Sevil Shhaideh, Vicepremier e Ministro dello Sviluppo, accusata di abuso d’ufficio. Nella stessa inchiesta, la DNA chiede l’avvio di un’indagine penale anche per Rovana Plumb

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Il Vicepremier, Sevil Shhaideh, venerdì mattina si è presentata alla sede della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA). All’ingresso, quando le hanno chiesto il perché della convocazione, essa ha rifiutato di rispondere, sostenendo che l’avrebbe visto una volta arrivata di fronte ai procuratori.

All’ingresso dell’udienza, Shhaideh è stata costretta a stare in coda, prima di raggiungere il filtro della sede centrale DNA.

All’uscita, dopo circa 30 minuti, il secondo uomo del Governo Tudose ha dichiarato di essere sospettata, senza fornire precisazioni sul caso di corruzione in cui è indagata.

“Sono stata convocata, sollecitata. Sono stata informata della qualità processuale che ho in questo caso. Ho qualità di sospettato e non posso dichiarare altro, poiché si tratta di un’inchiesta in corso. Di questa qualità, vengo a sapere in questo momento. Mi avvalgo di tutti i diritti di cui dispongo. Analizzerà con il mio avvocato i documenti per cui sono accusata”, ha dichiarato il Vicepremier Sevil Shhaideh, all’uscita dalla sede della DNA.

Poco dopo l’uscita del Vicepremier dall’udienza, la DNA ha annunciato che Shhaideh è indagata per abuso d’ufficio nel caso “Isola Belina”.

I procuratori DNA sostengono che nel 2013, porzioni dell’Isola Belina e di Braccio Pavel, rispettivamente con superfici di 278,78 ettari e 45 ettari, situate nel corso inferiore del Danubio, siano passate illegalmente dal demanio statale alla regione di Teleorman, e sotto l’amministrazione del Consiglio Regionale di Teleorman per essere affittate, sempre illegalmente, ad alcune aziende private, solo pochi giorni dopo il passaggio.

Per realizzare questo passaggio di proprietà, sono stati adottati i decreti governativi n. 943/2013 e 858/2013, atti tramite cui, secondo la DNA, sono state violate alcune norme della Costituzione, la Legge sull’acqua n. 107/1996, la Legge n. 213/1998, sul patrimonio pubblico, l’O.U.G. 107/2002, sull’istituzione dell’Amministrazione Nazionale “Acque Romene”, la Legge n. 115/1999 sulla responsabilità ministeriale e la Legge n. 24/2000, in merito alle norme di tecnica legislativa.

La DNA informa che l’adozione di decreti governativi è stata possibile perché, in qualità di segretario di stato all’interno del M.D.R.A.P., Sevil Shhaideh si è occupata della nota esplicativa e del progetto del decreto governativo, ha avviato e promosso la D.G, 943/2013 che ha sancito il trasferimento, violando così in modo assoluto le disposizioni legali, aspetti ripetutamente segnalati dal Ministero delle Finanze Pubbliche e dal Ministero della Giustizia.

“In favore di tali azioni, personalità dotate di potere decisionale, all’interno del Ministero dell’Ambiente e dei Cambiamenti Climatici, Ministero per lo Sviluppo Regionale e di Amministrazione Pubblica, come anche all’interno dell’Ufficio del Catasto di Teleorman, Ufficio del Catasto di Alexandria, dell’Amministrazione Nazionale «Acque Romene» e del Consiglio Regionale di Teleorman, hanno sostenuto gli interessi di una società privata, violando così le disposizioni previste in numerose leggi”, mostra la DNA in un comunicato stampa.

Concretamente, secondo i procuratori, trattandosi di zone situate nel corso inferiore del Danubio, l’Isola Belina e il Braccio Pavel fanno parte del demanio pubblico dello stato e, perciò, non potevano passare nella proprietà di nessun consiglio regionale, tramite decreto legge, ma solo per legge.

Nonostante tutto questo, il 26 giugno del 2013, il Consiglio Regionale di Teleorman ha inviato al Ministero dello Sviluppo Regionale e dell’Amministrazione Pubblica (M.D.R.A.P.) una nota esplicativa per il passaggio di queste zone dall’amministrazione del Ministero dell’Ambiente – Amministrazione Nazionale “ACQUE ROMENE”, alla proprietà pubblica della regione di Teleorman e sotto l’amministrazione del Consiglio Regionale di Teleorman. Il pretesto è stata la realizzazione del complesso turistico, sportivo e ricreativo “Danubio-Belina-Seaca”.

Nel primo progetto di decreto governativo, due ministeri implicati, il Ministero della Giustizia e quello delle Finanze, hanno sottolineato come la sottrazione dei due obiettivi dal demanio statale e dall’amministrazione di “Acque Romene” sarebbe potuta avvenire solo per legge e non tramite decreto governativo.

Pertanto, era necessario sostenere l’apparenza secondo cui l’Isola Belina e il Braccio Paver non appartenessero al demanio statale, amministrato da “Acque Romene”, affinché fosse possibile realizzare il passaggio di proprietà tramite decreto governativo.

“Nella seduta di governo del 6 novembre 2013, è stato adottata la D.G. n. 858/2013, tramite cui sono stati modificati i codici di classificazione di Isola Belina e Braccio Pavel, in modo tale che, sulla carta, fosse eliminata l’appartenenza delle zone al bacino idrografico del Danubio e dando così l’impressione che il loro passaggio nelle proprietà e sotto l’amministrazione del Consiglio Regionale Teleorman non imponesse più l’adozione di una legge, ma fosse possibile tramite un decreto governativo. La modalità di adozione del D.G. 858/2013, atto con carattere normativo, ha violato la prescrizione delle norme legislative, anche perché il progetto di decreto non ha ottenuto, al momento dell’adozione, il parere positivo del Ministero della Giustizia e del Ministero delle Finanze Pubbliche”, mostra ancora la DNA.

I procuratori affermano che Rovana Plumb, allora Ministro dell’Ambiente, abbia avviato e promosso illegalmente il decreto governativo n. 858/2013, processo durato solo 17 ore.

In seguito, il 27 novembre 2013, il decreto legge tramite cui l’Isola Belina e il Braccio Pavel sono passate dal demanio pubblico dello stato all’amministrazione del Consiglio Regionale Teleorman, è stato approvato.

Da menzionare come, prima di tali procedure, le superfici dell’Isola Belina e del Braccio Pavel fossero già state affittate a un’azienda privata, tramite regolare contratto.

La DNA afferma che in questo modo lo Stato romeno e anche l’A.N.A.R. abbiano subito perdite.

Nell’ultima settimana, sono stati ascoltati dalla DNA gli ex Premier, Victor Ponta e Sorin Grindeanu, ma i due non hanno precisato quale fosse l’inchiesta nell’ambito della quale siano stati convoca.

 

La DNA chiede l’avvio di un’indagine penale anche per Rovana Plumb

 

Venerdì, la DNA ha chiesto alla Camera dei Deputati di avviare un’indagine penale per Rovana Plumb, il Ministro delegato per i Fondi Europei, all’interno della stessa inchiesta sull’Isola Belina.

I procuratori chiedono un’indagine penale per Rovana Plumb, per complicità nel reato di abuso d’ufficio, qualora il funzionario abbia ottenuto per sé o per altri un indebito vantaggio, nell’esercizio delle funzioni ministeriali, si legge nel comunicato della DNA.

“Dalle prove amministrate è emerso il ragionevole dubbio che la citata Rovana Plumb, in veste di Ministro dell’Ambiente e dei Cambiamenti Climatici, con l’intento di sostenere la commissione del reato di cui è accusata Sevil Shhaideh, abbia avviato e promosso la D.G. 858/2013 in sole 17 ore, nel periodo 5.11.2013 – 6.11.2013, violando le procedure governative per l’elaborazione, l’accettazione e la presentazione dei progetti degli atti normativi”, mostra la Direzione Nazionale Anticorruzione.

I procuratori affermato che tra gli effetti del decreto legge, si è cercato di creare una parvenza di legalità nel passaggio dell’Isola Belina e del Braccio Pavel, tramite il progetto di decreto legge che avrebbe avuto il numero 943/2013, “contrario agli aspetti segnalati a più riprese dal Ministero delle Finanza Pubbliche e dal Ministero della Giustizia, in merito alla forma giuridica dell’atto normativo”.

 

Le reazioni a caldo nel PSD dopo l’annuncio della DNA sull’indagine a carico di Shhaideh e Plumb

 

Olguta Vasilescu: Il bersaglio è Liviu Dragnea. Spero che Plumb e Shhaideh non rassegnino le dimissioni

 

Venerdì sera, il Ministro del Lavoro, Lia Olguta Vasilescu, in merito all’’inchiesta avviata contro Sevil Shhaideh e Rovana Plumb, ha dichiarato che le due non dovrebbero rassegnare le dimissioni, ed ha precisato che “il bersaglio è Liviu Dragnea”.

“Dal punto di vista legale, non esiste nessun decreto governativo che adotti il trasferimento di proprietà tra amministrazioni. E soprattutto, non è stata alienata alcuna proprietà, voglio dire, tutto è rimasto allo stato. Si tratta del patrimonio del Consiglio Regionale, nessuno è scappato portandosi via il lago, che non è stato spostato, non è stato dato a nessun. (…) È chiaro che il bersaglio è Liviu Dragnea. Quando vuoi colpire una struttura, colpisci alla testa per poterla distruggere”, ha dichiarato Vasilescu, venerdì per RTV.

Alla domanda sull’intenzione di Rovana Plumb e di Sevil Shhaideh di rassegnare le dimissioni, la fonte citata afferma che, in effetti, è quanto accadrà.

“Non so (se rassegneranno le dimissioni – N.d.R.) ma spero non lo faranno, perché è quello si cerca di ottenere”, ha aggiunto Vasilescu.

 

Codrin Stefanescu: L’azione contro Shhaideh, “L’ultimo sussulto del binomio”; Maior vuole la direzione del PSD

 

 Codrin Stefanescu, segretario generale aggiunto del PSD, sostiene che l’azione avviata dai procuratori contro Sevil Shhaideh sia “un ultimo sussulto” di una battaglia portata avanti contro il PSD da “quel che rimane del binomio”, ed ha nominato George Maior, Florian Caldea e Codruta Kovesi.

“Siamo semplicemente stupiti! Nel pieno dello scandalo nazionale intorno agli abusi dello stato parallelo, sostenuto da registrazioni, filmati, dichiarazioni incendiarie interne, scandalo di cui si occupa perfino la stampa internazionale, quel che rimane dell’ex binomio, invece che rassegnare con urgenza e in blocco le dimissioni, continua la sua battaglia non solo contro il PSD e contro Liviu Dragnea, ma proprio contro i romeni che hanno votato in favore di un generale cambiamento di paradigma, per i diritti, le libertà fondamentali, contro gli abusi, perché non esista più la paura e non ultimo, per il risanamento delle istituzioni dello stato”, si legge in un comunicato stampa, emesso venerdì da Codrin Stefanescu.

Il segretario generale del PSD sostiene come “quel che rimane del binomio”, minacciato dalla campagna di pulizia del sistema, agisca in modo coordinato contro il leader del partito, Liviu Dragnea. “George Maior, che da anni punta alla presidenza del PSD, a diventare premier o addirittura presidente del paese, in squadra con Coldea, Kovesi e di recente anche con il gruppo Ponta, coordina un piano per l’eliminazione di Liviu Dragnea, utilizzando le ultime risorse, ancora a disposizione del sistema. E l’azione di oggi contro il vicepremier Savil Shhaideh, è solo un ultimo sussulto della lotta che conducono contro il PSD”, ha affermato Stefanescu.

Il Socialdemocratico sostiene che il PSD non rinuncerà a “riportare sulla buona strada costituzionale” le istituzioni dello stato e il processo di democratizzazione della Romania. “Nel periodo immediatamente successivo sarà possibile chiedere revoche, dimissioni e inchieste, rispetto a tutte le dichiarazioni sconvolgenti delle ultime settimane”, ha dichiarato Codrin Stefanescu.

 

Stanescu: Il PSD discuterà lunedì la situazione di Shhaideh; non è necessario rassegnare le dimissioni

 

Il senatore PSD Paul Stanescu, leader dell’organizzazione regionale dell’Olt, venerdì ha dichiarato che la situazione del vicepremier Sevil Shhaideh, accusata dalla DNA, sarà analizzata lunedì dal partito, e ha menzionato che non intende sostenere le dimissioni della stessa, che beneficia ancora della presunzione d’innocenza.

“Qualsiasi cittadino di questo paese, a prescindere che abbia funzione di ministro, premier o parlamentare, beneficia della presunzione d’innocenza, è un diritto dell’uomo. Questa situazione probabilmente l’analizzeremo nel partito lunedì, in presenza di tutti”, ha affermato Stanescu durante un’intervista telefonica realizzata da Realitatea TV.

Alla domanda se Shhaideh dovrebbe rassegnare le dimissioni dal Governo, Stanescu ha risposto: “Perché dovrebbe rassegnare le dimissioni? È condannata, ha un verdetto definitivo e irrevocabile, è condannata a dare le dimissioni? Non capisco, perché dovrebbe dare le dimissioni? Non è necessario si dimetta. Io sosterrò Sevil Shhaideh perché non rassegni le dimissioni”.

“Per come la conosco, non è una persona capace di compiere atti illegali. La conosco da moltissimi anni e non credo sia capace di compiere un crimine. Forse ha sbagliato”, ha a aggiunto Stefanescu.

 

Petre Daea, sull’inchiesta a carico di Sevil Shhaideh e Rovana Plumb: Non voglio pronunciarmi. Entrambe sono colleghe preziose

 

 Il Ministro dell’Agricoltura, Petre Daea ha dichiarato venerdì, da Valea Calugareasca, regione di Prahova, che non desidera commentare il caso in cui sono implicate Sevil Shhaideh e Rovana Plumb, perché entrambe sono “colleghe preziose”. Inoltre, ha spiegato di non conoscere la situazione e quindi di non volersi pronunciare.

Al Ministro dell’Agricoltura, Petre Daea, presente venerdì al festival di Valea Calugareasca, nella regione di Prahova, è stato chiesto di commentare le accuse mosse contro Sevil Shhaideh e Rovana Plumb, ed ha affermato di non voler fare commenti, poiché “dominato dal momento”.

“Non vorrei commentare la situazione, sono un uomo dominato dal momento, sono in questo contesto straordinario che bisogna comprendere per quello che è. Non voglio commentare, non commenterò. Non conosco la situazione, e nemmeno voglio pronunciarmi”, ha dichiarato il Ministro dell’Agricoltura.

Lo stesso ha spiegato come entrambe siano “colleghe preziose”.

“Entrambe sono mie colleghe e sono colleghe preziose che rispetto, perciò permettetemi di non fare commenti su quest’argomento”, ha aggiunto Daea.

 

Badalau, sull’inchiesta DNA a carico di Sevil Shhaideh e Rovana Plumb: Ne discuteremo lunedì, nell’Ufficio Permanente del PSD. Osserviamo con preoccupazione

 

Lunedì, la leadership del PSD discuterà nell’Ufficio Permanente il caso del vicepremier Sevil Shhaideh e del ministro delegato ai Fondi Europei, Rovana Plumb, afferma a RFI il presidente esecutivo del PSD, Niculae Badalau. Egli ha inoltre affermato che Shhaideh e Plumb sono “due ottimi ministri, di vasta esperienza”, proclamandosi convinto che gli atti normativi investigati nell’inchiesta della DNA siano stati “redatti correttamente”.

“Osserviamo con preoccupazione. Lunedì discuteremo nel partito, all’interno dell’Ufficio Permanente, e analizzeremo con assoluta attenzione tutti i dati”, ha dichiarato Niculae Badalau.

Alla domanda se saranno necessarie le dimissioni dei due ministri, Badalau ha risposto che la decisione è politica e sarà presa lunedì, all’interno dell’Ufficio Permanente. “Avremo tutti i dati, per ora non disponiamo di tutto, e dopo aver discusso, dal momento che siamo un partito democratico,  prenderemo una decisione”, ha spiegato Badalau.

Il leader del PSD ha inoltre affermato che il vicepremier Sevil Shhaideh, e il Ministro Rovana Plumb, sono “persone, ministri di estrema serietà, lavoratrici e che hanno fatto tantissime cose buone”.

“Sì, esiste la decisione ma, allo stesso tempo, per come io conosco la signora Ministro Plumb e la signora vicepremier Shhaideh, sono persone, ministri di estrema serietà, lavoratrici e che hanno fatto tantissime cose buone. E questo è anche il motivo per cui quest’azione mi sorprende, sono rimasto assolutamente sorpreso, trattandosi di uno dei migliori ministri del Gabinetto, con lunga esperienza. Non dimenticate che la signora Plumb è al terzo mandato come ministro, se non sbaglio, la signora Shhaideh è al secondo mandato, segretario di stato, ministro del Governo Grindeanu, ministro del Governo Tudose, quindi con grande esperienza. E anche per questo, dubito che l’atto amministrativo, perché ho capito che di questo si tratti, che abbia fatto errori in un atto amministrativo”, ha spiegato Niculae Badalau, rispondendo, d’altro canto, alla domanda se esista anche un’opzione in cui il PSD raccomandi alle due di prendere una determinata decisione.

Egli ha poi aggiunto che “la discussione” ruota intorno a due atti amministrativi, redatti quattro anni fa, e si è detto convinto che Sevil Shhaideh e Rovana Plumb abbiano “rispettato le procedure correttamente”.

“In base all’esperienza delle signore, io sono convinto del fatto che abbiano avuto dei motivi e che abbiano rispettato le procedure correttamente, perché sono due ottimi ministri, con grande esperienza. Non credo che nessuno si azzardi, all’interno di un atto amministrativo, di una Decisione del Governo, a contraddire la legge in modo totale. (…) Io non posso dire se siano colpevoli o innocenti ma, tenendo presente l’esperienza delle signore, ho la convinzione che le signore non abbiano redatto… se fosse stato un ministro al primo mandato, senza esperienza, ci avrei pensato ma, tenendo conto della loro esperienza, sono convinto che i documenti siano stati redatti correttamente. È la mia opinione. Per ora, nessuno può parlare di colpevole o innocente, oltre a un giudice”, ha aggiunto il leader del PSD, a RFI.

 

Tariceanu: È una strategia di contrattacco della DNA per distogliere l’attenzione dai problemi dell’Istituzione, un ampio piano per screditare l’attuale Governo

 

 Dopo l’accusa mossa dalla Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) contro il vicepremier Shhaideh, nell’inchiesta Belina, il Presidente del Senato, Calin Popescu Tariceanu, venerdì sera, in un’intervista telefonica durante un programma TV, ha annunciato la strategia della coalizione e cosa succederà con Shhaideh e Rovana Plumb.

“Non ci saranno dimissioni nel Governo. Ne discuteremo lunedì, adesso siamo nel week-end. Siamo concentrati su un’altra problematica. Lunedì ci vedremo per discutere di altre cose”, ha affermato Calin Popescu Tariceanu venerdì sera, a Romania TV.

“La reazione della DNA, segue agli scandali che hanno messo in cattiva luce, tanto l’istituzione quanto la Kovesi. Qui possiamo tenere presenti alcune cose. Lo scandalo con il procuratore Negulescu, che ci ha raccontato un lato meno noto del modo in cui hanno agito i procuratori in Romania, alcuni procuratori della DNA e, naturalmente, l’aspetto legato alle informazioni apparse dopo i controlli svolti dalla sezione di Ispezione Giudiziale”, ha dichiarato Calin Popescu Tariceanu a Romania TV.

“Abbiamo visto tutti la lotta nel CSM, come si è tentato di decapitare la sezione di Ispezione Giudiziale. Tutto questo ha portato alla strategia di contrattacco della DNA, per come ci ha abituati Kovesi. Troveremo un po’ di ministri, faremo una manovra diversiva e nessuno si preoccuperà più dei problemi della DNA. Muoviamoci verso la zona politica. Questa è la strategia. Non so quante volte, dei ministri sono stati indagati per cose accadute diversi anni fa. Si tratta di un piano più grande per screditare la coalizione e l’intero Governo. Ci sono ministri indagati per aver assunto un autista. Alla DNA si assume dopo un colloquio, per simpatia, non tramite concorso. Si tratta di una lotta disperata per conservare l’influenza e il potere di un’istituzione. Ora questo formicaio è stato disturbato. Si tratta di un azione al di fuori della legge. Lasceremo alla Corte la decisione. Per l’OUG 13, le decisioni sono state prese senza equivoci. Noi riteniamo sia necessaria la netta separazione dei poteri. Tutto tornerà a posto. Questa linea di separazione ora è stata infranta. È una repubblica dei procuratori. Tra loro, alcuni si considerano superpotenze”, ha aggiunto il capo del Senato.

Questi ha continuato, precisando: “Non ho nessun dubbio che si tratti di una strategia. Non so quante volte, dei ministri sono stati indagati per cose accadute tantissimi anni fa. Quest’azione fa parte di un piano più ampio per discreditare l’attuale Governo. Mi dispiace che quanto accade sia un nuovo riflesso di un fenomeno di cui ho già parlato: una lotta disperata per mantenere il potere, accaparrato da alcune istituzioni forti della Romania. Qui esiste una responsabilità anche da parte del Presidente. Non può dire che tutto va bene. Ha l’obbligo di occuparsi con responsabilità del modo in cui quest’istituzione funzioni”, ha dichiarato il Presidente del Senato.

“Il bersaglio è innanzitutto il Parlamento. Quello che disturba più di tutto è il pacchetto di riforme delle leggi sulla Giustizia. È molto complicato indebolire il Parlamento, ci sono moltissimi parlamentari, esiste una maggioranza solida. È molto più semplice indebolire il Governo. Quello che posso garantirvi è che l’attuale maggioranza è consapevole di queste minacce. Tutti i colleghi sono estremamente solidali. Qualsiasi tentativo di rovesciamento politico delle elezioni 2016, a dispetto del sostegno esterno che cercano di ottenere e alcuni riescono a mobilitare, non riuscirà a cambiare la maggioranza e l’attuale Governo”, ha dichiarato Calin Popescu Tariceanu.

 

 

 

 

 

 

 

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