La stagione degli stupri

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Purtroppo in Italia sembra si sia inaugurata la stagione degli stupri. Di quelli sulla bocca di tutti. Prima quello di Rimini, per opera di un branco di giovani stranieri, tra cui tre minorenni. Poi quello di Firenze, in cui due carabinieri avrebbero approfittato di due studentesse americane ubriache. Si tratta solo di due casi tra moltissimi altri. Dopo il primo, la destra si è scatenata contro le politiche favorevoli all’immigrazione. Sono spuntati anche vecchi manifesti di propaganda fascista contro gli stupri commessi dai soldati neri. Ma probabilmente, Matteo Salvini non chiederà la castrazione chimica anche per i carabinieri stupratori di Firenze. Dunque, oltre agli orrendi fatti di violenza sessuale, c’è solo tanta retorica politica, che serve ad avvelenare ancora di più il clima sociale. Intanto il problema serio della sicurezza resta in fase acuta. E se guardiamo ai dati, al primo posto tra gli stupratori stranieri ci sono i romeni. Perché sono loro il più numeroso gruppo di stranieri in Italia, e non c’è tanto da meravigliarsi per questo triste primato. Se alcuni parlano di differenze culturali, come determinanti per un aumento delle violenze sessuali, l’argomento e tanto più debole quando si tratta di europei cristiani come i romeni. E se adesso se ne parla ancora poco in Romania, non è escluso che a breve la situazione cambierà. Perché la nuova rotta dei migranti è quella del Mar Nero. Quando il numero degli irregolari crescerà, non è escluso si parlerà anche qui di sicurezza, un po’ come in Italia. Scordando il numero molto alto degli stupratori romeni. Conta poco che si tratti di italiani, romeni o africani: la differenza che conta è tra brava gente e farabutti. A volte le apparenze ingannano, come nel caso dei carabinieri di Firenze. Ma la realtà bisogna guardarla in faccia: il rischio di stupro è molto più alto tra i migranti che tra i carabinieri. Per questo servono al più presto politiche di sicurezza migliori.

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