Iohannis smorza i toni in merito alle Leggi sulla Giustizia: La riforma del sistema giudiziario non può farsi a suo svantaggio

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Venerdì a Tallinn, il Presidente Klaus Iohannis ha dichiarato che le disposizioni delle Leggi sulla Giustizia dovranno essere ridiscusse dai rappresentanti del sistema giudiziario, dopo la notifica negativa del CSM, e ha aggiunto che la riforma del sistema giudiziario non può avvenire a svantaggio dello stesso.

“Una risposta del genere deve dare molto da pensare agli iniziatori”, ha affermato il Presidente Klaus Iohannis, in riferimento al parere negativo che il Consiglio Superiore della Magistratura ha dato al progetto di legge che riguarda la giustizia.

Iohannis ha sottolineato come la notifica del CSM sia giunta dopo una lunga serie di consultazioni interne al sistema giudiziario, quindi non può essere considerata solo espressione del malcontento di alcune persone che si oppongono alla riforma del sistema. “È una risposta semplicistica dire che si ostacola la riforma del sistema (…) Mi sembra difficile credere che la riforma del sistema avvenga contro il sistema stesso”, ha dichiarato Iohannis.

Egli ha proposto una nuova negoziazione dei provvedimenti presenti nei testi di legge, tra il Ministero della Giustizia e il corpo dei magistrati. “È necessario tornare al testo, è necessario negoziare (…) C’è bisogno di una nuova negoziazione del contenuto con il sistema giudiziario”, ha aggiunto Iohannis.

Il Presidente del PSD, Liviu Dragnea: La posizione del presidente, che bisognerebbe sotterrare le leggi, non è corretta

Il Presidente del Partito Social Democratico (PSD), Liviu Dragnea, venerdì a Sucevita, ha dichiarato non gli sembri corretta la posizione del Presidente Iohannis rispetto ai progetti di legge sulla giustizia, ed ha aggiunto che le discussioni saranno riprese all’interno dei dibattiti parlamentari.

“Non credo che la posizione assunta dal Presidente Iohannis sia corretta, che le leggi sulla giustizia debbano essere sotterrate per il CSM, vale a dire i procuratori e tre giudici, nelle condizioni in cui la maggior parte dei magistrati sostiene la necessità di modifiche legislative in materia”, ha dichiarato Liviu Dragnea, in riferimento a quanto espresso dalle associazioni dei magistrati che hanno sostenuto la modifica della legislazione attuale nell’ambito giudiziario.

“Non ho visto in questa zona un totale rifiuto di un progetto di legge di questo tipo”, ha spiegato il leader del PSD.

Egli ha mostrato come anche il voto del CSM sia stato molto ristretto, al punto da rendere difficile parlare di una posizione unitaria del corpo dei magistrati. Allo stesso modo, Dragnea si è dichiarato confuso dal rifiuto totale del pacchetto di leggi elaborato dal Ministero della Giustizia, da parte di quanti hanno dato parere negativo. “Nel momento in cui respingi tutto, mi sembra difficile credere si sia trattato di una decisione in buona fede”, ha affermato Liviu Dragnea.

Lo stesso ha precisato come i dibattiti non siano ancora finiti, e che saranno ripresi nel Legislativo. “In Parlamento è necessario che succeda una cosa del genere (le consultazioni con i magistrati – N.d.R.), perché è lì che si fanno le leggi in Romania e credo che lì debbano svolgersi dei dibattiti trasparenti, aperti e in buona fede”, ha concluso Dragnea.

“Una guerra politica e istituzionale in Romania non avrebbe vincitori”

Venerdì, il leader dei Socialdemocratici, Liviu Dragnea, ha richiamato l’attenzione sul fatto che “una guerra politica in Romania non avrebbe vincitori”, e che l’atteggiamento del Presidente Klaus Iohannis “non va bene”, riferendosi alla reazione dei rappresentanti dell’Amministrazione Presidenziale alle affermazioni del Presidente del Senato, Calin Popescu Tariceanu.

“Quest’atteggiamento da parte del Presidente Iohannis, alle volte perché ha un periodo positivo dal punto di vista delle relazioni istituzionali con gli altri poteri, altre volte è molto secco e non credo vada bene. Non puoi avere un atteggiamento del genere con il Parlamento, il Governo, la Coalizione di maggioranza, i leader politici, non credo vada bene. Una guerra politica in Romania, e forse anche istituzionale, non avrebbe vincitori. Chi crede di vincere una guerra simile, si sbaglia amaramente. Certamente sarebbe la Romania a perdere”, ha mostrato Dragnea.

Egli ha dichiarato che vorrebbe esistesse una comunicazione e una collaborazione corretta tra il Presidente, il Parlamento e il Governo.

“Ci sono decisioni difficili da prendere, importanti, strategiche per la Romania. Così non va, perché intorno a noi succedono molte cose, nel mondo succedono molte cose, per quel che ne so, in tutti i paesi sviluppati e democratici, la gente a prescindere dal partito comunica, collabora e stabilisce punti di vista comuni, che realizza tramite tutte le strade e tutti i canali”, ha aggiunto Dragnea.

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