Presentazione ufficiale della campagna a favore della candidatura della Romania per il ricollocamento dell’Agenzia Europea per i Medicinali

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Che possibilità ha Bucarest di ospitare l’EMA?

Il Sindaco Firea: Bucarest è preparata da tutti i punti di vista per accogliere i dipendenti EMA

Venerdì, in occasione della presentazione della campagna che promuove la candidatura della Romania per il ricollocamento dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), il Sindaco generale della Capitale, Gabriela Firea, ha dichiarato che Bucarest sarebbe pronta da tutti i punti di vista per accogliere i dipendenti dell’Agenzia.

“Non è un segreto per nessuno che la città di Bucarest sia in pieno sviluppo, che sia una città dinamica, giovane, che si riscopre ogni giorno. Allo stesso modo, voglio mettere in evidenza il fatto che per ogni dipendente dell’Agenzia per i Medicinali saranno di estrema importanza tanto le condizioni di lavoro che avrà a Bucarest, quanto soprattutto – lo sottolineerei come madre, moglie, donna – il benessere delle famiglie dei dipendenti dell’Agenzia per i Medicinali. La città di Bucarest è una città estremamente amichevole con le famiglie, la città di Bucarest è una sola, possiamo garantire la sicurezza di tutti i cittadini, che si tratti dei romeni o dei cittadini stranieri che vengono a farci visita in numero sempre maggiore. Esiste un’ottima collaborazione tra le istituzioni che garantiscono la sicurezza dei cittadini e che fanno parte del Ministero degli Interni o della Polizia Locale del Municipio di Bucarest e dei sei settori della Capitale”, ha dichiarato il Sindaco generale.

La stessa ha poi aggiunto di avere grande fiducia nel sostegno che la Romania riceverà e si è detta convinta che gli argomenti del nostro paese siano “imbattibili”.

“È davvero triste che sebbene ci siano molti, numerosi europei a sostenerci – come anche i romeni – proprio alcuni romeni, per motivi impossibili da analizzare in questo contesto ufficiale, cerchino di creare problemi alla Romania in questa candidatura, ed è per questo che desidero servirmi di quest’occasione per affermare ancora una volta che Bucarest è pronta da tutti i punti di vista: sicurezza, infrastrutture, trasporto, educazione, sanità, cultura, tempo libero, protezione dell’ambiente, per accogliere a braccia aperte e professioniste i dipendenti dell’Agenzia Europea per i Medicinali e, lo sottolineo, le loro famiglie”, ha affermato ella.

Il Sindaco generale ha dichiarato che a Bucarest esistono più di 20 ospedali, decine di cliniche statali e private, con medici “straordinari, che ricevono offerte ogni ora, ogni giorno, per lavorare all’estero, proprio perché sono ben preparati”, e che la scuola romena di medicina è di alto rendimento ed è apprezzata in tutta l’Europa. Firea ha poi aggiunto che a Bucarest esiste un grandissimo centro universitario, con oltre 25.000 studenti, e anche centinaia di scuole pubbliche e private, centinaia di asili e nidi.

“È un elemento essenziale per qualsiasi istituzione che rispetti i propri dipendenti, l’esistenza di garanzie sull’ambito educativo. Allo stesso modo, in ambito culturale credo siamo a livelli di eccellenza, perché sempre a Bucarest esiste l’Ateneo Romeno, il Teatro Nazionale, oltre 20 teatri di stato e indipendenti. E non ultimo, credo che per i weekend o il relax, il Centro Vecchio della Capitale sia estremamente apprezzato da tutti i turisti stranieri che vengono a Bucarest. Come  anche da tutti i dipendenti delle grandi compagnie, che vivono a Bucarest per alcuni anni”, ha precisato.

In merito all’infrastruttura del municipio di Bucarest, Gabriela Firea ha garantito che “il budget maggiore di cui dispone il Municipio della Capitale è indirizzato” allo sviluppo di questo settore. “Abbiamo già molti contratti in fase avanzata, con studi di fattibilità realizzati, contratti già firmati e ordini d’avvio di lavori per la costruzione di sottopassaggi, passerelle, estensioni e allargamenti delle arterie stradali”, ha menzionato il Sindaco di Bucarest.

Brexit: 20 città europee aspirano a ospitare la sede centrale dell’EMA. Tra le altre, Amsterdam, Atene, Barcellona, Bratislava, Bruxelles, Stoccolma e Vienna. La decisione finale a novembre

La sfida del post Brexit comincia dalle Agenzie europee e da quella per i Medicinali, su cui scommette Milano e il governo italiano. Il Consiglio europeo ha ricevuto 27 proposte relative a 23 città per ospitare l’Ema e anche l’Autorità bancaria europea (EBA), attualmente con base nel Regno Unito.

Nelle prossime settimane, la Commissione Europea approverà le linee guida per la scelta della nuova sede dell’EMA. Un documento corposo (circa 80 pagine) che definirà nei dettagli i criteri di valutazione. Dal modo in cui saranno scritti questi criteri, sarà possibile capire meglio quale città avrà le maggiori probabilità di diventare la nuova casa dell’Agenzia e dei suoi 900 dipendenti.

La Commissione europea pubblicherà una valutazione delle offerte entro il 30 settembre, basandosi sui criteri sanciti dai 27 nel Consiglio europeo di giugno. La decisione finale sarà presa a novembre con un voto dei 27 a latere del Consiglio Affari Generali.

Per l’EMA, oltre a Milano, sono in corsa Amsterdam, Atene, Barcellona, Bonn, Bratislava, Bruxelles, Bucarest, Copenaghen, Dublino, Helsinki, Lille, Milano, Porto, Sofia, Stoccolma, Malta, Vienna, Varsavia e Zagabria. Per l’EBA Bruxelles, Dublino, Vienna e Varsavia (candidate anche per l’Agenzia per i Medicinali), Francoforte, Parigi, Praga e Lussemburgo. I sei criteri concordati dai 27 Stati membri lo scorso giugno sono: il fornire garanzie che l’agenzia sia operativa nel momento in cui il Regno Unito lascerà l’UE, l’accessibilità della nuova sede, l’esistenza di scuole per i figli del personale, l’accesso al mercato del lavoro e all’assistenza sanitaria per le famiglie del personale, la continuità operativa e la distribuzione geografica. Tutti punti di forza su cui Milano ha costruito il suo dossier e il suo spot per la candidatura, affidata a un commissario speciale, Enzo Moavero, nominato dal governo, che per portare l’EMA in casa  ha stanziato 50 milioni di euro e messo al lavoro una task force di 100 esperti.

KPMG ha confrontato 16 città europee mettendo Parigi al primo posto, seguita da Copenaghen e Stoccolma. Milano è 14esima.

La scelta della nuova sede dell’EMA appare ancora apertissima, secondo una recente analisi di KPMG.

Sullo sfondo s’intravede una battaglia tra i paesi del Nord Europa (che vogliono portarla ad Amsterdam, Stoccolma o Copenaghen) e quelli del sud (con Milano e Madrid in pole position) mentre Francia e Germania appaiono meno interessate. Nelle ultime settimane, all’interno dell’Agenzia ha suscitato molto interesse la candidatura di Amsterdam, mentre quella di Milano si sta facendo apprezzare per il modo compatto con cui le istituzioni coinvolte (dal Comune di Milano al Governo) si stanno adoperando.

Gli esperti della KPMG hanno preso in considerazione 16 città europee, confrontandole su un certo numero di parametri, tra cui la qualità della vita, la stabilità politica, le infrastrutture e l’importanza del settore farmaceutico locale. La classifica finale vede Parigi al primo posto (con 63 punti su un massimo possibile di 80), seguita da Copenaghen (62), Stoccolma (57), Monaco (57), Amsterdam (55) e Berlino (55). La città candidata dall’Italia, Milano, è relegata al terzultimo posto, con un punteggio complessivo di 38.

“Parigi, Copenaghen, Stoccolma, Monaco di Baviera, Amsterdam e Berlino offrono tutte condizioni di lavoro eccellenti per il personale dell’EMA. Inoltre, sono luoghi molto piacevoli in cui vivere, con un’istruzione di alta qualità per i bambini, nonché opportunità di lavoro abbondanti e attraenti per i coniugi” si legge nel rapporto. Il terzo e ultimo gruppo di città (in cui Milano appare insieme a Madrid, Lisbona e Roma) “offre condizioni di vita piacevoli” è scritto nel rapporto, ma lo spostamento in una di queste città “potrebbe comportare uno sforzo supplementare per garantire trasferimenti regolari e senza interruzioni di lavoro“.

Milano ottiene punteggi particolarmente bassi sulla qualità della vita (peggio della capitale lombarda soltanto Roma) e sulla stabilità politica e sociale: qui lo studio della KPMG punta il dito sulla corruzione (l’Italia è al 60esimo posto su 167 paesi nell’indice Transparency Global Anti-corruption). Migliore invece il giudizio sull’ampiezza e la dinamicità del distretto farmaceutico locale (qui Milano ha un punteggio superiore a quello di Amsterdam) e sulle infrastrutture, considerate alle pari con quelle di Copenaghen e migliori di Stoccolma.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala: “Speriamo non ci siano accordi sottobanco”.

Quanto alle possibilità di portare a Milano l’EMA, il sindaco Giuseppe Sala dichiara: “È difficile stabilire quante chance abbia Milano, certamente il dossier è molto buono. Se è una questione politica, e a questo punto lo sarà, credo che il nostro governo debba far valere il peso dell’Italia. Se riuscissimo a portare a casa l’EMA sarebbe una vittoria di Milano, della Lombardia e del governo. Sono certo che Gentiloni lo sa, ma insisterò molto su quest’aspetto”.

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