I valori delle istituzioni

0
150

“La pazza gioia” di Virzì riguarda i romeni, non solo tramite la battuta della sua eroina Beatrice sui pretesi ladri che l’avrebbero derubata. Ma anche per i suoi manicomi, ovvero per il grado di umanità e dei valori alla base delle nostre istituzioni sociali. Gli OPG – ospedali psichiatrici giudiziari – sono da poco spariti in Italia, ma in Romania ancora si scopre l’orrore di certi manicomi, una vera tratta di pazzi di cui nessuno si cura più. Prima c’erano stati gli abusi del comunismo, che seguiva il modello sovietico punitivo contro chi si ribellava, trattandolo anche come fosse pazzo da legare. Ma più tremenda ancora è stata l’inerzia dell’ultimo decennio di regime. I pazzi erano gli ultimi a cui pensare, mentre quasi un popolo intero si sentiva minacciato della fame e dal freddo. Adesso contano i soldi. Essere pazzo e povero è fatale in questo paese. Ma quello che pesa di più è la corruzione, che è più pericolosa dei salari bassi dei medici. Forse nel settore medico si paga più che altrove un prezzo molto alto, per un sistema così politicizzato come il nostro. Donatella e Beatrice sono stati vittime dei loro amori insani. I rapporti tra uomo e donna saranno sempre difficili, ma ogni epoca ha i suoi problemi specifici. L’uomo romeno spesso pensa ancora, come una volta, di essere il capo della coppia, anche se tante cose sono cambiate. Il vero problema della famiglia romena di oggi non sono le scelte omosessuali, ma una mentalità reazionaria ancora popolare. Il vero perdente nel referendum sulla cosiddetta “famiglia tradizionale” sarà la donna. La famiglia a volte può essere un disastro, come nel caso di Donatella. E solo una forte amicizia può curare le ferite dell’anima, di chi in famiglia ha ricevuto più botte che amore. Le leggi non ci possono offrire un po’ di felicità, ma almeno, se sono sagge e benevolenti, possono agevolarla. Spetta ai politici questo compito. Peccato che tanti non capiscano nemmeno quale sia il loro vero ruolo.

NO COMMENTS