La Commissione d’inchiesta sulle elezioni del 2009 invia a Kovesi due domande in merito alla sua presenza a casa di Gabriel Oprea, nella sera dello scrutinio presidenziale

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Giovedì, la Commissione d’inchiesta sulle elezioni del 2009 ha deciso di inviare al procuratore capo della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), Laura Codruta Kovesi, una lettera contente due domande, entrambe legate alla sua presenza in casa di Gabriel Oprea, la sera del secondo turno degli scrutini presidenziali del 2009.

“Il testo finale della lettera è stato votato. Cito le domande a memoria: se la signora si trovasse alla data in questione nel luogo in questione e, se sì, per quale motivo fosse lì, a casa nel signor Oprea. Queste sono state le domande rivolte dai signori deputati. Sono le due domande inviate dai deputati”, ha precisato giovedì il Presidente della Commissione d’inchiesta sulle elezioni del 2009, il deputato del PSD Anca Florea.

La stessa ha menzionato come il testo finale della lettera sia stato votato all’unanimità dai membri della Commissione d’inchiesta, e che la lettera sarà inviata durante la giornata di giovedì al procuratore capo della DNA.

La decisione presa dalla Commissione d’inchiesta, di inviare queste domande a Laura Codruta Kovesi, si basa sul ripetuto rifiuto della stessa di presentarsi alle audizioni.

Lazar, sulla Commissione d’inchiesta: il Pubblico Ministero non sfida altre istituzioni. È un problema di diritto

Il Procuratore Generale della Romania, Augustin Lazar, in merito alla richiesta di chiarimento avanzata della Commissione parlamentare d’inchiesta, su certi aspetti riguardanti le elezioni del 2009, ha dichiarato che l’istituzione che conduce non sfida le altre autorità, precisando come “la richiesta sollevi un problema di diritto”.

“Il Pubblico Ministero è preoccupato che il principio di cooperazione leale tra le istituzioni e le autorità dello stato sia rispettato e non ha intenzione di sfidare altre istituzioni, a dispetto delle speculazioni o interpretazioni emotive lanciate nello spazio pubblico”, ha spiegato Lazar, sulla pagina di un social network.

La richiesta della Commissione parlamentare d’inchiesta in merito a determinati aspetti legati alle elezioni del 2009 è in analisi, e sarà chiarita nel prossimo periodo, precisa la fonte citata.

“La richiesta solleva un problema di diritto, in particolare di definizione dei limiti legali e del quadro di cooperazione leale, che dovrebbe svolgersi nel rispetto della Costituzione e delle leggi in vigore, tenendo presente lo specifico dell’attività giudiziaria. Di più, al paragrafo 38 della Decisione della Corte Costituzionale, n. 430 del 21 giugno 2017, si prevede che: «l’attività della Commissione d’inchiesta non avrà tangenze con un’inchiesta giudiziaria»”, ha aggiunto Lazar sulla pagina di Facebook del Pubblico Ministero.

Giovedì, la Commissione d’inchiesta sulle elezioni del 2009 ha proposto che i due presidenti della Camera interroghino la Corte Costituzionale (CCR) in merito al conflitto giuridico di natura costituzionale tra il Parlamento e il Pubblico Ministero, e una decisione in questo senso sarà presa durante la seduta di coalizione di lunedì.

“Abbiamo deciso di tenere presente una notifica dei presidenti delle due Camere – perché loro ne hanno prerogativa – in cui si segnala alla Corte Costituzionale un eventuale conflitto giuridico di natura costituzionale tra le due istituzioni dello stato, vale a dire Pubblico Ministero e Parlamento, giacché i documenti richiesti non sono stati consegnati alla Commissione parlamentare d’inchiesta”, ha precisato giovedì il presidente della Commissione d’inchiesta parlamentare sulle elezioni del 2009, il deputato PSD Oana Florea.

La stessa ha menzionato di aver avuto una discussione telefonica in questo senso, mercoledì sera, con il leader del PSD, il Presidente della Camera dei Deputati, Liviu Dragnea.

La Procura Generale il 14 luglio annunciava in un comunicato stampa di non poter inviare alla Commissione d’inchiesta del Parlamento la copia del dossier che riguarda l’organizzazione delle elezioni del 2009 e il risultato dello scrutinio presidenziale, perché la legge non permette di fornire informazioni che siano oggetto di un’indagine penale.

“In seguito alla vostra lettera, n. 4C-30/80 dell’11 luglio 2017, tramite cui richiedete vi sia trasmesso, in copia, il dossier n. 213/P/2017 della Procura dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (PICCJ), vi comunichiamo che, in conformità all’art. 285 del Codice di procedura penale, corroborato anche da quanto previsto all’art. 111 della Costituzione della Romania, non possiamo dar corso a questa richiesta”, mostra il Pubblico Ministero nella risposta inviata al Parlamento della Romania.

Secondo quanto dicono i procuratori della PICCJ, nell’ambito dell’inchiesta della Procura Generale sono state svolte attività d’indagine penale, private, in merito all’esistenza di infrazioni, all’identificazione delle persone che abbiano commesso l’infrazione e la definizione della responsabilità penale degli stessi, per constatare se sia o meno il caso di disporne il rinvio a giudizio.

D’altra parte, la fonte citata menzione come “l’attività di una commissione d’inchiesta non ha nulla a che fare con un’inchiesta giudiziaria, poiché si occupano di argomenti differenti”, pertanto le due inchieste non possono sovrapporsi.

“Nel caso che costituisce l’oggetto del dossier n. 213/P/2017, il 22 giugno 2017 è stata disposta l’archiviazione della segnalazione d’ufficio del 24 aprile 2017, poiché i fatti non sussistono nella loro materialità. Nell’ordinanza si dichiara come dal materiale probatorio non risulti nessun elemento o indizio che lasci ragionevolmente presupporre che sia stato commesso un fatto contemplato dalla legislazione penale”, secondo la fonte menzionata.

Il 10 luglio, la Commissione parlamentare d’inchiesta ha votato l’invio di una lettera al Procuratore capo della DNA, tramite cui si chiede a Laura Codruta Kovesi se fosse presente a casa di Gabriel Oprea, la notifica al Ministro della Giustizia in merito a tali misure, come anche la notifica alla Procura Generale per la copia delle dichiarazioni delle persone ascoltate.

Il Procuratore capo della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), Laura Codruta Kovesi, in risposta a tale richiesta, ha inviato nello stesso giorno una lettera tramite cui annuncia che non si presenterà a questa seduta, e si tratta della terza volta in cui Kovesi rifiuta di partecipare all’audizione della Commissione.

 

La Commissione d’inchiesta sulle elezioni del 2009 intende avvertire MAE e SRI nel caso di Maior e Coldea

La Commissione d’inchiesta sulle elezioni del 2009 prende in esame una segnalazione al Ministero degli Affari Esteri (MAE), in merito alla mancata risposta dell’ambasciatore George Maior alle domande rivoltegli dalla Commissione, come anche la segnalazione al Servizio Romeno d’Informazione (SRI) relativa alla presenza di Maior e Caldea a casa di Gabriel Oprea, la sera degli scrutini.

La proposta è stata avanzata dal deputato PSD, Liviu Plesoianu.

“Dovremmo avvertire il MAE del fatto che l’ambasciatore (George Maior – N.d.R.) si sia presentato in Commissione ma abbia rifiutato di rispondere, e avvertire anche l’SRI per chiedere spiegazioni pubbliche sulla presenza del direttore dell’SRI e del direttore aggiunto a casa di Gabriel Oprea”, ha proposto Plesoianu, durante la seduta della Commissione di giovedì.

Il Presidente della Commissione d‘inchiesta, il deputato PSD Oana Florea, ha precisato che si prenderà una decisione in questo senso durante la prossima seduta.

 “Terremo presente la possibilità di inviare delle lettere al MAE in cui chiedere cosa ci facesse il loro rappresentante, il signor Maior, quella sera a casa di Oprea, e lo stesso vale per l’SRI, ma questa decisione la prenderemo nella prossima seduta, quando daremo un voto finale”, ha dichiarato Oana Florea.

Alla domanda se nelle notifiche a MAE e SRI, la Commissione richiederà anche sanzioni, Florea ha risposto che questo non è compito della Commissione.

“Non è compito nostro. La decisione della Corte Costituzionale dice chiaramente che le notifiche amministrative le faremo noi ma senza proposte, perché le proposte sono le istituzioni competenti a formularle. Quindi, non abbiamo tale prerogativa”, ha spiegato Oana Florea.

La stessa ha menzionato come nella Commissione di discuta anche di una serie di proposte di modifica della legislazione, che conferiscano alle commissioni d’inchiesta prerogative sufficienti a svolgere la propria attività.

“Pensiamo a una modifica legislativa tanto nel prossimo periodo, e allora bisognerà sospendere l’attività della Commissione, quanto nel rapporto finale, per inserire modifiche legislative affinché le commissioni d’inchiesta parlamentari abbiano prerogative sufficienti, importanti, per svolgere la loro attività. Come avete osservato, la nostra attività è appesantita dalla mancanza di partecipazione alle sedute e, nel caso in cui esista partecipazione, dal rifiuto di fornire informazioni e produrre documenti – situazione che, nella legislazione di altri paesi, ho osservato non esiste. Ieri ho studiato la legislazione di Francia e Belgio, in questo senso”, ha dichiarato Oana Florea.

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