Anno scolastico nuovo, problemi vecchi: Più di 2,3 milioni di bambini sono tornati sui banchi di scuola

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Dopo una ben meritata vacanza estiva, lunedì scorso oltre 2,3 milioni di bambini romeni sono tornati all’asilo nido e a scuola.

Il Ministero dell’Istruzione di Bucarest ha preparato diverse modifiche, anche per quanto riguarda gli esami di maturità che, a partire da quest’anno, inizieranno molto prima. Più esattamente, le prove orali si terranno a febbraio, durante il secondo semestre, anziché a giugno, com’è successo finora. Inoltre, i professori potranno correggere da casa, on line, le prove scritte dei candidati all’esame di valutazione nazionale e all’esame di maturità. Il dicastero ha vietato tutti i materiali didattici ausiliari. Questi ultimi saranno rivisti e dovranno passare attraverso una nuova e complessa procedura d’autorizzazione quando una commissione, formata da rappresentati del Ministero, sindacati, genitori e allievi, formulerà le norme metodologiche.

La legge sull’insegnamento prevede, allo stesso tempo, che il numero ottimo di bambini in una classe sia di 15 all’asilo nido, di 20 nelle scuole elementari e di 25 nelle scuole medie e al liceo. È il numero che si ritrova, del resto, in tutti i sistemi d’insegnamento europei. 36 bambini in una classe, com’è stato finora, un curriculum molto denso e libri di testo controversi hanno contribuito, nel tempo, al fallimento del sistema educativo romeno, come ha rilevato anche la più recente valutazione internazionale PISA: la Romania si piazza 48esima tra 72 Paesi al capitolo “bambini che odiano andare a scuola”.

Come negli anni precedenti, l’inizio delle lezioni rappresenta una provocazione per alunni e docenti. In altre parole, anno dopo anno, quando inizia la scuola, è valido il detto: “Anno nuovo, problemi vecchi”. Troppe scuole non hanno le autorizzazioni d’agibilità necessarie, non raggiungono le condizioni minime di igiene e sicurezza, alcune altre migliaia sono in costruzione. Il numero di nessun manuale è sufficiente per tutti gli alunni.

Il Ministro dell’Istruzione, Liviu Pop, in una conferenza stampa alla fine del mese scorso, annunciava che nella Romania del 2017, su un totale di 31.297 strutture scolastiche, solo 19.566 hanno autorizzazioni sanitarie, 452 hanno autorizzazioni ambientali e 2.261 hanno autorizzazioni antincendio. Accanto a queste, circa 2.500 strutture sono in ristrutturazione, motivo per cui gli alunni che le avrebbero frequentate, dovranno seguire le lezioni in altre strutture, in cui è stato possibile trovare gli spazi per i corsi in questione.

Una storia senza fine: La mancanza dei manuali

E poiché è impossibile che un inizio d’anno scolastico non sia segnato dallo “scandalo della mancanza dei manuali”, anche quest’anno scolastico 2017-2018 è iniziato con diversi problemi per gli studenti della V classe che, nel primo mese di scuola, non avranno alcun manuale ma solo una guida! “L’anno scorso, a novembre, i programmi scolastici per la V classe sarebbero dovuti essere portati a termine ma il Governo Tecnocratico non li ha fatti, li ha trascinati fino a marzo dell’anno successivo, e a marzo, quando si poteva prendere una decisione per risolvere il problema, non abbiamo preso nessuna decisione, a causa della disinformazione all’interno del Ministero dell’Istruzione”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione, Liviu Pop, al Premier Mihai Tudose.

Il Presidente Iohannis: Credo in una visione a lungo termine sull’istruzione

Presente all’apertura dell’anno scolastico in un prestigioso liceo della capitale, il Collegio Nazionale “Gheorghe Sincai”, il Presidente romeno Klaus Iohannis ha sottolineato una cosa detta spesso in passato: sembra che, ogni volta, l’inizio dell’anno scolastico colga alcuni di sorpresa. Ogni Governo alza le spalle e addita il precedente. Ma così le cose non possono migliorare. Stando al capo dello stato, a sua volta ex insegnante, la Legge sull’Istruzione non deve più essere un puzzle, i cui pezzi cambiano continuamente, fino a perdere l’immagine d’insieme. La costruzione di una Romania istruita non si può fare in assenza di un sistema d’insegnamento che abbia un percorso prevedibile, al centro del quale si trovi l’allievo.

Klaus Iohannis ha spiegato come il progetto avviato a Palazzo Cotroceni, “Romania educata”, rimanga una priorità, che intende creare un sistema d’insegnamento basato su un percorso prevedibile e che mantenga l’alunno al centro.

“Credo in una visione a lungo termine dell’istruzione, da costruire grazie alla partecipazione di quanti siano in essa implicati. Perciò, abbiamo creato gruppi di lavoro che hanno compreso i rappresentati dei quadri didattici, come anche i genitori e gli studenti, insieme a esperti, rappresentanti della società civile e dell’ambito privato. Il progetto nazionale «Romania educata» si sviluppa al di là delle voci stridenti, degli scandali, delle polemiche sterili, mettendo insieme tutti coloro che siano in grado di dare una mano, in modo costruttivo, professionista e soprattutto coerente”, ha aggiunto Iohannis.

Il Presidente ha invitato i genitori a incoraggiare i figli, affinché sviluppino il proprio potenziale, a stargli accanto e ad aiutarli a diventare adulti responsabili e implicati, spiegando loro che la possibilità di migliorare la Romania risiede nella loro capacità di cambiare il mondo secondo le loro idee.

“Cari alunni, l’anno a venire sarà molto pieno per voi. Un anno in cui farete ancora un passo avanti verso lmaturità. Però, oltre il programma scolastico, cercate di svilupparvi su quanti più piani possibili! Non esitate ad allargare i vostri orizzonti, a mettere insieme quello che imparate a scuola con i vostri interessi e hobby! Siate tolleranti, aperti al nuovo, creativi e autonomi nell’imparare! Prendete coscienza dell’importanza dei diritti di cui disponete, come anche dei doveri da cittadino! È il vostro mondo ed è tempo che iniziate a scoprirlo e a comprenderlo, costruendo la vostra personalità e il vostro sistema di valori. Il futuro è nelle vostre mani e v’invito ad andare avanti per abbracciarlo”, ha detto il Presidente agli alunni.

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