Nuovo scandalo diplomatico tra Ungheria e Romania: Il pomo della discordia, la sospensione dell’attività di un liceo confessionale di Targu Mures

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La sospensione dell’attività di un collegio confessionale ungherese nel cuore della Romania, la cui attività non rispetterebbe tutti i criteri legali, ha infiammato la settimana scorsa il dialogo politico tra Bucarest e Budapest.

L’attività del liceo è stata sospesa perché, dal punto di vista giuridico, esso non dovrebbe più esistere, in seguito a una decisione giudiziaria definitiva.

Tutte le istituzioni scolastiche romene devono rispettare senza eccezioni la legge romena, non applicata in modo discriminatorio in base a criteri etnici, religiosi o di altra natura. Lo sostiene il Ministero romeno degli Esteri (MAE), dopo le critiche ricevute dall’Ungheria per la sospensione dell’attività di un liceo nella città di Targu Mures.

Secondo il MAE, qualsiasi tentativo di presentare la situazione la Liceo Romano-Cattolico di Targu Mures come un caso di mancato rispetto dei diritti delle persone appartenenti alle minoranze nazionali è contraria alla realtà, perché ci sono altre numerose istituzioni d’insegnamento a confermare il fatto che lo stato romeno assicuri, ai più alti standard, il diritto all’educazione in lingua materna per la minoranza ungherese. L’ambasciatore della Romania in Ungheria, Marius Gabriel Lazurca, è stato convocato per fornire spiegazioni al Ministero ungherese degli Esteri. D’altra parte, il segretario di stato nel Ministero ungherese degli Esteri, Levente Magyar, ha dichiarato che il governo di Budapest negherà per un periodo indeterminato il proprio sostegno a favore della candidatura della Romania presso diverse organizzazioni internazionali, come l’Organizzazione per Cooperazione e Sviluppo Economico.

Siamo costernati, ha dichiarato Magyar, del fatto che, il giorno successivo alla visita a Bucarest del capo della diplomazia ungherese, Péter Szijjártó, le autorità romene abbiano chiaramente affermato che sospenderanno il funzionamento del Ginnasio Romano-Cattolico di Targu Mures (centro). Quest’atteggiamento è considerato dall’Ungheria un attacco alla Chiesa Cattolica, alla minoranza ungherese, ai bambini e alle famiglie ungheresi – ha concluso l’esponente di Budapest, con una veemenza insolita nel dialogo diplomatico romeno-ungherese degli ultimi anni.

Gli analisti di politica estera considerano l’annuncio di Budapest ancora più ostile e inopportuno, nel contesto in cui, lunedì scorso, il ministro Teodor Melescanu presentava al segretario generale dell’OCDE, Angel Gurria, i vantaggi della candidatura della Romania, puntando sulla determinazione politica e sull’adempimento dei criteri di valutazione stabiliti dall’organizzazione.

Ben più ponderata, la replica di Bucarest è arrivata subito: il Ministero degli Esteri ha trasmesso un comunicato in cui ritiene che la posizione del governo di Budapest sia legata alla campagna elettorale in Ungheria. Qualsiasi istituzione d’insegnamento romeno, senza alcuna eccezione, dovrà rispettare la legge romena che non è applicata in maniera discriminatoria, in base a criteri etnici, religiosi o di altro tipo – ha precisato la diplomazia di Bucarest. Stando al Ministero, qualsiasi tentativo di presentare la situazione del Liceo Romano-Cattolico di Targu Mures come un esempio della violazione dei diritti delle persone appartenenti alle minoranze nazionali è contrario alla realtà, perché esistono numerosi altri esempi di istituzioni scolastiche che dimostrano come lo Stato romeno garantisca, ai più alti standard, il diritto all’educazione per la minoranza ungherese nella propria madrelingua.

Tudose: Non credo che l’Ungheria voglia deteriorare fino a questo punto la relazione diplomatica con noi

Il Premier Tudose, mercoledì ad Antena 3, ha dichiarato come le autorità romene intendano spiegare alla parte magiara che, in merito al Liceo Romano-Cattolico, si tratta di un problema di Giustizia e di un errore di comunicazione e d’approccio da parte del consiglio locale, e di non credere che l’Ungheria rovinerà le relazioni “fino a questo punto”.

“Cerchiamo di guardare anche alla qualità di chi trasmette dall’Ungheria – un segretario di stato. Dal punto di vista diplomatico questo significa che chiunque in qualsiasi momento potrebbe dire – guarda cos’ha detto quello… Io non credo che l’Ungheria voglia deteriorare fino a questo punto le relazioni diplomatiche con noi e gli interessi economici comuni, perché non siamo solo noi ad avere interessi economici in Ungheria, anche i signori ne hanno qui”, ha dichiarato il Premier Mihai Tudose per Antena 3.

Egli ha inoltre affermato di fare affidamento sulla possibilità di un dialogo con le autorità ungheresi. “Non si tratta di una guerra, o che abbiamo problemi con una minoranza etnica o religiosa. Inoltre, la Romania è un esempio nel mondo in materia di tolleranza religiosa, etnica e di qualsiasi altra natura. Questa fiammata si è prodotta ora, quando inizia l’anno scolastico e i bambini non sanno, è una situazione incerta, se iscriversi o meno in quel liceo”, ha aggiunto Tudose.

Il Primo Ministro ha mostrato come la situazione di Targu Mures sia apparsa a causa di errori amministrativi, e non perché lo stato romeno sia contrario all’istituzioni di unità scolastiche per le minoranze nazionali o religiose. “L’anno scorso, la comunità magiara ha voluto istituire un liceo in collaborazione con la Chiesa Cattolica. Fin qui tutto bene, in Romania abbiamo numerosi licei confessionali, di tutte le nazionalità. Una svista o un errore – all’interno di una delibera del Consiglio Locale, giacché in Romania le scuole sono istituite tramite le decisioni dei Consigli Locali, una decisione tramite cui si stabilisce che il Consiglio è d’accordo con l’istituzione della scuola, e non che decide la costituzione della scuola. Da qui la confusione. Ci sono stati sopralluoghi, pubblici ministeri, sono state chiamate persone per audizioni, un intero spettacolo”, ha affermato Tudose.

Mihai Tudose ha precisato di aver chiesto ai Ministri degli Esteri e dell’Educazione di offrire spiegazioni per la situazione creatasi al Liceo Romano-Cattolico.

“Il Ministro degli Esteri ungherese ha chiamato l’ambasciatore per avere spiegazioni. Capisco gli siano state offerte delle spiegazioni. Ho parlato con il Ministro degli Esteri, con il Ministro dell’Educazione perché spiegassero esattamente cosa succede, che non si tratta di un’azione condotta dalla Stato e che non abbiamo nulla in contrario. Poi è apparso il Ministro degli Esteri con un comunicato, il nostro Ministro degli Esteri con un comunicato ed ecco che il conflitto è andato avanti. Io non credo, spero, che lo stato ungherese giochi a questo livello e credo, in effetti, si tratti di un’interpretazione leggermente errata, del genere «voi avete bisogno di noi per le relazioni diplomatiche e le negoziazioni, voi – Romania – avete bisogno del nostro sostegno in determinate attività e mentre avete bisogno di noi ci create problemi con i cittadini di etnia magiara che si trovano sul territorio della Romania». Non credo che le cose vadano per il verso giusto e, in base alle spiegazioni, domani mattina cercherò si chiarire esattamente cosa succede, che si tratta di un problema di Giustizia, un errore di comunicazione o di approccio sbagliato del Consiglio Locale”, ha aggiunto il Premier Tudose.

“Le autorità romene intendono identificare delle soluzioni che assicurino un dialogo realmente interculturale, atto a promuovere la tolleranza e una buona convivenza interetnica nella società romena, in cui sia assicurata una buona integrazione dei cittadini romeni, a prescindere dall’etnia, nella società romena. Allo stesso tempo, è necessario tenere presente che qualsiasi istituto d’istruzione romeno è tenuto a rispettare senza eccezioni le regole romene, che non sono applicate in modo discriminatorio in base a criteri etnici, religiosi o di altra natura”, appare nel comunicato reso pubblico mercoledì dal MAE, in seguito alla convocazione dell’ambasciatore romeno al Ministero degli Esterni ungherese.

Il MAE ricorda l’impossibilità di intervenire nelle decisioni prese dagli organi giurisdizionali romeni e ritiene che l’argomento legato all’attività del liceo sia abbordato in Ungheria da una prospettiva elettorale. “Alle autorità romene rincresce la trasformazione di quest’argomento, che non intacca in nessun modo il diritto all’educazione scolastica per la minoranza magiara della Romania o per le persone di confessione romano-cattolica della Romania, in un tema della campagna elettorale ungherese e il fatto che sia sacrificato, in nome di interessi politici, il diritto degli alunni a un insegnamento di qualità, conforme alle maggiori norme applicate”, si legge nel documento citato.

Il capo dell’Esecutivo considera la reazione del MAE eccessiva e troppo dura, è ottimista riguardo alla risoluzione della crisi con l’Ungheria

Giovedì, durante un’intervista per Digi24, il Premier Mihai Tudose ha criticato la reazione avuta dal Ministero degli Esteri di Bucarest nello scandalo diplomatico con l’Ungheria, legato allo smantellamento del Liceo Teologico Romano-Cattolico di Targu Mures.

Il Premier ritiene che la reazione del MAE sia stata esagerata ed eccessivamente dura e, giunta così rapidamente, è stata “più da Ministero dello Sport, più simile a un incontro di box: colpisci tu, colpisco anch’io”.

Il Premier ritiene ancora che il messaggio di Bucarest sia solo un esercizio retorico. “Ho letto in un’altra chiave il messaggio dell’Ungheria. Proveniva da un segretario di stato. Un messaggio di tale importanza non viene da parte di un segretario di stato. Questo è stato forse un punto d’incomprensione e di inasprimento” ha affermato il Premier.

“Non mi sembra che il MAE romeno sia in una posizione troppo felice”, ha aggiunto, sottolineando il fatto anche che la risposta di Bucarest sarebbe dovuta essere da parte di un segretario di stato.

Il capo dell’Esecutivo ritiene che la reazione del MAE contribuisca “all’esasperazione di una situazione che non porta a nulla di buono”.

Mihai Tudose è ottimista in merito alla risoluzione della crisi con l’Ungheria, e anche il Ministro dell’Educazione gli ha confermato di intravedere delle soluzioni. “Non si tratta di un liceo che non è più attivo perché ci sono alunni di altre etnie. In Romania abbiamo unità scolastiche dedicate alle altre etnie o agli altri culti religiosi. Da me, a Braila, è attiva una scuola greca”, ha mostrato Mihai Tudose.

Il Premier considera lo scandalo “l’esasperazione di una situazione che si è impigliata da qualche parte nel processo burocratico. Credo sia una questione fuori posto o che qualcuno voglia agitare le acque, aizzare qualcuno”, ha dichiarato Mihai Tudose a Digi24.

Alla domanda su cosa più esattamente abbia da rimproverare al Ministro degli Esteri o al Ministero degli Esteri romeno, il Premier ha precisato di essere stato disturbato dal fatto che la diplomazia di Bucarest abbia “risposto troppo rapidamente e in modo troppo duro al comunicato del MAE ungherese. Capisco che siano loro a rappresentare l’essenza della diplomazia. (La reazione – N.d.R.) è stata più adatta a un Ministero dello Sport, più simile a un incontro di box. Colpisci tu, colpisco anch’io”, ha affermato Mihai Tudose.

“Io dico che andrà tutto bene. Voglio dire, le reazioni infiammate artificialmente si calmeranno”, ha concluso il capo dell’Esecutivo, che si è dichiarato convinto del fatto che l’Ungheria non voterà contro l’adesione della Romania all’OCDE.

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