Iohannis: Dopo l’adozione della nuova Legge sull’Istruzione in Ucraina, ho annullato la visita programmata in ottobre. È un segnale di estrema durezza

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Il Presidente Klaus Iohannis, giovedì a New York, ha dichiarato alla stampa come, dopo l’adozione della nuova Legge sull’Istruzione in Ucraina, che limita l’insegnamento in lingua materna per le minoranze nazionali, abbia annullato la visita programmata nel mese di ottobre in questo paese, e di averlo comunicato direttamente al presidente Poroshenko, che ha incontrato all’Assemblea Generale dell’ONU. Iohannis ha sottolineato che il rinvio di una visita presidenziale, costituisca un segnale diplomatico “estremo, di estrema durezza”.

Alle domande dei giornalisti su quale sia la posizione assunta nei confronti della nuova Legge sull’Istruzione ucraina, il Presidente Iohannis ha affermato si tratti di un “argomento spiacevole”, precisando di avere un incontro in Ucraina, previsto per l’ottobre di quest’anno, e preparato in numerosi cicli di discussioni con il presidente ucraino Petro Poroshenko.

Iohannis ha spiegato che l’ultimo colloquio in merito alla visita sia avvenuto in occasione dell’incontro NATO di Bruxelles.

“Sono rimasto molto, molto spiacevolmente sorpreso dall’evoluzione del Parlamento ucraino che, senza annunciarlo ai partner, e noi siamo partner dell’Ucraina, ha promosso una legge che, a nostro parere, contravviene alle buone intenzioni reciproche e, in sostanza, se questa legge entrasse in vigore, limiterà drasticamente l’accesso delle minoranze a un’istruzione in lingua materna. E questo ci rattrista, abbiamo moltissimi romeni in Ucraina e posso dirvi, in anteprima, che il mio progetto di visita in Ucraina era in realtà quello di andare insieme nella zona della Bucovina ucraina, dove ci sono moltissimi romeni, per mostrare loro il nostro interesse”, ha continuato il capo dello stato.

Egli ha aggiunto che questa legge è arrivata in un momento assolutamente sbagliato, e l’intero approccio, a suo parere, andrebbe messo in discussione.

“Di conseguenza, quando ho saputo di questa legge, ho annullato la mia visita in Ucraina e ho annullato anche il ricevimento del Presidente del Parlamento, da me annunciato per la fine del mese di settembre, lanciando così un segnale diplomatico estremamente forte. Il rinvio di una visita presidenziale è un segnale diplomatico estremo, di estrema durezza”, ha affermato il Presidente Iohannis.

“Il caso ha voluto che incontrassi il Presidente Poroshenko nelle sale dell’ONU e, naturalmente ci siamo salutati, e gli ho detto brevemente queste cose. Gli ho anche detto direttamente che non ci sarà alcuna visita fino a quando non esisterà un progresso per questa legge sull’istruzione e quanto io sia spiacevolmente sorpreso da quest’evoluzione, soprattutto considerando l’apertura, per lo meno con me, ha lui sempre mostrato in merito ai romeni in Ucraina. Quindi, ho trasmesso la mia posizione tanto per via diplomatica quanto direttamente al Presidente Poroshenko. Ha continuato per la sua strada molto pensieroso e spero riusciremo ad avere un approccio che offra comunque ai romeni dell’Ucraina la possibilità di continuare a studiare in lingua romena”, ha aggiunto Klaus Iohannis.

La nuova Legge sull’Istruzione in Ucraina – che dovrà essere inviata al Presidente Poroshenko per essere promulgata – prevede l’introduzione progressiva di un nuovo sistema e, tramite questo, la sostituzione delle materie che s’insegnavano in lingua romena con discipline che saranno insegnate in ucraino. La prima fase della riforma avrà luogo il primo settembre del 2018 (riforma delle classi primarie e degli asili). L’insegnamento in lingua romena sarà mantenuto solo nelle classi primarie (1-4). Dall’1 settembre 2022, la riforma sarà realizzata anche nelle scuole medie, e nel 2027 in quelle superiori (9-12).

La riforma del sistema d’istruzione dell’Ucraina ha provocato un’ondata di critiche, e la comunità romena dell’Ucraina ha parlato di un processo di liquidazione delle scuole romene e dell’ucrainizzazione delle minoranze etniche. In questo senso, è stato firmato un appello per il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, affinché respinga questa legge, che potrebbe generare nuovi conflitti e instabilità nel paese.

I dati del Ministero degli Esteri ucraino mostrano come attualmente, in questo paese, vivano più di 400.000 persone di etnia romena, secondo TVR Modova.

Il Ministro degli Esteri, Teodor Melescanu, insieme ai suoi omologhi di Bulgaria, Grecia e Ungheria, ha inviato una lettera comune al Ministro degli Esteri ucraino, al Segretario Generale del Consiglio Europeo e all’Alto Commissario OSCE per le Minoranze Nazionali, in cui essi esprimono la loro preoccupazione rispetto alla recente adozione da parte della Rada Suprema del progetto di Legge sull’Istruzione in Ucraina e chiedono sia garantita la protezione dei diritti delle minoranze nazionali.

 

Kiev delusa dalla decisione del Presidente Iohannis di annullare la visita in Ucraina

 

I rappresentanti del Ministero degli Esteri di Kiev hanno espresso la loro delusione per la decisione del Presidente della Romania, Klaus Iohannis, di annullare la visita in Ucraina. Con l’annullamento della visita, il Presidente romeno ha inteso protestare contro l’adozione di una nuova legge sull’istruzione, che imporrebbe restrizioni all’insegnamento in lingua materna anche nelle scuole romene della regione di Cernauti, spiega Radio Free Europe/Radio Liberty.

Un portavoce del Ministero ucraino degli Esteri ha confermato l’annullamento della visita di Klaus Iohannis.

“Siamo delusi dal fatto che la parte romena non voglia un dialogo tra capi di stato”, si legge nella reazione del MAE ucraino.

 

Il Parlamento della Romania chiede all’Ucraina di risolvere la situazione dell’insegnamento in lingua madre per le minoranze

 

Durante la plenaria riunita mercoledì, il Parlamento ha adottato, con un certo numero di voti, una dichiarazione tramite cui richiede alle autorità di Kiev di risolvere rapidamente la situazione legata alla nuova legge sull’Istruzione, che limiterebbe il diritto all’istruzione in lingua madre per 400 mila romeni in Ucraina.

“Il Parlamento Romeno segue con preoccupazione e con la massima attenzione le evoluzioni generate dalla recente adozione nella Rada Suprema Ucraina della Legge sull’Istruzione 3419-D, che limita drasticamente il diritto all’educazione in lingua materna per l’etnia romena in Ucraina, e che ha destato in modo evidente profondo interesse e preoccupazione in Romania”, si mostra nel testo della dichiarazione.

I parlamentari hanno richiesto una “soluzione quanto più rapida possibile” dell’attuale situazione, “tramite un’azione in buona fede, che si volga nello spirito di cooperazione, esclusivamente tramite il dialogo e rispettando rigorosamente gli standard europei in materia di protezione delle minoranze nazionali, gli accordi multilaterali e bilaterali rilevanti, di cui anche l’Ucraina è parte”.

Il Legislativo di Bucarest ha ammonito Kiev su come, vietare il diritto delle minoranze all’insegnamento in lingua madre, possa rappresentare un ostacolo per l’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea.

“Il Parlamento rileva come la protezione, a livello di standard europei, dei diritti personali delle minoranze nazionali, specialmente della minoranza romena in Ucraina, che conta più di 400 mila persone, sia un fondamento della costruzione democratica nello spirito dei valori europei accolti dal popolo ucraino, senza i quali non è possibile, tra le altre, avanzare verso l’obiettivo dell’adesione all’UE, cui puntano le autorità ucraine”, si legge ancora nella dichiarazione.

Allo stesso tempo, i senatori romeni “richiedono e hanno fiducia nel fatto che la Rada Suprema assicurerà, in breve tempo, un quadro legislativo che garantisca la protezione dei diritti dei cittadini appartenenti alle minoranze nazionali dell’Ucraina, a partire dall’etnia romena di questo paese, riservando un’attenzione speciale a quelle linguistiche, e che rispetti quanto previsto dalle convenzioni internazionali rilevanti, specialmente quelle della Corte europea delle lingue regionali o minoritarie e le disposizioni della Convenzione quadro sulla protezione delle minoranze nazionali, con l’assistenza della Commissione Europea per la Democrazia attraverso il Diritto della Commissione Europea (Commissione di Venezia) e dell’Alto Commissariato per le Minoranze Nazionali dell’OSCE. All’interno di questo processo, consultare direttamente i rappresentanti autorizzati delle minoranze nazionali, principalmente dell’etnia romena in Ucraina, appare assolutamente opportuno e necessario”.

La plenaria del Parlamento ha approvato anche il viaggio in Ucraina di una delegazione di senatori e deputati per avviare un dialogo politico con le autorità ucraine competenti, allo scopo di risolvere in modo conforme agli standard europei la situazione apparsa dopo l’adozione della nuova Legge sull’Istruzione, da parte del Legislativo di Kiev.

 

Il Ministro Melescanu ha discusso con l’omologo ucraino della situazione nelle scuole con insegnamento in lingua romena

 

Il Ministro degli Esteri, Teodor Melescanu, martedì ha avuto un incontro con il suo omologo ucraino, durante la pausa dell’Assemblea Generale dell’ONU, occasione in cui l’ufficiale romeno ha espresso la propria preoccupazione per la situazione delle scuole ucraine con insegnamento il lingua romena.

“Il Ministro romeno ha espresso la propria preoccupazione per la situazione delle scuole ucraine in cui s’insegni in lingua romena, dopo l’adozione della nuova legge sull’istruzione. Il capo della diplomazia romena ha sottolineato la necessità di adottare delle misure atte ad assicurare il rispetto delle norme e degli standard internazionali in materia e, in questo senso, ha ricordato all’ufficiale ucraino che l’integrazione di nuove leggi dovrebbe avvenire tramite la consultazione delle comunità romene in Ucraina e delle autorità romene, affinché il livello e la qualità dell’istruzione in lingua romena non siano inficiati dalle nuove norme”, ha annunciato il Ministro degli Esteri (MAE) in un comunicato stampa.

In base alle sorse citate, i due ministri hanno passato in rassegna anche la situazione dell’Ucraina Orientale, compresa la prospettiva militare di un’eventuale missione internazionale per il mantenimento della pace e hanno concordato sul fatto che qualsiasi azione dovrà rispettare l’integrità territoriale dello stato ucraino.

 

Gorghiu: Il PNL chiede al Governo di stabilire un quadro di cooperazione con lo stato ucraino

 

Il Partito Nazional Liberale (PNL) richiede al Governo una soluzione che costituisca un quadro di cooperazione con lo stato ucraino, in seguito alle modifiche apportate dalla Rada Suprema di Kiev alla legge sull’istruzione, ha affermato mercoledì il senatore liberale, Alina Gorghiu.

“La Romania può anche assumersi la responsabilità di creare istruzione in lingua romena pagando i docenti, i manuali, i costi legati agli affitti, ma è necessario un accordo come quello di cui parlo, perché siano messe a disposizione aule nelle scuole già esistenti. Questa potrebbe essere una soluzione funzionale per lo meno a breve termine, fino a quando l’Ucraina non modificherà la legge in materia”, ha dichiarato Gorghiu durante la plenaria del Parlamento.

La stessa ha sottolineato come la dichiarazione sull’adozione della legge sull’istruzione in Ucraina, votata all’unanimità dal Parlamento mercoledì, rappresenti un “documento politico” nello spirito e nella lettera delle relazioni internazionali”.

“Il 31 agosto di quest’anno, come ogni anno, abbiamo celebrato la Giornata della Lingua Romena. Dopo poco è avvenuto il cambiamento legislativo in Ucraina, a seguito del quale si potrebbe arrivare, ed è questa la reale gravità, alla impossibilità di imparare ancora in lingua romena, in un paese in cui il numero dell’etnia romena supera le 400.000 persone. La conseguenza: la dichiarazione di oggi del Parlamento romeno. Si tratta di un documento politico, nello spirito e nella lettera delle relazioni internazionali. Bisogna dirlo chiaramente, la lingua romena non è mai stata nemica di nessuno. Nemmeno la scuola in lingua romena non è mai stata nemica di nessuno”, ha aggiunto Gorghiu.

La stessa ha ricordato come non sia passato troppo tempo da quando il presidente Poroshenko, che si rivolgeva direttamente in romena alla sua assistente, durante un evento a Cernauti, dichiarava come “la Bucovina «possa essere un esempio» da molti punti di vista, perché «da sempre» qui la gente parla lingue diverse, ha religioni diverse e così via”.

“Perciò, abbiamo grandi punti interrogativi ora sul perché, a dispetto di questi messaggi passati, le autorità di Kiev non si siano confrontate con trasparenza con i romeni dell’Ucraina, nel momento in cui questi cambiamenti legislativi siano stati proposti e poi realizzati in una legge. Ora, la soluzione per superare questa crisi non può essere che tornare al dialogo, evitare procedure prive di trasparenza e rispettare gli standard internazionali in merito ai diritti delle minoranze”, ha rilevato il senatore PNL.

Gorghiu ha sottolineato come il PNL intenda far parte della delegazione parlamentare romena in Ucraina, perché desidera avviare un dialogo con le autorità di Kiev e trovare una soluzione per la protezione del diritto all’insegnamento in lingua materna per l’etnia romena.

“La politica estera della Romania non cambia. È risaputo come il nostro paese sia un fattore di stabilità nella regione, uno stato con opzioni di politica estera e di sicurezza stabilite molto tempo fa e seguite con coerenza. Siamo e rimaniamo un partner dell’Ucraina rispetto alla decisione dei suoi cittadini, di seguire la strada verso l’integrazione in Europa. Possiamo comprendere, fino a un certo punto, le preoccupazioni che le autorità del paese vicino abbiano rispetto alla Russia, dopo l’annessione della Crimea e l’aggressione militare in Ucraina. Ma limitare i diritti delle minoranze non è una soluzione per rispondere a questo genere di provocazioni”, ha aggiunto Gorghiu.

A suo dire, i romeni in Ucraina sono “una minoranza fedele” allo stato ucraino.

“Che nessuno lo dimentichi: i romeni in Ucraina sono una minoranza fedele allo stato ucraino, hanno lottato, sono stati feriti e sono morti nella guerra dell’est dell’Ucraina, per difendere lo stato di cui sono cittadini. Il PNL crede che le soluzioni siano le stesse che hanno già portato buoni risultati per tutti i popoli e paesi dell’Europa: rafforzamento democratico, stato di diritto, economia di mercato, buone relazioni con i paese vicini, fair play con i partner. La Romania ha un dovere e un obbligo nei confronti di tutti i romeni nel mondo. Non intendiamo deluderli o ignorarli! Dobbiamo trattarli dignitosamente!”, ha concluso il senatore.

 

 

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