Uniti contro Soros

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Non sono in pochi a domandarsi perché Liviu Dragnea e i socialdemocratici romeni abbiano tanto in odio George Soros. Perché proprio lui è diventato l’Avversario? Se si tiene un comizio contro il governo, la colpa è del miliardario. Se si difende la lotta anticorruzione, sembra che contino soprattutto i suoi interessi economici. Se si denunciano certe tendenze autoritarie, i critici sono certamente pagati da lui. Come mai dei politici di sinistra sono in guerra contro di lui, odiato prima di tutto dalla destra? Al di la dei suoi affari, il ricchissimo George Soros è rimasto fedele ai valori della “società aperta”. Proprio per questo è diventato un ostacolo per tutti i conservatori autocrati del nostro tempo. Il miliardario ha nemici molto più seri del nostro leader, a cominciare da Donald Trump e Vladimir Putin, per passare a Benjamin Netanyahu e Viktor Orban. Tutti sono, nello stesso tempo e in un certo modo, nemici dell’attuale Unione Europea. Tutti tuonano contro i migranti e i musulmani, e ne approfittano per cambiare lo spirito delle nostre democrazie. Viktor Orban ha parlato di “democrazia illiberale”, concetto se non fantasioso, certamente preoccupante. La stampa romena ha parlato anche di altro, accanto a questo confronto ideologico. Dal tempo di Adrian Nastase, i socialdemocratici hanno scelto dei consiglieri israeliani. Consiglieri con clienti, specialmente di destra o anche di estrema destra, come l’attuale ministro degli Interni israeliano. E con legami stretti con uomini d’affari, coinvolti in grandi scandali di corruzione. Per tutti loro, non a caso la lotta contro la corruzione è un falso problema e una causa sbagliata. Resta però, per tutti noi, il sospetto che si tratti solo della prepotenza e della furbizia di chi si arricchisce oltre i limiti della legge. E ben oltre l’etica.

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