IJ: Tre procuratori DNA sotto inchiesta disciplinare per il modo in cui hanno condotto l’inchiesta sulla OUG 13

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Gli stessi sono accusati di “esercitare con grave negligenza”

La sezione d’Ispezione Giudiziale (IJ) mercoledì ha annunciato di aver avviato un procedimento disciplinare contro i procuratori della DNA Marius Bulancea, Paul Dumitru e Jean Uncheselu, accusati di “esercitare con grave negligenza”, all’interno dell’inchiesta in cui hanno indagato la modalità d’adozione dell’Ordinanza d’Urgenza del Governo (OUG) 13.

Il giorno prima, la sezione d’Ispezione Giudiziale annunciava l’avvio di una procedura disciplinare per i procuratori Marius Bogdan Bulancea – procuratore capo di sezione, Paul Silviu Dumitru – procuratore capo di sezione aggiunto e Jean Nicolae Uncheselu della Struttura centrale della Direzione Nazionale Anticorruzione, per “esercitare con grave negligenza”.

La sezione d’Ispezione Giudiziale fornisce motivazioni secondo cui, a causa della condotta adottata dal procuratore capo di sezione e dal procuratore capo di sezione aggiunto, in merito alla registrazione della denuncia formulata il 31 gennaio e all’apertura di un’inchiesta sull’Ordinanza 13, prima del completamento della denuncia con elementi nuovi di natura tale da necessitare le competenze della DNA, “sono state violate le disposizioni all’art. 294, par. 1 e 3 del Codice di procedura penale (CPP), all’art. 58, par. 1 e 2 del CPP, le disposizioni procedurali della Legge n. 78/2000 e della Legge n. 115/1999, con riferimento a quanto previsto all’art. 3, par. 1, lett. a, all’art. 13 e all’art. 24 del OUG n. 43/2002, con modifiche ulteriori”.

“Il mancato rispetto delle norme di diritto processuale nello svolgimento dei compiti imposti dall’organo giudiziario, da una parte, la decisione d’archiviazione senza svolgere indagini penali, come conseguenza dell’incidenza di alcuni tra i casi che impedivano l’esercizio dell’azione penale e, d’altra parte, il fatto di non disporre l’avvio di indagini penali in merito ai fatti, poiché tutti i fatti reclamati in causa riguardavano in realtà aspetti legati della procedura di adozione di un atto normativo, vale a dire di opportunità e legalità che non rientrano nell’area di controllo degli organi di indagine penale, a prescindere dall’inquadramento giuridico stabilito dal procuratore (art. 294, par. 3 del CPP e art. 315, par. 1, lett. b dello stesso codice, e art. 305, par. 1 del CPP)”, spiega la sezione d’Ispezione Giudiziale.

Allo stesso tempo, gli ispettori giudiziali mostrano come il procuratore Marius Bogdan Bulancea abbia violato le disposizioni all’art. 304, par. 2 in riferimento alle disposizioni al par. 1 CPP, in merito allo svolgimento di indagini penali all’interno di un inchiesta (in relazione alla designazione di un secondo procuratore del caso e alla firma di numerose comunicazione redatta nel caso e trasmesse ad altre istituzioni, il cui argomento erano richieste avanzate ad altri procuratori di caso, nell’interesse dell’indagine penale svolta) e al mancato esercizio d’ufficio delle attribuzioni legate all’invalidità delle azioni e delle misure prese dai procuratori di caso, nel mancato rispetto delle disposizioni legali.

Nel rapporto IJ è inoltre menzionato come l’effetto sia stato quello di violare gravemente il principio della separazione dei poteri dello stato, da parte dei tre procuratori DNA, che “si sono considerati competenti nel verificare l’opportunità, il rispetto delle procedure legislative e, in modo implicito, la legalità dell’adozione dell’Ordinanza d’Urgenza del Governo”.

Secondo la fonte citata, un’altra conseguenza sarebbe stato il deterioramento della fiducia e del rispetto dell’opinione pubblica nei confronti della magistratura, screditando di conseguenza l’immagine della giustizia come pubblico servizio, in rapporto al fatto che, tenendo presente il comportamento dei procuratori sotto inchiesta, concretizzatosi nella violazione nelle norme di procedura penale citate, sia stato riconosciuto da parte della Corte Costituzionale, tramite la stessa decisione, come il Pubblico Ministero sia andato non solo oltre i compiti previsti dalla Costituzione e dalla legge, ma si sia arrogata attribuzioni che appartengono alla Corte o al potere legislativo.

La sezione d’Ispezione Giudiziale afferma inoltre che l’azione disciplinare a carico dei tre procuratori sia stata inviata alla Sezione disciplinare per procuratori del Consiglio Superiore della Magistratura, che si esprimerà in merito alla responsabilità dei magistrati.

Il dossier riguardante l’OUG 13 è stato concluso il 26 giugno dagli inquirenti della Procura dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, in base alla sentenza pronunciata dalla Corte Costituzionale a seguito della notifica sull’esistenza di un conflitto giuridico di natura costituzionale tra Governo e DNA.

Nell’inchiesta sull’OUG 13 di modifica dei codici penali, il 24 febbraio i procuratori DNA hanno disposto l’archiviazione del caso, il cui oggetto era la violazione prevista all’articolo 13 della Legge 78/2000, vale a dire l’uso di influenza o di autorità come persona che svolga una funzione di direzione all’interno di un partito, allo scopo di ottenere, per sé o per altri, denaro, beni o altri vantaggi indebiti.

Gli inquirenti hanno deciso per tanto la separazione e la declinazione alla Procura dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, per la risoluzione del caso di cinque reati: favoreggiamento del colpevole; presentazione in malafede di dati inesatti al Parlamento e al Presidente della Romania, in merito all’attività del suo Governo o di un ministero, per nascondere il compimento di fatti di tale natura da ledere gli interessi dello stato (previsto e sanzionato dalla Legge115/1999 – di responsabilità ministeriale); sottrazione o distruzione di documenti; sottrazione o distruzione di prove o di documenti; falso intellettuale.

La Direzione Nazionale Anticorruzione sosteneva che il Ministero della Giustizia avrebbe distrutto un documento proveniente dal Ministero per le Relazioni Parlamentari, in cui il progetto OUG 13 avrebbe ricevuto, pochissimo tempo prima dell’approvazione da parte del Governo, notifica di opportunità con osservazioni e proposte.

La DNA precisava come l’atto normativo, poche ore prima dell’approvazione, avesse solo l’accettazione del Ministero degli Affari Interni, legato strettamente ai reati in materia di circolazione stradale, e del Consiglio Legislativo, con osservazioni in merito al carattere d’urgenza, mentre il Ministro degli Esteri avrebbe firmato il progetto in sede di Governo, poiché gli sarebbe stato chiesto di farlo “al momento”.

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