Frecciate velenose tra il Presidente del Senato e Palazzo Cotroceni

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Tariceanu su Iohannis: È sceso lo Spirito Santo e ora dispensa consigli a noi peccatori.

Il Presidente sostiene il sistema corrotto del potere in Romania

Il Presidente del Senato, Calin Popescu Tariceanu, giovedì, ha commentato le recenti dichiarazioni del Presidente Klaus Iohannis in merito alla giustizia e alla lotta anticorruzione, affermando di avere la sensazione che sia “sceso lo Spirito Santo” che ora da consigli ai peccatori. Tariceanu ha criticato il capo dello Stato, accusandolo di minare i pilastri del Governo e della maggioranza parlamentare e di “sostenere il sistema corrotto del potere in Romania”.

“Ho avuto la rivelazione che lo Spirito Santo sia sceso tra noi e che impartisca consigli a noi peccatori. Noi, i peccatori, siamo uomini politici e lo Spirito Santo ci offre consigli. Credo che il Presidente dimentichi di essere anche lui un politico come noi. La seconda cosa che dimentica è che sia diritto di ciascuno, anche un suo diritto, la presunzione d’innocenza, di cui si è avvalso quando è stato eletto Presidente della Romania”, ha affermato Tariceanu.

Il Presidente del Senato ha aggiunto come, “tra le varie cose”, contro il vicepremier Sevil Shhaideh non siano state formulate accuse, non esista nessuna richiesta per l’avvio d’indagini penali, perciò non avrebbe nessun motivo per dare le dimissioni.

“Se ci mettiamo a immaginare, un bel giorno potremmo ritrovarci con richieste del genere per diverse decisioni di governo (DG) per tutti i membri del Governo. Mi chiedo se questa situazione non sia in un certo modo conveniente per il Presidente, che l’attuale Governo sia distrutto, che il Primo Ministro sia costretto a dimettersi e che tornasse un governo di tecnocrati, perché, ecco qua, a grandi passi di avvicinano le presidenziali del 2019”, ha inoltre dichiarato il leader dell’Alleanza di Liberali e Democratici (ALDE).

Egli ha affermato che, se “fino a ieri o all’altro ieri magari avrei potuto avere piccoli dubbi sul fatto che si tratta di un piano seguito dal Presidente, dopo le dichiarazioni di oggi e di due giorni da non ho più alcun dubbio: il Presidente mina con premura le fondamenta di questo Governo, che rappresenta la maggioranza parlamentare, e spera di abbatterlo”.

Tariceanu ha sottolineato come questa situazione sia corroborata dalle dichiarazioni di fiducia illimitata nei confronti del CSM.

“Se si osserva attentamente, credo che tutti possano vederlo, ma il signore fa finta di non vederlo, di non vedere e non capire – vede, capisce e sa. Al CSM manca poco perché si strappino gli occhi e si taglino la gola a vicenda e lui dice di avere fiducia del CSM e che tutto funziona benissimo. Quindi, ecco una prova in più del fatto che è contento di questa situazione, perché le conseguenza, le azioni che avvia la DNA sono sfavorevoli per il Governo, all’attuale maggioranza che lui cerca di rovesciare, con i mezzi che abbiamo visto – chiamando di nuovo associazioni non governative di quelle che hanno solo uno o due membri, che non sono registrate, che non sono rappresentative e che, alla fine, dentro un sistema democratico rappresentativo abbiano una legittimità che non hanno, per poter parlare in nome dei cittadini, in nome del popolo, perché il nostro sistema democratico parlamentare presuppone voti espressi direttamente dai cittadini per chi li rappresenti in Parlamento”, ha concluso il Presidente del Senato.

“Quindi, credo che il Presidente faccia un grande errore, perché svela troppo presto i suoi piani. (…) E mi dispiace creda che noi accetteremo le sciocchezze che ci propone”, ha dichiarato allo stesso tempo Tariceanu.

Egli ha detto di non credere sia più possibile, nelle attuali condizioni, una collaborazione con il Presidente, “che non pensa ad altro che a destabilizzare le istituzioni democraticamente elette, del Governo e della maggioranza”.

“Io devo attenermi agli obblighi costituzionali, ma per le discussioni politiche… mi è tutto chiaro. E credo di aver fatto bene a prendere la decisione che ho preso allora, quando mi ha invitato alle cosiddette discussioni di Cotroceni, dopo le elezioni”, ha continuato il leader dell’ALDE.

Tariceanu ha tenuto ad aggiungere: “Tutti, anche a livello della Commissione Europea, cominciano ad avere seri dubbi in merito al funzionamento di certi segmenti della giustizia, tutti riconoscono che le raccomandazioni presenti nella lettera CE, le 12 raccomandazioni che porteranno alla fine del MCV, siano basate sull’analisi di una realtà che il Presidente cerca di distorcere e di volgere a proprio favore. In Romania attualmente abbiamo serie mancanze nel funzionamento delle istituzioni che costituiscono lo stato di diritto, ci sono abusi incredibili resi pubblici dalla stampa (…), ci sono persone che hanno avuto il coraggio di raccontare i cambiamenti che hanno attraversato, e il Presidente gira la testa dall’altra parte e dice: io non vedo queste cose. È evidente che non le veda ma non voglia riconoscerlo, perché la situazione gli fa comodo. Fino alla fine, è lui quello che sostiene questo sistema corrotto di potere in Romania”.

Dobrovolschi: Il Presidente del Senato sembra fuori dal mondo. Klaus Iohannis ha preso atto della valutazione del CSM “identica alla sua personale analisi”

Madalina Dobrovolschi, il portavoce del capo dello Stato, giovedì ha dichiarato che il Presidente Klaus Iohannis rispetta pienamente il risultato del voto che ha portato alla costituzione dell’attuale maggioranza e che augura al Governo di ottenere buoni risultati per la Romania e, allo stesso tempo, ritiene che una legiferazione trasparente di tipo europeo sia fondamentale per il rafforzamento dello stato di diritto e del percorso democratico della Romania.

“Signor Tariceanu, sì, la verità fa male, ma questo non è un motivo per usare un linguaggio licenzioso, per offendere e dichiarare nello spazio pubblico cose che non hanno nulla a che vedere con la realtà. Il Presidente della Romania, il signor Klaus Iohannis, ripete che le persone con problemi penali non dovrebbero essere alla guida dello stato. Il Presidente rispetta pienamente il risultato del voto che ha condotto alla costituzione dell’attuale maggioranza e desidera che il Governo abbia buoni risultati per la Romania. Il Presidente ritiene che una legiferazione trasparente di tipo europeo sia fondamentale per il rafforzamento dello stato di diritto e per consolidare il percorso democratico della Romania”, ha affermato Dobrovolschi, in una dichiarazione rilasciata a Palazzo Cotroceni.

La stessa ha aggiunto che il Presidente del Senato “sembra semplicemente fuori dal mondo, dalla realtà economica, ed è molto strano per un ex primo ministro”. “Ad esempio, il signore dichiara serenamente che il prezzo dei carburanti sia rimasto immutato dopo l’introduzione dell’accisa. Signor Tariceanu, credo potrebbe scoprirlo semplicemente chiedendolo a qualsiasi romeno, a qualsiasi cittadino che abbia comprato combustibile in questi giorni e che abbia dovuto sborsare più soldi”, ha aggiunto Dobrovolschi.

Il portavoce del Presidente ha precisato, allo stesso modo, come Klaus Iohannis abbia preso atto della valutazione del CSM, “che è identica alla sua personale analisi”.

“Il Presidente ritiene che il CSM, in qualità di garante dell’indipendenza della Giustizia, abbia valutato nei dettagli e con professionalità le proposte del Ministro della Giustizia, prima di respingerle. Anche se il parere è stato consultivo, il Governo e il Parlamento non possono ignorare questo chiaro segnale del CSM”, ha aggiunto Dobrovolschi.

Iohannis in merito alle Leggi sulla Giustizia: Sono molto preoccupato dalla proposta di eliminare il Presidente dalla procedura di nomina dei procuratori capo e che si voglia trasferire la sezione d’Ispezione Giudiziale al Ministero della Giustizia

Il Presidente Klaus Iohannis martedì ha dichiarato di essere molto preoccupato dal fatto che sia stata proposta, all’interno del progetto di modifica delle Leggi sulla Giustizia, l’eliminazione del presidente dalla procedura di nomina dei procuratori capo, affermando di tratti di un “errore fondamentale”. Il Presidente ha aggiunto che il trasferimento della sezione d’Ispezione Giudiziale nel subordine del Ministero della Giustizia potrebbe determinare pressioni politiche sulla sezione.

“Il fatto che la giustizia debba sopportare determinati approcci da parte di alcuni politici influenti, alcuni inquisiti, altri condannati, altri indagati, costituisce una situazione problematica. Tuttavia, questo caso non può essere discusso al CSAT. Personalmente, mi sono già espresso in merito all’intenzione di questa cosiddetta riforma delle Leggi sulla Giustizia e ho chiaramente espresso come molti punti contenuti in essa siano errati e gli approcci sbagliati”, ha dichiarato Klaus Iohannis.

Il Presidente ha affermato di essere preoccupato “profondamente” da due cose, riferendosi alla proposta che il Presidente sia eliminato dalla procedura di nomina dei procuratori capo, che ritiene sia una “grave errore”, e dal trasferimento della sezione di Ispezione Giudiziale al Ministero della Giustizia.

“La proposta che il Presidente sia eliminato dalla procedura di nomina dei procuratori capo mi sembra un errore fondamentale, poiché solo grazie alla presenza del Presidente in questa procedura, la Romania è riuscita ad avere un’attività anticorruzione consistente e riconosciuta, non solo in Europa ma anche a livello mondiale. E il Presidente, e non parlo solo della persona di Klaus Iohannis ma del Presidente della Romania, è garante che la lotta alla corruzione non sia soggiogata dalla politica. La seconda questione che si vuole ottenere con la cosiddetta riforma della giustizia, che mi preoccupa profondamente, è la proposta che la sezione di Ispezione Giudiziale non sia più subordinata al CSM (…) e passi al Ministero della Giustizia, che è un organo eminentemente politico”, ha affermato Iohannis, aggiungendo che la situazione non cambierà se l’attuale Ministro sarà membro di partito, perché il Governo attuale è politico.

“La subordinazione della sezione di Ispezione Giudiziale a un ministro porta con sé il rischio di una pressione politica sulla sezione di Ispezione Giudiziale”, ha sottolineato il Presidente.

“Prima delle elezioni, cercavo di richiamare l’attenzione sul pericolo che arrivassero a guidare lo Stato dei condannati. È successo e ora c’è bisogno di massima implicazione civica”.

Il Presidente Klaus Iohannis martedì sera, a proposito degli attacchi dei politici alla giustizia e dei “condannati” che sono arrivati alla guida dello Stato, ha dichiarato ci sia bisogno di massima implicazione civica e che quanti desiderino una giustizia indipendente, debbano affermare la propria opinione, precisando però di non voler dare l’impressione di invitare la gente a protestare.

Klaus Iohannis ha ricordato come, prima delle elezioni, richiamasse l’attenzione dei romeni su quanto sarebbe stato grave che persone condannate o indagate arrivassero ai vertici dello Stato, e come questo sia accaduto.

“C’è grandissimo bisogno di molta attenzione, di dibatti pubblici. Non possiamo non constatare che dalle elezioni parlamentari in poi un impressionante numero di politici influenti si occupi di attaccare le giustizia, i procuratori, le procedure della giustizia, spingendo la popolazione a credere che la giustizia non funzioni. Di certo si è potuto constatare facilmente che la maggior parte di questi politici influenti sia composta da condannati penali, che aspettano o che abbiano già ricevuto una condanna, o che siano indagati. E allora torno a quanto dicevo circa un anno fa. Prima delle elezioni, ho richiamato più volte l’attenzione degli elettori su quanto sarebbe stato grave se persone con condanne o considerate colpevoli, che chiamiamo genericamente condannati, fossero giunte alla guida dello Stato, perché sarebbe apparsa automaticamente anche un’immensa pressione sulla giustizia, ed è questo quello che è successo”, ha affermato Iohannis.

Egli ha dichiarato come, per questo motivo, sia necessaria un’implicazione civica massima, precisando però di non voler dare l’impressione di chiamare la gente a protestare.

“Perciò, c’è bisogno di massima implicazione civica, è necessario che quanti vogliano una Romania Stato di diritto, e desiderino una giustizia indipendente, dichiarino la loro opinione. Non desidero con questo in nessun modo dare l’impressione di voler chiamare la gente a protestare o di difendere divergenze maggiori ma una società salutare, e io voglio una società salutare in Romania, è obbligata a discutere pubblicamente questo genere di questioni, che disturbano, in sostanza, tutti quanti”, ha aggiunto il capo dello Stato.

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