Il capo del STS, Marcel Opris, congedato dal Presidente dopo 12 anni alla guida del servizio STS

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Le spiegazioni legate alle elezioni del 2009 e il protocollo tenuto nascosto per 13 anni

L’Amministrazione presidenziale mercoledì ha annunciato come il Generale Marcel Opris sia stato congedato per sua stessa richiesta, nell’ambito del Servizio di Telecomunicazione Speciale (STS).

“Decreto riguardo al congedo del signor Generale Opris Marcel dal Servizio di Telecomunicazioni Speciale, proposta del direttore del Servizio di Telecomunicazione Speciale”, annuncia l’Amministrazione Presidenziale.

Il Generale di brigata, ing. Marcel Opris è stato nominato direttore del Servizio di Telecomunicazione Speciale (STS), con rango di segretario distato, tramite una decisione del CSAT, in data 7 dicembre 2005.

Marcel Opris è nato il 19 agosto del 1958 nel villaggio di Chiesd (regione Salaj) e nel 2011, tramite un decreto presidenziale, è stato promosso al grado di generale con quattro stelle.

Sempre mercoledì, il Presidente Iohannis ha firmato anche il decreto di passaggio in congedo del Generale – Maggiore – con due stelle, Balaure Ioan, del Servizio di Telecomunicazione Speciale. Balaure ha detenuto fino a mercoledì la funzione di direttore economico nel STS.

Il prossimo direttore del Servizio di Telecomunicazione Speciale sarà nominato dal Consiglio Supremo di Difesa Nazionale, su proposta del capo dello stato.

STS, le spiegazioni legate alle elezioni del 2009 e il protocollo tenuto nascosto 13 anni

Il Servizio di Telecomunicazione Speciale ha affrontato pochi cambiamenti in confronto agli altri servizi, sebbene non sia totalmente estraneo agli scandali del momento. Marcel Opris ha fornito spiegazioni nel 2009 rispetto alle elezioni eppure, 8 anni più tardi, al STS si chiedono nuovi atti relativi allo stesso scrutinio.

La scorsa primavera, nel pieno dello scandalo legato all’esistenza di protocolli stipulati da diverse istituzioni con i servizi segreti, sono emersi atti che hanno ancora validità. È il caso del protocollo di cooperazione sull’attività d’informazione per la sicurezza nazionale, concluso nel 2004, sotto la presidenza di Ion Iliescu.

Il documento è invocato anche in un rapporto d’attività del Servizio Romeno d’Informazione (SRI), per l’anno 2014.

“Le istituzioni firmatarie del Protocollo generale di cooperazione sull’attività d’informazione per la sicurezza nazionale (SRI, SIE, MApN, MAI, MJ, SPP, STS e ORNISS) hanno rispettato i principi di legalità, di coordinazione unitaria, di competenza materiale, de segretezza dei mezzi e dei metodi specifici utilizzati per l’ottenimento dei dati, delle informazioni e delle proprietà intellettuali sulle informazioni che costituiscono oggetto della cooperazione. Sono stati coperti, grazie ad azioni specifiche, tutti gli ambiti regolamentati dal Protocollo, e l’SRI ha agito per realizzare i propri compiti con priorità”, si legge nel rapporto SRI per l’anno 2014.

Pertanto, il STS era sulla lista delle istituzioni firmatarie del protocollo.

“Tra le modalità di cooperazione, un posto principale è stato riservato allo scambio dei dati e delle informazioni, realizzato in conformità con le norme legali e nel rispetto dei termini di comunicazione dei dati richiesti dagli istituti partner. Allo stesso modo, sono stati costituiti gruppi operativi o di coordinazione comuni, composti dagli esperti delle parti firmatarie, per svolgere missioni complesse e utilizzare in comune le autorizzazioni d’intercettazione delle comunicazioni dei vettori, fatto che ha potenziato la documentazione qualificata sulle violazioni avvenute”, spiega l’SRI nel rapporto postato sul site.

Sempre nella primavera di quest’anno, i procuratori della Procura Generale hanno richiesto documenti all’Autorità Elettorale Permanente, alla Corte Costituzionale della Romania, al Servizio di Telecomunicazione Speciale e alla Procura della Corte d’Appello di Bucarest, all’interno dell’inchiesta sulle elezioni del 2009. A ciascuna istituzione sono stati chiesti dati specifici.

PSD e ALDE hanno richiesto l’apertura di un’inchiesta parlamentare per chiarire gli aspetti riguardanti l’organizzazione delle elezioni nel 2009, ma anche il risultato dello scrutinio presidenziale, dopo le rivelazioni fatte da Dan Andronic. Questi ha pubblicato un articolo in cui sosteneva di essere stato a casa di Gabriel Oprea, la sera del secondo turno di scrutini, dove si trovavano, tra gli altri, George Maior, direttore dell’SRI in quel momento, Florian Coldea, primo aggiunto del direttore dell’SRI, e Laura Codruta Kovesi, all’epoca procuratore generale della Romania.

Non è la prima volta in cui il Servizio di Telecomunicazione Speciale fornisce spiegazioni sulle elezioni del 2009.

Otto anni fa, a breve distanza dagli scrutini, il direttore del STS, Marcel Opris, era ascoltato alla Commissione di Difesa del Senato. Lo scandalo era partito allora dopo alcune affermazioni fatte dai rappresentanti di alcuni partiti, secondo cui il STS avrebbe permesso al PDL di avere accesso all’infrastruttura del Servizio, in modo da poter conteggiare più rapidamente i voti del secondo turno alle elezioni presidenziali.

Opris dichiarava come il STS avesse svolto solo le missioni stabilite legalmente per i processi elettorali e garantiva tale legalità.

“Ma il STS non è il solo ad avere un’infrastruttura forte. Nelle comunicazioni esiste d’altra parte la possibilità di organizzare innumerevoli infrastrutture. Se lo volete, ci sono due condizioni: avere collaboratori professionisti che oggi sono sul mercato, anche privato, e avere soldi”, ha affermato all’epoca Marcel Opris.

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