Il Governo notifica la CCR nel caso Belina

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Toader: La CCR dovrà precisare se le inchieste dei procuratori possano riguardare un DG, nelle condizioni in cui sia stata già stabilita l’impossibilità di occuparsi delle ordinanze

Il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, giovedì ha dichiarato che la decisione di notifica alla Corte Costituzionale (CCR), sull’impossibilità per i procuratori di aprire un’inchiesta sulle decisioni del Governo, torna all’Esecutivo ma questa volta il documento è stato redatto dal Ministero della Giustizia (MG) e potrebbe essere pronto lunedì. Toader ha sottolineato come i giudici costituzionali dovranno fornire spiegazioni rispetto alla possibilità di svolgere inchieste riguardanti le Decisioni del Governo (DG), nella condizione in cui la Corte abbia già stabilità che i procuratori non possano avviare indagini in merito alle ordinanze.

Il Ministro ha spiegato come, nell’adozione degli atti normativi, esistano tre livelli: uno superiore – ordinanze, leggi, con il Parlamento o il Governo decisori – uno di secondo livello, riferito agli atti adottati dal Governo e un terzo livello, in cui sono incluse le ordinanze dei ministri.

Tudorel Toader ha invocato il comunicato della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) in cui si afferma che la decisione della CCR di febbraio, in merito al OUG 13 sia applicata solo per leggi e ordinanze, e non per le Decisioni del Governo.

“L’enunciato è corretto. È il principio a non essere corretto”, ha affermato il Ministro della Giustizia.

Egli ha spiegato come, tramite la precedente decisione, la CCR abbia sancito l’impossibilità per i procuratori di indagare l’opportunità, le circostanze, le condizioni che riguardino l’adozione di un OUG o di una legge, e che un’analisi in questo senso spetti al decisore.

In queste condizioni, Tudorel Toader ha affermato che la CCR dovrebbe rispondere alla seguente domanda: “Se al livello di OUG o di legge, il procuratore non può analizzare l’opportunità dell’emissione, al livello 2 e 3 gli è permesso avviare un’indagine in merito all’opportunità, alle circostanze e alle condizioni di emissione?”.
Tudorel Toader ha precisato come l’iniziativa di notifica alla CCR parta dal Governo, sebbene la redazione della stessa sarà realizzata dal MG, a partire da giovedì mattina e nei giorni seguenti, e la bozza del documento potrebbe essere pronta già lunedì.

Il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, martedì ha dichiarato che la legalità di una decisione governativa è verificata da un giudice specializzato in contenzioso amministrativo, non da un procuratore, sebbene il Procuratore Capo della DNA, Laura Codruta Kovesi, in riferimento alla Decisione del Governo nel caso Belina, abbia affermato che la DNA non segue atti normativi del genere ma, quando appaiono segni di irregolarità, procede d’ufficio.

In seguito alle dichiarazioni di Toader, la DNA ha avanzato notifica al CSM, mostrando come queste affermazioni siano di natura tale da inficiare l’indipendenza del sistema giudiziario e come il Ministro abbia introdotto nell’opinione pubblica l’idea che l’attività dei procuratori non si svolga nei limiti della legge.

Rovana Plumb: Il caso Belina è un attacco al Governo e al PSD

Giovedì, il Ministro delegato per i Fondi Europei, Rovana Plumb, dopo aver studiato il fascicolo inviato dai procuratori DNA alla Commissione giuridica della Camera dei Deputati, ha dichiarato si tratti di “un attacco per destabilizzare lo stato di diritto”:

“Ho visto il fascicolo, non posso fornire dettagli in merito ma posso dichiarare fermamente e in tutta sincerità di non essere colpevole, di non aver infranto la legge – entrambe le decisioni del Governo sono state emanate nel rispetto della legge. Credo si tratti di un attacco al Governo, credo sia un attacco al PSD, credo sia un attacco per destabilizzare lo stato di diritto e l’ordine costituzionale. Intendo presentarmi alla Commissione giuridica e spiegare il mio punto di vista”, ha affermato Plumb, all’uscita dalla Commissione giuridica della Camera dei Deputati, dove è stata accompagnata da un avvocato, informa Agerpres.

Alla domanda sul caso Belina, se danneggi l’immagine del Governo, Plum ha risposto negativamente.
“Non credo che il caso Belina danneggi (l’immagine del Governo – N.d.R.). Probabilmente si è cercato di farlo”, ha aggiunto Rovana Plumb, ripetendo che non rassegnerà le dimissioni dal Governo.

Rovana Plumb ha inoltre dichiarato di non aver avuto una discussione privata sull’argomento con il Premier, Mihai Tudose.

“Tutte le discussioni legate a quest’argomento sono avvenute all’interno dell’Ufficio Permanente Nazionale. Con il signor Primo Ministro Tudose ho parlato solo durante la seduta di Governo, e non di quest’argomento”, ha precisato la stessa.

Anche il Vicepremier Sevil Shhaideh è attualmente accusata dalla DNA di abuso d’ufficio, commesso nel periodo in cui era Segretario di Stato alla MDRAP, all’interno di un’indagine in base alla quale, nel 2013, in concorso d’azione con funzionari pubblici, parti dell’Isola Belina e del Braccio Pavel sarebbero passate illegalmente dalla proprietà dello stato nelle proprietà della regione di Teleorman e all’amministrazione del Consiglio Regionale di Teleorman. Pochi giorni dopo, sempre in modo illegale, le zone sarebbero state affittate ad aziende private, secondo i procuratori anticorruzione.

Sevil Shhaideh e Rovana Plumb: Siamo innocenti, non diamo le dimissioni. Dragnea: L’inchiesta della DNA, un precedente pericoloso

Lunedì, il Presidente del PSD, Liviu Dragnea, dopo la seduta dell’Ufficio Permanente Nazionale (BPN) ha dichiarato che l’inchiesta riguardante Sevil Shhaideh e Rovana Plumb rappresenti un precedente molto pericoloso, che presupporrebbe che tutti i trasferimenti del genere avvenuti, siano stati pregiudizi.

Dragnea ha precisato durante la seduta del BPN come Shhaideh e Plumb abbiano presentato brevemente informazioni sui due atti normativi, e come i colleghi del BPN, senza eccezioni, abbiano chiesto loro di non rassegnare le dimissioni, sostenendo tra i vari argomenti, le posizioni chiave che le due ricoprono nel Governo.

“Si tratta del trasferimento di un terreno dal demanio pubblico dello stato al demanio pubblico di un’autorità locale, come sono stati fatti centinaia di trasferimenti, come per centinaia di terreni inutilizzati e trasferiti alle autorità locali. Un procedimento del genere è molto pericoloso. Anche ora ci sono richieste (…) di trasferimenti di immobili alle autorità locali, perché possano essere integrati in un programma di sviluppo”, ha aggiunto Dragnea.

Egli ha sottolineato più volte come un procedimento del genere possa rivelarsi “molto pericoloso”, perché “significherebbe che tutti i trasferimenti realizzati finora avrebbero creato pregiudizi allo Stato romeno”.

“Quando si parte dal pubblico per il pubblico, è molto pericoloso parlare di pregiudizio”, ha aggiunto il leader del PSD.

Shhaideh: Non intendo dare le dimissioni. Plumb: Ho sempre pensato al bene della Romania

“In questo momento, la soluzione è sostenere i due ministri. Non ho pensato in nessun caso alle dimissioni. I pareri sono tutti positivi e conformi alla legge”, ha dichiarato Sevil Shhaideh, lunedì dopo la seduta BPN.

A sua volta, Rovana Plumb ha affermato di essere innocente e di aver sempre rispettato la legge.

“Sono innocente, ho sempre rispettato la legge e sempre la rispetterò. Ho sempre agito in buona fede, nell’interesse dei cittadini e con la massima responsabilità. (…) Non credo di dover rassegnare le dimissioni, dal momento che ho sempre pensato al bene della Romania. Non sono colpevole, non ho commesso nessuno sbaglio”, ha dichiarato anche Rovana Plumb.

Tariceanu: Tutti hanno sostenuto che entrambe non abbiano motivi per dare le dimissioni

Lunedì, il leader dell’Alleanza di Liberali e Democratici (ALDE), Calin Popescu Tariceanu, ha partecipato alla seduta BPN del PSD e, prima di andar via, ha detto di aver constatato “una solidarietà senza limiti” da parte di tutti i membri della direzione PSD, per Sevil Shhaideh e Rovana Plumb. Sevil Shhaideh e Rovana Plumb hanno lasciato insieme la sede del PSD e hanno dichiarato che la decisione dei colleghi è di sostenerle, di essere innocenti, di aver rispettato la legge e che non daranno le dimissioni dal Governo. “Tutti hanno sostenuto che per nessuna delle due ci siano motivi per le dimissioni, perché non hanno violato nessuna norma legale”, ha aggiunto Tariceanu.

Egli ha sottolineato come il trasferimento di una proprietà a un’autorità locale non costituisca atto illegale, e che l’azione dei procuratori sia “politica”.

“Ci sono migliaia di decisioni del genere, perfettamente legali, senza problemi di legalità”, ha voluto precisare il Presidente del Senato. Tariceanu ha puntualizzato che intende analizzare con degli specialisti la possibilità di notifica alla CCR nel caso di conflitti giuridici di natura costituzionale tra i poteri dello stato.

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