Le botte e i frustrati

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Un vicepresidente del Senato ha rischiato di essere massacrato di botte. Il suo assalitore, Mirel Palada, ex portavoce del premier Victor Ponta, ha scelto però il posto sbagliato per colpire il suo avversario politico: un talk show televisivo. Le reazioni politiche sono state diverse. Tra i socialdemocratici, solo l’ex premier ha denunciato l’affondo del suo amico, sociologo e docente. Alcuni si sono perfino congratulati con lui, come il capo del suo attuale partito. Il Partito Romania Unita è stato l’ultimo progetto politico di Sebastian Ghita, l’uomo dei tanti segreti, che probabilmente resterà ancora molto nella vicina Serbia, dove si è rifugiato. Lottatore di aikido, Mirel Palada ha lasciato, come Ghita, il suo vecchio partito per uno con un più spiccato spirito squadrista. L’autoritarismo di questo piccolo partito nazionalista, erede del Partito Grande Romania, dovrebbe preoccuparci, al di là del suo ultimo flop elettorale. Ma la lezione avvelenata di C.V. Tudor resta purtroppo viva tra i politici di oggi. Non solo tra i socialdemocratici, anche se tra loro, alcuni sono più bulli di molti altri. Non si tratta però solo di personalità impulsive, ma anche di un clima politico malsano, in cui la prepotenza di chi, o governa troppo o se ne infischia dell’elettorato, pesa su tutto il sistema. D’altronde non c’è da meravigliarsi. Dai primi mesi del nuovo governo socialdemocratico, i suoi politici hanno cercato di risolvere i loro problemi con la Giustizia e oggi non possono che odiare tutti coloro abbiano cercato di fermarli. Finora, proprio l’Unione Salvate la Romania è stato il suo più accanito oppositore. I liberali e i seguaci dell’ex presidente Basescu sono invece troppo legati alla vecchia politica, per rappresentare un vero pericolo per loro. Ma se l’attuale tentativo di salvarsi con l’aiuto delle istituzioni finisse male, c’è da aspettarsi un più violento confronto politico. Con eroi politici come Mirel Palada.

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