuto influenzare nulla ma solo provocare dibattiti ancora più accesi. Egli ha sottolineato come i procuratori abbiano votato “all’unanimità” contro, e si è dichiarato convinto che “il voto negativo esprima anche il desiderio di conservare gli attuali privilegi di cui godono i magistrati”.

“Si tratta di un voto innanzitutto prevedibile, visto che già in numerose occasioni, buona parte dei membri del CSM si era espressa contro il progetto di modifica delle Leggi sulla Giustizia . (…) Osservate però il fatto che i procuratori abbiano votato all’unanimità contro. Perché? Perché mai una parte dei giudici è stata favorevole, mentre i procuratori sono stati tutti all’unanimità contrari? Oltre gli argomenti che hanno proposto, e che non contesto, credo ce ne siano altri”, ha dichiarato il Ministro della Giustizia.

Egli ha affermato come, uno degli argomenti sarebbe di aver portato nello spazio pubblico il dibattito in merito alla “separazione delle carriere”.

Il Ministro ha dichiarato che, in base alla legge attuale, un procuratore possa diventare giudice e un giudice possa diventare procuratore, e si è chiesto come mai moltissimi procuratori vogliano diventare giudici e solo in poche eccezioni, un giudice desideri diventare procuratore.

“Lo statuto dei procuratori differisce tramite norme costituzionali dallo statuto dei giudici, e questo significa che, all’interno di una norma di rango costituzionale i procuratori siano più vicini alla parte esecutiva del potere (…), mentre i giudici non hanno una simile subordinazione nei confronti del presidente di un tribunale. I procuratori hanno stabilità, i giudici hanno inamovibilità. Da qui, credo che i procuratori abbiano fatto muro contro questo progetto, abbiano dato cioè un parere negativo, perché desiderano una fusione di questi due statuti, delle due funzioni, mentre la Costituzione delimita le competenze (…). Le disposizioni danno la possibilità a un procuratore di diventare giudice e a un giudice di diventare procuratore. La domanda, in apparenza retorica, è come mai il numero di quelli che vogliano passare da una funzione all’altra sia a favore dei procuratori, vale a dire, molti procuratori vogliono diventare giudici e solo poche eccezioni tra i giudici vogliono diventare procuratori, e io credo provenga da qui l’atteggiamento dei procuratori”, ha dichiarato il Ministro della Giustizia.

Tudorel Toader ha aggiunto di essere convinto che “il voto negativo esprima anche il desiderio di conservare gli attuali privilegi di cui dispongono i magistrati”.

“Desidero sottolineare e sono convinto che il voto negativo esprima anche il desiderio di conservare gli attuali privilegi di cui dispongano i magistrati. Non nascondiamoci dietro un dito. Non parliamo solo per il piacere di usare formule ufficiali e, certamente, rivolte ai dignitari, che siano rispettabili e che svolgano un’attività utile, necessaria, ma le Leggi sulla Giustizia sono del 2004, 13 anni prima di entrare nell’Unione Europea, e si sono consolidate nel tempo grazie a molteplici modifiche dello statuto di magistrati, procuratori e giudici ma si è trattato solo dello statuto professionale, di indipendenza, di esercizio delle loro attribuzioni e anche, in modo collaterale, dei loro privilegi”, ha affermato Tudorel Toader.

Egli ha inoltre affermato come, tramite il parere negativo del CSM, siano state respinte anche le soluzioni proposte proprio dal CSM per il progetto di modifica delle Leggi sulla Giustizia.

“Quello che mi sorprende, sebbene molte cose non dovrebbero più sorprendermi, è che il parere negativo è stato dato in blocco al progetto di legge. E questo significa che il voto di maggioranza, con 10 a 8, ha respinto anche moltissime soluzioni del progetto di legge, provenienti proprio dal CSM, perché, non dimentichiamolo, quest’iniziativa di modifica delle Leggi sulla Giustizia è partita proprio dal CSM nel 2015 e ripresa nel 2016, e da lì, con molti ritorni al CSM, è arrivata al Ministero della Giustizia, consultazioni e così via. Perciò, respingendo il progetto nella sua totalità, hanno respinto anche le proposte, moltissime proposte, formulate proprio dal CSM e riprese nel progetto di legge”, ha aggiunto il Ministro della Giustizia.

Lo stesso ha spiegato anche la sua assenza alla seduta del CSM, affermando che conosceva già il risultato del voto.

“Conoscevo da prima la configurazione del voto e che parere avrebbe ricevuto (…). La mia presenza sarebbe stata forse causa di dibattiti anche più accesi, ma senza influenzare il voto di nessuno”, ha sostenuto il Ministro della Giustizia.

Toader ha precisato che aspetterà il parere espresso del CSM, in base al quale il Ministero della Giustizia darà la forma finale al progetto.

“Aspetto di ricevere il parere del CSM. Ci riuniremo al Ministero della Giustizia, vedremo quale sarà la forma finale del progetto di legge, lo sottoporremo questa volta al parere istituzionale. Ad esempio, al Ministero della Difesa, e direte «Che pertinenza ha il Ministero della Difesa per pronunciarsi su leggi di giustizia?». Non dimentichiamo che abbiamo una giustizia militare. Al Ministero della Salute, non dimentichiamo che abbiamo degli ospedali. Ospedali penitenziari, l’Ospedale Angelescu di Bucarest. Al Ministero del Lavoro, perché, alla fine dei conti, sono servizi, al Ministero delle Finanze, perché esiste anche un impatto finanziario. Perciò, dopo il parere negativo, al limite, riuniremo i Ministeri, daremo una forma finale al progetto e lo renderemo pubblico”, ha aggiunto il Ministro della Giustizia.

“Tutte le tensioni con il CSM e la DNA non fanno altro che offrire argomenti a favore dell’uscita della direzione di Ispezione Giudiziale dalla tutela del CSM”

Giovedì sera su Antena 3, il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, ha aggiunto che tutte le tensioni tra la sezione di Ispezione Giudiziale (IG) e il CSM, come anche tra la sezione d’Ispezione Giudiziale e la DNA non fanno altro che confermare la necessità di liberare quest’istituzione dalla tutela del CSM.

In base al Ministro della Giustizia, per consolidare l’indipendenza della direzione di Ispezione Giudiziale esistono due modalità: quella francese, con l’IG al Ministero della Giustizia, e quella italiano con l’IG come istituzione autonoma.

“Di certo, la sezione di Ispezione Giudiziale deve consolidare la propria indipendenza. Di sicuro, la sezione di Ispezione Giudiziale ha bisogno di alcune riconsiderazioni a livello normativo. Ad esempio, che il capo della sezione di Ispezione Giudiziale non abbia un mandato a vita, che abbia un mandato limitato perché la regola in Romania, ed è così ovunque, prevede mandati limitati. Ci sono tre opzioni: che la sezione di Ispezione Giudiziale rimanga al CSM, ma con un rafforzamento della sua indipendenza, che la sezione di Ispezione Giudiziale passi al Ministero della Giustizia. E aggiungiamo, e lo dico anche oggi, che esiste anche l’opzione italiana, il modello in cui la sezione di Ispezione Giudiziale non è sotto l’ombrello del CSM e nemmeno del Ministero della Giustizia ma è un’entità distinta, con competenze proprie, con una legge propria di organizzazione e di funzionamento e che, in questo modo, le conferisce indipendenza nello svolgimento delle sue mansioni. Attualmente, la legge in vigore presenta un’incompatibilità funzionale, perché il CSM adotta il regolamento, dopo di che la sezione di Ispezione Giudiziale svolge la propria attività. Voglio dire, il controllato fa il regolamento del controllore. (…) Le regole devono essere stabilite per legge. Dopo di che, il rapporto sull’IG dovrà essere sottoposta all’approvazione del CSM, vale a dire propongo le conclusioni a chi mi ha controllato”, ha dichiarato Toader.

Egli sostiene che le tensioni dell’ultimo periodo, dall’annuncio del progetto di modifica delle Leggi sulla Giustizia, non fanno altro che fornire argomenti a favore della sua opinione, sull’uscita della sezione di Ispezione Giudiziale dalla tutela del CSM.

“Tutta questa tensione tra la sezione di Ispezione Giudiziale e il CSM, proprio tra i membri del CSM, tra i membri della DNA e la sezione di Ispezione Giudiziale, il controllato e il controllore, non fa altro che lasciar emergere questa disfunzione e proporre solidi argomenti a favore della mia opinione, come anche del fatto che la sezione di Ispezione Giudiziale esca dalla tutela, dall’ombrello del CSM”, ha aggiunto Tudorel Toader.

In questo contesto, egli si è riferito anche ai paesi che non hanno un CSM, ed ha aggiunto che in Romania il CSM è previsto dalla Costituzione.

“Esiste anche il modello di molti stati che non hanno un CSM. Stati con democrazie consolidate, stati in cui i poteri sono separati e in equilibrio, controllo reciproco. Noi abbiamo il CSM, lo scrive nella Costituzione”, ha aggiunto Toader.

L’Associazione dei Magistrati della Romania: Il parere negativo dato dal CSM alle Leggi sulla Giustizia “ha buttato all’aria” tutte le nostre proposte

L’Associazione dei Magistrati della Romania (AMR) tramette come il parere negativo dato dalla plenaria del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) alle Leggi sulla Giustizia abbia “buttato all’aria” tutte le proposte dell’Associazione, sebbene alcune delle disposizioni del progetto meritassero considerazione.

“Il parere negativo dato oggi dalla Plenaria del Consiglio Superiore della Magistratura ha buttato all’aria tutte le proposte, buone o meno, necessarie o dannose, da ignorare o migliorare. E insieme a queste, sono state messe da parte anche tutti i nostri sforzi di anni per convincere i titolari del diritto di iniziativa e i legislatori che fosse necessario ascoltarci, perché sappiamo quel che diciamo, perché non diamo pareri solo per non tacere, perché una modifica di base del sistema giudiziario non si fa dal nulla o senza un’implicazione diretta, effettiva o permanente dei rappresentanti di questo sistema, dei colleghi magistrati, delle associazioni professionali”, si legge in un comunicato stampa dell’Associazione dei Magistrati della Romania, ritrasmesso venerdì da MEDIAFAX.

I rappresentanti dei magistrati trasmettono come nelle forme del progetto degli anni 2015 e 2016, come anche nell’attuale forma delle Leggi sulla Giustizia esistano anche proposte che bisogna prendere in considerazione, come quella sulla separazione delle carriere tra i giudici e i procuratori.

“Il parere negativo ha avuto la velleità fulminanti (o siamo ingenui?), nelle condizioni in cui, se consultaste le proposte e le osservazioni formulate dalla Commissione n. 1 – Legislazione e cooperazione interistituzionale (formulata da 8 giudici e 5 procuratori), pubblicate oggi sul sito del CSM, in merito alle Leggi n. 303/2004, 304/2004, 317/2004, vedreste come una parte delle cose positive e di quelle negative contenute nel progetto abbia già l’opinione che i magistrati volevano. E allora, perché mai uno più uno fa zero? Perché non abbiamo trovato una soluzione? Che la separazione delle carriere sia una questione così importante? Non lo sappiamo, facciamo anche noi ipotesi per la rabbia”, secondo la fonte citata.

Toader: L’Ambasciatore USA non è un giurista, non conosce i meccanismi dello stato di diritto in Romania

Il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, ha poi aggiunto, su Antena 3, come l’Ambasciatore degli Stati Uniti non sia un giurista e non conosca i meccanismi dello stato di diritto in Romania, commentando così le dichiarazioni di Hans Klemm sulle preoccupazioni dell’Amministrazione Americana rispetto alle proposte di modifica delle Leggi sulla Giustizia.

Il Ministero della Giustizia ha affermato di aver avuto in totale tre incontri con l’Ambasciatore USA a Bucarest, incontri che si sono svolti alla sede del Ministero della Giustizia, su richiesta del diplomatico americano, come dopo l’ultimo incontro sia stato trasmesso un comunicato stampa comune, e come l’ambasciatore abbia avuto “commenti positivi”.

“Il fatto che oggi abbia rilasciato una dichiarazione con un contenuto relativamente diverso, ancora una volta non commento (…) l’Ambasciatore degli Stati Uniti non è un giurista e credo, affermo, con piena conoscenza di causa, che non conosce i meccanismi dello stato di diritto in Romania, le regole, l’architettura delle autorità della Romania e perciò credo sia difficile integrare una proposta di modifica all’interno di un contesto legislativo che si non conosce”, ha dichiarato Tudorel Toader.

Lo stesso si è ancora dichiarato convinto che, di fronte alla forma finale del progetto di legge, l’Ambasciatore USA e gli altri ambasciatori con cui ha parlato, vedranno che non esiste nessuna agenda nascosta e che le proposte saranno adeguate agli standard europei, alla Costituzione e agli standard della Commissione di Venezia.

L’ambasciatore Hans Klemm giovedì, ha dichiarato per Digi24 che gli Stati Uniti sono preoccupati del fatto che le proposte avanzate dal Ministro Tudorel Toader per riformare la giustizia possano portare indietro la Romania, sulla strada che percorre adesso, come modello nella regione per la lotta alla corruzione.

“Gli Stati Uniti ritengono che la Romania abbia fatto passi importanti per assicurare l’indipendenza della giustizia e delle attività dei procuratori e, di certo, in senso più ampio, nell’educazione e via discorrendo. Dico che la Romania si è trasformata in un modello per questa regione e per me è stata un esempio personale, e desideriamo che la Romania mantenga questa direzione, questa direzione che è stata stabilita 14 o 15 anni fa (…). Ma siano preoccupati da questa proposte, che potrebbero riportare la Romania indietro”, ha dichiarato Hans Klemm.

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