La modifica delle Leggi sulla Giustizia, pomo della discordia nello spazio pubblico. Chi sono vincitori e vinti in questa guerra istituzionale?

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La plenaria del CSM ha emesso parere negativo sui progetti di modifica delle Leggi sulla Giustizia

Il Ministro della Giustizia: Sono entrati in seduta con posizioni già espresse prima del dibattito

La plenaria del Consiglio Superiore della Magistratura giovedì ha emesso parere negativo sul progetto di Legge per la modifica e il completamento della Legge n. 303/2004, riguardante lo statuto dei giudici e dei procuratori, della Legge n. 304/2004, sull’organizzazione giudiziaria e della Legge n. 317/2004, riguardante il Consiglio Superiore della Magistratura. In un comunicato stampa, giovedì dopo la seduta, il CSM ha annunciato che l’emissione del parere negativo si è basata sull’espressione di 10 voti, mentre a favore uno positivo con osservazioni, ne sono stati espressi 8.

“Gli argomento e i motivi che sostanziano il parere negativo saranno redatti ai sensi della legge, comunicati al Ministero della Giustizia e pubblicati sul sito ufficiale del CSM”, aggiunge il CSM.

Il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, non ha partecipato alla seduta del CSM, e ha dichiarato in seguito di aspettarsi questo risultato.

“Sono entrati in seduta con posizioni espresse prima del dibattito. Hanno detto che il voto sarebbe stato negativo, vale a dire prendere parte a un dibattito con una decisione presa prima del dialogo, e io lo sapevo, non lo consideravo soltanto possibile. (…) Sapevo benissimo le posizioni dei signori e sono quasi pubblicamente note le opzioni degli uni e degli altri. La mia assenza è stata deliberata, conoscevo le loro opzioni, i signori conoscevano la mia, io avrei sostenuto il progetto sottoposto alla loro approvazione. Ero a conoscenza della posizione dei signori e il signor generale mi ha detto che ci sarebbe stato un parere negativo unanime, il parere è consultivo.
La conclusione è vecchia: alcuni, per esprimermi in modo generico, non desiderano che il sistema sia riformato”, ha dichiarato Tudorel Toader per Antena 3.

Il giudice CSM, Bogdan Mateescu, dopo la seduta plenaria ha annunciato di aver votato contro il progetto elaborato dal ministro della Giustizia.

“Il sistema giudiziario ne sarebbe rimasto di certo danneggiato. Io ho votato con piena convinzione per un parere negativo. Si tratta di un progetto superficiale, che non tiene conto della proposta di tribunali e procure, che non tiene conto delle proposte adottate dal CSM in due occasioni. Gli elementi che interessano il sistema, gli elementi tecnici proposti a livello basso, gli elementi con impatto massiccio, come il passaggio della sezione d’Ispezione Giudiziale nel subordine del Ministero della Giustizia, il cambiamento delle regole in merito al reclutamento dei magistrati, aspetti legati alla nomina dei procuratori”, ha dichiarato Bogdan Mateescu.

Allo stesso modo, il Procuratore Generale della Romania, Augustin Lazar, durante la seduta ha precisato come la plenaria del CSM debba dare parere negativo.

“Vorrei che qualcuno mi spiegasse se esiste una ragione per cui il fattore persona, chiamato politicamente alla guida del Ministero della Giustizia, dovrebbe fare la squadra del Procuratore  Generale che viene e presenta al CSM il candidato con un progetto, e quel progetto debba essere approvato. Esisterebbero poi una miriade di aspettative, che questo Procuratore Generale applichi, insieme alla sua squadra, il progetto in base alle direzioni prioritarie del Pubblico Ministero. In cambio, facciamo ora una squadra fino al livello di Procuratore Capo di ufficio senza essere consultati, non esiste nessuna menzione per cui il Procuratore Generale debba essere consultato, chi dovrebbe essere il procuratore capo d’ufficio, di servizio, di sezione e così via. Lui dovrebbe dare i risultati che la società civile a buon diritto si aspetta. Del CSM, non parliamo nemmeno. Io non sono ancora riuscito a capire la ragione che ha generato quest’idea, di costruire in questo modo la squadra di punta del Pubblico Ministero… In sostanza, come ho anche dichiarato pubblicamente, è necessario un parere negativo fermo, trasmettere un messaggio fermo all’opinione pubblica”, ha dichiarato Augusti Lazar.

Il Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Mariana Ghena, durante la seduta ha dichiarato di aspettarsi la presenza del Ministero della Giustizia, durante la delibera.

“Mi sorprende in modo sgradevole questa volta, perché ho sempre avuto una considerazione speciale per il signor Ministro della Giustizia. Mi sorprende la sua assenza durante una seduta plenaria. Sono confusa, non so come considerare o come interpretare quest’assenza. Forse si tratta di un comportamento legato all’onore, forse alla dignità o forse l’ha trattenuto il fatto che sarebbe stato non troppo comodo o forse scomodo rispondere alle domande che ciascuno di noi gli avrebbe rivolto. Forse il signor ministro risponderà o forse non è il caso che risponda. Ad ogni modo, sono convinta che per ciascuno di noi, l’assenza del signore, almeno per sostenere il proprio progetto di Legge sulla Giustizia, sia stato un aspetto, almeno per me, di confusione e che probabilmente si rifletterà non so come e in che misura, sul voto che esprimeremo”, ha dichiarato Mariana Ghena, Presidente del CSM.

Il Presidente dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (ICCJ), Cristina Tarcea, alla fine della seduta del CSM ha dichiarato che il suo voto sia stato favorevole ma con osservazioni, perché in questo modo avrebbe potuto richiamare l’attenzione di tutti, compresi gli iniziatori, sui punti nevralgici del progetto, tra cui il passaggio della sezione di Ispezione Giudiziale al Ministero della Giustizia, e la procedura di nomina dei procuratori capo.

Come si è votato nella plenaria CSM. I procuratori, voto unanime negativo alle Leggi sulla Giustizia

Sulla lista di quanti hanno votato contro il pacchetto di Leggi sulla Giustizia appare il nome del Procuratore Generale, Augustin Lazar, del Presidente CSM, Mariana Ghena, e del procuratore Codrut Olaru. In 10 hanno dato un parere negativo, 8 un parere positivo, mentre il Ministro della Giustizia ha dichiarato di aver rifiutato di prendere parte alla seduta perché molti sono entrati in seduta con un voto già pronto.

La lista dei dieci che hanno dato parere negativo alle Leggi sulla Giustizia, in base a fonti giudiziarie, citate da MEDIAFAX:

Mariana Ghena, Giudice;

Mihai Andrei Balan, Giudice;

Andreea Annamaria Chis, Giudice;

Mihai Bogdan Mateescu, Giudice;

Florin Deac, Procuratore;

Codrut Olaru, Procuratore;

Cristian Ban, Procuratore;

Nicolae Andrei Solomon, Procuratore;

Tatiana Toader, Procuratore;

Augustin Lazar, Procuratore Generale della PICCJ.

I restanti otto voti positivi sono stati dati da:

Giudice Cristina Turcea – Presidente ICCJ;

Giudice Simona Marcu;

Giudice Gabriel Baltag;

Giudice Lia Savonea;

Giudice Nicoleta Tint;

Giudice Evelina Oprina.

I rappresentanti della società civile:

Victor Alistar;

Romeu Chelariu.

Membro del CSM, dopo il parere negativo alle leggi sulla Giustizia: Alcuni argomenti facevano riferimento alla zona politica

Romeu Chelariu, membro del CSM, ha dichiarato a MEDIAFAX come determinati argomenti, durante la seduta del CSM in cui è stato dato parere negativo alle leggi sulla Giustizia, facessero riferimento alla zona politica, e “anche agli altri poteri dello stato”.

“Si è trattato di un voto tecnico ma con sfumature politiche, visto che alcuni degli argomenti sostenuti da alcuni membri del CSM, facevano riferimento alla zona politica. Dalle discussioni portate avanti, è risultato questo. Gli argomenti avevano natura politica, legati agli altri poteri dello stato. L’argomentazione alla presa di parola, faceva riferimento agli altri poteri dello stato. Di natura politica, non si riferivano in modo prioritario a elementi di ordine tecnico, all’impatto che le leggi possano avere sul sistema giudiziario”, ha dichiarato Chelariu.

Questi ha inoltre spiegato come tramite il voto espresso, in sostanza il parere negativo, riguardi tutte le proposte avanzate, comprese quelle riguardanti l’accordo alle decisioni della CCR. “Bisogna tenere presente innanzitutto le decisioni della CCR, che sappiamo essere obbligatorie. Personalmente, credo che le leggi discusse in plenaria rappresentino, nel loro insieme, un progresso e non un regresso. Il punto di vista personale è che sarebbe stato necessario dare un parere favorevole”, ha ancora dichiarato Chelariu.

Alistar: È stato un voto politico, il parere è stato negativo anche sull’accordo alle decisioni CCR

Victor Alistar, membro del Consiglio Superiore della Magistratura, rappresentante della società civile, dopo il voto del CSM alle Leggi sulla Giustizia, ha dichiarato si sia trattato di un voto politico e non tecnico, e che c’era anche la possibilità che i rappresentanti del Consiglio potessero dare parere positivo con osservazioni.

“Si è trattato di un voto politico. C’erano tre possibilità: parere positivo, parere negativo e parere con osservazioni. Quelle osservazioni avrebbero raddrizzato gli elementi che procuratori e giudici hanno trasmesso al CSM. Che senso ha avuto, nel caso della separazione delle carriere, che i giudici non possano pronunciarsi, e il resto getti nella spazzatura realmente tutto il lavoro di oggi”, ha dichiarato Victor Alistar per Antena 3.

Questi si è poi soffermato su come la plenaria del Consiglio Superiore della Magistratura abbia dato parere negativo a tutte le proposte, comprese quelle in merito all’accordo con le disposizioni della Corte Costituzionale.

La spaccatura interna al CSM è visibile negli ultimi mesi, già a partire dal boicottaggio delle sedute plenarie, causato dal tentativo di sostituire la direzione della sezione di Ispezione Giudiziaria, quella che ha svolto un controllo alla DNA.

Il Ministro della Giustizia invoca il MCV e la necessità di coerenza con le decisioni della CCR, come principale argomento di modifica delle Leggi sulla Giustizia.

Il Ministro della Giustizia, nell’esposizione dei motivi che accompagnano il progetto di modifica delle Leggi sulla Giustizia, ha invocato le norme presenti nell’ultimo rapporto del Meccanismo di Cooperazione e Verifica (MCV), una serie di decisioni della Corte Costituzionale, e anche le nuove “realtà e i nuovi bisogni del sistema giudiziario”, che impongono la riforma del quadro legislativo in materia.

“Negli ultimi anni ha avuto luogo una riforma profonda della legislazione che costituisce in principale strumento di lavoro del sistema giudiziario, realizzata tramite l’adozione dei quattro codici civili e penali, e che hanno modificato le competenze dei tribunali e delle procure, hanno ridisegnato le modalità di avanzamento dell’appello, hanno generato nuovi tipi di cause e procedimenti, hanno determinato vaste riorganizzazione di sezioni o di interi tribunali. Sebbene alcune delle modifiche proposte nelle Leggi sulla Giustizia siano state promosse in occasione delle leggi che applicano i nuovi codici, esistono tuttavia anche altri aspetti di ordine legislativo in quest’ambito, che necessitano un’analisi e discussioni pubbliche”, si legge nell’esposizione dei motivi alla base del progetto di modifica delle Leggi sulla Giustizia.

Il progetto di modifica della legge 303/2004, sullo statuto dei giudici e dei procuratori, prevede che il Presidente della Romania sia eliminato dalla procedura di nomina dei procuratori capo ai posti principali delle procure, e che la durata del loro mandato sia estesa, da tre a quattro anni. Allo stesso modo, la sezione di Ispezione Generale del CSM passerebbe da quest’ultimo al Ministero della Giustizia, mentre il Ministro della Giustizia potrà richiedere ai Procuratore Generale o, a seconda della situazione, al Procuratore Capo della DNA o della DIICOT informazioni sull’attività delle procure, come anche dare indicazioni scritte in merito alle misure da prendere per la prevenzione e la lotta efficiente contro la criminalità.

“Il Presidente e i vicepresidenti dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia sono nominati dal Presidente della Romania, su proposta del Consiglio Superiore della Magistratura – Sezione giudici, tra i giudici dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia che siano stati attivi in questo tribunale per lo meno 2 anni, e che non abbiano sanzioni disciplinari”, si legge all’articolo 53, par. (1) del progetto di legge.

La modifica consta nell’introduzione della condizione per cui, i giudici scelti per occupare posti dirigenziali non debbano avere sanzioni disciplinari a carico, condizione attualmente assente.

Un’altra modifica prevede che il Presidente della Romania possa rifiutare una sola volta, con motivazioni chiare, la nomina di posizioni dirigenziali, avanzata dalla Corte Suprema. La norma è simile a quella per la nomina dei ministri, in cui, allo stesso modo, il Presidente può rifiutare una sola volta e con motivazioni valide, la proposta avanzata dal capo del Governo per la nomina di un nuovo ministro nel Gabinetto.

I progetti estendono il mandato del Presidente e dei vicepresidenti dell’Alta Corte, da tre a quattro anni.

In merito però alla nomina delle principali posizioni dirigenziali della Procura della Romania, il Presidente è eliminato dalla procedura. L’articolo 54, par. (1) prevede: “Il Procuratore Generale della Procura dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, il primo aggiunto e l’aggiunto di quest’ultimo, il Procuratore Capo della Direzione Nazionale Anticorruzione, l’aggiunto di quest’ultimo, i procuratori capo sezione della Procura dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia e della Direzione d’Investigazione della Infrazioni di Criminalità Organizzata e Terrorismo e l’aggiunto di quest’ultimo saranno nominati dal Consiglio Superiore della Magistratura, sezione per i procuratori, su proposta del Ministro della Giustizia, tra i procuratori che abbiano per lo meno 10 anni di esperienza come procuratori, per un periodo di 4 anni, con la possibilità di nuova nomina una sola volta”.

Attualmente, la legge prevede che i Procuratori capo siano nominati dal Presidente della Romania, su proposta del Ministro della Giustizia e con l’accordo del CSM, per un periodo di 3 anni.

Come per la nomina dei Capi dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (ICCJ), il Ministro della Giustizia ha introdotto la norma per cui il CSM possa rifiutare una sola volta, con motivazioni valide, la proposta fatta dal Ministero per i Procuratori capo delle principali procure.

Allo stesso modo, in base al progetto, il Ministro della Giustizia potrà chiedere al Procuratore Generale o, a seconda della situazione, al Procuratore Capo della DNA o della DIICOT informazioni sulle attività delle procure e potrà dare indicazioni in merito alle misure necessarie per la prevenzione e la lotta efficiente contro la criminalità.

Allo stesso tempo, le soluzioni adottate dai procuratori potranno essere invalidate, con motivazione valide, dal procuratore superiore in gerarchia, quando siano considerate illegali o infondate, secondo le modifiche annunciate. Nella legge attuale, il procuratore superiore può invalidare una soluzione proposta da un subordinato solo per motivi di illegalità.

Il progetto prevede che la sezione di Ispezione Giudiziale del CSM passi, da questa istituzione al Ministero della Giustizia, norma  contestata dai magistrati. L’Ispettore Capo della sezione di Ispezione Giudiziale e l’aggiunto di quest’ultimo saranno nominati dal Ministro della Giustizia, tra gli ispettori giudiziali in carica, tramite concorso, stabilisce ancora il progetto.

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