Liberta condizionale per l’imprenditore Dan Voiculescu

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Martedì, i giudici del Tribunale di Bucarest hanno deciso che l’imprenditore Dan Voiculescu, condannato a dieci anni di reclusione all’interno dell’inchiesta sulle privatizzazioni fraudolente dell’Istituto di Ricerca Alimentare, sarà liberato su cauzione. La decisione è definitiva.

I magistrati del Tribunale di Bucarest hanno così respinto la contestazione mossa dalla Procura alla decisione del Tribunale del Settore 5 di libertà condizionale dell’imprenditore.

“Respinge l’appello della Procura. Dispone la messa in libertà”, è la decisione dei magistrati del Tribunale di Bucarest.

Il Tribunale di Bucarest si è espresso dopo una settimana dalla richiesta di Dan Voiculescu di libertà condizionale, in cui l’avvocato dello stesso ha sostenuto che l’imprenditore non avrebbe pagato il pregiudizio poiché i suoi beni erano sotto sequestro, mentre l’ANAF non ha venduto nessun immobile per recuperare le perdite subite.

Durante il processo, il procuratore della DNA ha mostrato come Dan Voiculescu non abbia dato dimostrazioni efficaci di correzione, dopo la condanna.

“Il condannato non ha i requisiti per godere della libertà condizionale. Ha ottenuto 57 giorni di lavoro e 330 giorni per l’elaborazione di un testo scientifico. Esiste una manifesta sproporzione tra le due. Il suo comportamento emerge anche dalle conclusioni della commissione del penitenziario, che mostra come egli non adempia alle condizioni in questo senso, e come lo scopo della pena non sia stato raggiunto. Nel motivare la sentenza del Tribunale del Settore 5 (che ha deciso la libertà condizionale – N.d.R.), non appare alcun riferimento alle conclusioni della commissione penitenziaria. La corte non ha motivato il fatto di aver messo da parte le conclusioni della commissione penitenziaria, che ha dato parere negativo in merito alla libertà condizionale”, mostra il procuratore della DNA, che ha ancora dimostrato come durante la detenzione, Dan Voiculescu non abbia avuto “un comportamento meritevole ma normale”. “Il condannato non ha ripagato il pregiudizio e nemmeno le spese giuridiche allo stato”, ma spiegato il procuratore.

Per tutta risposta, l’avvocato dell’imprenditore ha mostrato come questo reclamo da parte della DNA sia infondato.

“Non è possibile decidere una condanna in base a una decisione di pagamento. Non è la commissione penitenziaria a osservare il comportamento del condannato ma i sottufficiali penitenziari. (…) Il comportamento dell’accusato emerge dalle caratterizzazioni contenute nel dossier scritto dai suoi sorveglianti. È stato premiato 12 volte. Questa è una dimostrazione di miglioramento. Ha mantenuto relazioni non conflittuali con gli altri condannati. Ha ottenuto 1800 crediti ed è stato selezionato per le pulizie interne. Ha partecipato al programma di preparazione alla libertà”, ha mostrato il difensore di Voiculescu.

In merito al pregiudizio non pagato, l’avvocato ha sostenuto sia colpa dell’ANAF che in tre anni è riuscita a vendere una sola proprietà tra quelle messe sotto sequestro dal giudice che ha condannato Voiculescu in modo definitivo.

“Tutti i suoi averi sono sequestrati. Non ha a disposizione un soldo, a parte la pensione. L’ANAF non ha eseguito la condanna emessa. Se l’avesse eseguita avrebbe coperto il pregiudizio. Lo stato ne ha avuto possibilità e non l’ha fatto. Dan Voiculescu è un uomo di 71 anni e la detenzione è un grande sforzo. Ha anche una serie di problemi medici in merito ai quali, vi prego di mantenere la massima riservatezza. E di certo non è migliorato”, ha aggiunto l’avvocato Florin Surghie.

Il Tribunale del Settore 5, l’8 giugno, ha stabilito la libertà condizionale per Dan Voiculescu, sebbene la decisione sia stata contestata dai procuratori. Il Tribunale del Settore 5 ha motivato la decisione di libertà condizionale per Dan Voiculescu, spiegando come questi abbia “dato prova di lavorare diligentemente”, partecipando ad attività pratiche e intellettuali, e come abbia avuto un comportamento esemplare, in conformità alle norme istituzionali, e un atteggiamento rispettoso nei confronti del personale dell’unità. Inoltre ha partecipato costantemente alle attività educative, ha parlato durante il dibattito dal tema “Condizioni, emoziono, comportamento umano” ed è stato premiato più volte con il diritto supplementare a ricevere pacchi e visite.

L’imprenditore ha aveva già inoltrato una richiesta di libertà condizionale, che il Tribunale di Bucarest aveva respinto in modo definitivo il 10 gennaio, stabilendo che una nuova richiesta sarebbe stata possibile dopo il 24 maggio. La corte ha stabilito allora che Dan Voiculescu non avrebbe potuto ottenere la libertà condizionale, ma ha diminuito il termine entro cui poter formulare una nuova richiesta.

Dan Voiculescu: Mi hanno rubato tre anni di vita. Questi tre anni non me li restituirà nessuno, nemmeno se Basescu andasse in prigione

L’imprenditore Dan Voiculescu, che dall’8 agosto del 2014 sconta la pena di dieci anni di reclusione, comminatagli nel caso della privatizzazione fraudolenta dell’Istituto di Ricerca Alimentare, martedì pomeriggio, dopo la decisione della corte in favore della sua liberazione condizionale, ha affermato gli siano stati rubati tre anni di vita, che nessuno potrà mai restituirgli, anche nel caso in cui Traian Basescu finisse in prigione. Egli ha aggiunto di aver vissuto in un “acquario” questi tre anni.

Voiculescu ha rilasciato questa dichiarazione martedì pomeriggio, all’uscita dell’Ospedale Universitario, dove era stato ricoverato pochi giorni prima.

“Mi hanno rubato tre anni di vita. Questi tre anni non me li restituirà nessuno, anche se Traian Basescu in persone andasse in prigione. Durante la mia reclusione, sono stati due i sentimenti differenti, profondi, a emergere. Il primo è stato è stato il dolore alle palpebre, perché stavo con gli occhi chiusi più di metà giornata. Mi sono creato una specie di acquario in cui ho provato e sono riuscito a vivere. Ho vissuto tre anni in un acquario”, ha affermato Dan Voiculescu.

Egli ha poi aggiunto come l’altro sentimento provato in questo periodo sia stato il rimpianto: “Rimpiango che 12 famiglie abbiano sofferto per colpa mia. Le persone che sono rimaste implicate in questo processo, perché finissi io in prigione”.

Durante le sue dichiarazioni, Voiculescu ha chiesto ai giornalisti di chiudere gli occhi, “per teletrasportarsi all’ingresso del penitenziario”. Dopo essere stato arrestato, Dan Voiculescu ha scritto undici libri, in meno di un anno e mezzo.

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