Tudose: l’imposta sul fatturato non sarà introdotta. Consideratelo un argomento chiuso

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Il Premier Mihai Tudose, dopo la seduta della coalizione, ha affermato che l’imposta sul fatturato non sarà introdotta, spiegando ai giornalisti che lo considera un argomento chiuso. Egli ha poi aggiunto che quest’imposta era “una sorta di falce”, che t’impediva di scegliere i fili d’erba da tagliare, ma ha anche sottolineato che saranno individuate modalità tramite cui tassare quanti “si credano più furbi dello stato”.

Questo è stato il secondo incontro dall’insediamento del Governo Tudose, quando è stato deciso che, nel rispetto delle possibilità di tutti, i leader della coalizione avrebbero avuto incontri settimanali per valutare l’attività dell’Esecutivo. La precedente riunione ha avuto luogo la scorsa settimana.

Mihai Tudose ha affermato di essersi affrettato ad annunciare la decisione di non introdurre l’imposta sul fatturato, in base ai dati che gli sono stati presentati dal Ministro delle Finanze, Ionut Misa.

Il Premier ha precisato di aver preso la decisione in aereo, in viaggio verso Bruxelles.

Il Capo dell’Esecutivo ha inoltre dichiarato come il Ministro delle Finanze abbia presentato i dati anche durante la seduta della coalizione, e come la decisione sia stata quella di non introdurre l’imposta sul fatturato.

“Considerate l’argomento chiuso”, ha detto Tudose ai giornalisti.

Alla domanda su quali siano stati i motivi per cui abbia rinunciato a introdurre l’imposta, il Premier ha spiegato come questa sarebbe stata “una sorta di falce” che t’impediva di scegliere i fili d’erba da tagliare, e che avrebbe colpito anche le aziende che pagano le tasse in base ai profitti. Egli ha sottolineato che saranno trovate modalità per tassare quanti “si credano più furbi dello stato”, facendo riferimento alle aziende che non dichiarano i loro profitti in Romania.

Il Premier Mihai Tudose, dopo le discussioni avute la settimana scorsa a Bruxelles, affermava che l’imposta sul profitto non sarebbe stata introdotta.

“L’ho ripetuto, ancora una volta, ancora più fermamente, non introdurremo quell’imposta supplementare sul fatturato, siamo prevedibili in materia di sistema finanziario-fiscale e tra tutto quello che sono le nostre simulazione odierne e le nostre aspettative, rimarremo nel limite del 3%”, ha dichiarato il Primo Ministro.

Il Presidente del PSD, Liviu Dragnea, venerdì scorso ha affermato di non avere commenti sulle dichiarazioni del Premier Mihai Tudose in merito al ritiro dell’iniziativa sull’imposta al fatturato, ritenendo che il capo dell’Esecutivo, quando parla, “sa cosa dice” e che tutto sia il risultato di un’analisi.

“Applicheremo la Direttiva Europea che prevede il pagamento dell’imposta solo lì dove c’è profitto”

Dopo la seduta della coalizione, il Premier Mihai Tudose ha inoltre affermato che la Romania applicherà la Direttiva UE in merito al pagamento dell’imposta nel paese in cui si accumuli il profitto, come una misura di compensazione per rinunciare all’imposta sul fatturato, il cui scopo è evitare la diminuzione della base imponibile da parte delle compagnie che cerchino di eludere lo stato romeno nel pagamento dei contributi.

Tudose ha spiegato si sia rinunciato all’imposta sul fatturato, sebbene l’idea secondo cui le aziende che cercano di evitare le tasse debbano pagare, non sarà abbandonata.

“Nel programma di governo (l’imposta sul fatturato – N.d.R.) è presente non come scopo di per se, ma come strumento, per cercare di evitare determinate zone in cui determinati attori economici hanno semplicemente l’impressione di essere abili di noi. Finora ci sono riusciti. Ci preoccuperemo affinché non ci riescaano più”, ha dichiarato il Premier.

Egli ha affermato che una delle soluzioni sarebbe mettere in pratica la Direttiva Europea contro “la diminuzione senza giusta causa della base imponibile”, che avrebbe come corollario norme come quella riguardante il pagamento delle imposte nel luogo in cui si facciano anche i profitti.

Tudose ha ricordato anche le misure prese insieme al Ministero delle Finanze e all’ANAF, circa l’integrazione delle base di dati del sistema finanziario-fiscale, perché si conoscano in tempo reale “i movimenti di denaro”.

“Potremo seguire come il denaro emigri senza giustificazione dal paese e troveremo una modalità, insieme ai colleghi europei, per tassare quest’attività. In effetti, ci sono agenti economici molto grandi e bellissimi, che vivono benissimo e che da 10 anni dichiarano con assoluta serenità di non avere nemmeno un leu di profitto. Dovremo assumere un tipo di comportamento nei loro confronti”, ha affermato il Premier.

Tudose: È probabile che la tassa di solidarietà sarà introdotta, facciamo simulazioni. Chi guadagna di più, pagherà cifre più alte allo stato, che gli ha offerto l’occasione di guadagnare così tanto

Il Premier Mihai Tudose ha inoltre precisato come, molto probabilmente, il Governo introdurrà una tassa di solidarietà, destinata a quanti abbiano guadagni elevati e che dovranno perciò versare una cifra maggiore allo stato, che ha offerto loro la possibilità di arricchirsi. Egli ha precisato si stiano realizzando delle simulazioni in questo momento, sebbene non sia stato ancora stabilito un limite, ed ha affermato come la tassa non sarà introdotta se le simulazioni non mostreranno la sua sostenibilità.

“Ci stiamo ancora lavorando, ci sono delle simulazioni. È probabile che sarà introdotta, non abbiamo ancora stabilito a partire da quale limite. (…) Sarà applicata alle persone fisiche persone che guadagnino moltissimo, che godano di numerosi benedici da parte dello stato e che, com’è nel resto del mondo, oltre un determinato limite dovranno pagare una tassa in più di solidarietà allo stato, che ha offerto loro le condizioni per guadagnare così tanto”, ha dichiarato il Premier Tudose.

Il capo dell’Esecutivo ha affermato di non sapere se la tassa di solidarietà sarà introdotta l’anno prossimo, dal momento che un limite non è ancora stato fissato e che le simulazioni vanno ancora avanti. Lo stesso ha inoltre affermato ci siano diversi tipi di test in questo momento, sebbene non abbia offerto dettagli sulle simulazioni. Tudose non ha detto quanto lo stato si aspetti di incassare tramite quest’imposta, perché possa essere considerata fattibile.

“Se si stabilirà di applicarla a partire da un certo limite, una determinata percentuale, e il suo impatto sarà minimo, è probabile che non sarà introdotta affatto. (…) Se si tratterà di cifre minime non di troppa importanza, allora lo sforzo sarà maggiore del risultato e non l’applicheremo”, ha spiegato Tudose.

Il Premier spiega le dimissioni di Teodorovici: Ha frainteso la nostra collaborazione e si è trasformato in portavoce

Il Premier Mihai Tudose ha spiegato di aver destituito Eugen Teodorovici dalla carica di consigliere onorario perché quest’ultimo avrebbe “frainteso” la collaborazione con il capo dell’Esecutivo, comportandosi come fosse un portavoce e tuttavia proponendo idee con cui Tudose non era d’accordo.

“Il signor Teodorovici è stato mio collaboratore e ho creduto si trattasse di una consulenza, se volete, fiscale-finanziaria, in cui è molto preparato. Solo che il signore ha probabilmente frainteso e si è trasformato in un portavoce, mentre io ritengo di dover essere informato delle sue idee da lui e non dalla stampa”, ha affermato Tudose.

Egli ha precisato di non essere stato d’accordo “con la maggior parte” delle idee proposte dal senatore PSD.

Alla domanda sull’idea di tassare la Chiesa, uno dei temi proposti da Teodorovici, Tudose ha affermato che la sua risposta a questo problema è stata la destituzione del suo consigliere, venerdì.

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