Il messaggio di Klaus Iohannis per i magiari di Harghita e Covasna: L’autonomia basata su criteri etnici non è gradita, non farebbe che inibire lo sviluppo

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Il Presidente Klaus Iohannis ha invitato personalmente i magiari delle regioni di Harghita e Covasna a non pensare più all’autonomia della Terra dei Siculi (in rumeno: Tinutul Secuiesc, in ungherese: Székelyföld) in base a criteri etnici.

Martedì, durante una visita ufficiale nella zona, il capo dello stato ha chiesto ai leader delle comunità magiare di rinunciare al populismo e di preoccuparsi di migliorare il tenore di vita dei romeni, a prescindere dall’etnia. Atteso con la bandieradella Terra dei Siculi, quando gli è stata offerta in dono, Klaus Iohannis l’ha rifiutata ed ha offerto agli ospiti una bandiera tricolore.

Il capo dello Stato – egli stesso di etnia sassone con cittadinanza romena – si è recato nella zona per conoscere alla fonte i problemi dei etnici magiari. È stato accolto con una sorpresa per lui non troppo gradita: gli ospiti hanno cantato per lui l’inno della Terra dei Siculi subito dopo quello romeno, “Destepta-te romane!”

L’inno della Terra dei Siculi, cantato al Presidente Iohannis

Il Presidente Klaus Iohannis ha ringraziato i rappresentati locali delle regioni di Harghita e Covasna, all’inizio del dibattito, quando i partecipanti hanno finito di cantare l’inno della Terra dei Siculi, subito dopo l’inno della Romania, affermando quanto le loro voci fossero “belle e forti”, e che fosse lì per ascoltarli.

Il capo dello Stato ha iniziato il suo discorso dicendo “buongiorno” in ungherese. “Vi ringrazio per aver cantato quando sono entrato! Avete voci belle e forti. Per quel che ne so, sono passati molti anni da quando un Presidente è venuto qui in visita ufficiale, perciò tenevo molto a venire in questa zona meravigliosa, abitata da persone che lavorano sodo, per conoscervi”, ha affermato il Presidente.

Klaus Iohannis ha poi detto di aver sempre considerato l’inno della Terra dei Siculi come “un segno di rispetto”, ed ha spiegato quanto importante sia ascoltare quello che viene “dal cuore” della gente e non solo dalle norme di protocollo.

Il capo dello Stato ha poi affermato come il problema della lingua materna possa essere risolto in Parlamento, nel rispetto della Costituzione, e come la bandiera possa essere presa in considerazione per la promozione turistica, come succede anche in altri paesi.

Il sindaco UDMR di Miercurea Ciuc, Raduly Robert Kalman, ha offerto al Presidente Klaus Iohannis una bandieradella Terra dei Siculi, su cui era segnata la data in cui Iohannis ha vinto le elezioni e la data di martedì, quando si è presentato nelle regioni di Harghita e Covasna, affermando si tratti dell’inizio di un partenariato.

“È una bandiera su cui ho segnato due date storiche, quella in cui è stato eletto Presidente della Romania, e la data di oggi. Ho scritto anche le percentuali che ha ottenuto ad Harghita e Covasna”, ha affermato il sindaco, aggiungendo che questo gesto dovrebbe “inaugurare” un partenariato tra il Presidente e le autorità della Terra dei Siculi.

Iohannis ha seguito con un sorriso Kalman mentre tirava fuori la bandiera e la srotolava al Presidente, per poi offrirla ai consiglieri. Poi, si è alzato e si è mosso verso il sindaco, dicendogli che “questa bandiera è apparsa sempre insieme a rivendicazioni politiche”. Il capo dello Stato ha poi chiesto al consigliere di dargli un altro pacchetto, da cui ha tirato fuori una bandiera della Romania, che ha srotolato a sua volta, per offrirla al sindaco, tra gli applausi della sala.

“Credo sia giusto e sono contento abbiate applaudito. Se avremo un partenariato strategico, io come Presidente della Romania intendo lasciarvi un regalo in mio ricordo, la nostra bandiera, quella di noi tutti. Per evitare di fare confusione tra le bandiere. Lei ha menzionato un partenariato strategico tra noi. Ha usato la bandiera dello stato magiaro. E con questa bandiera abbiamo un partenariato strategico, che però non si basa su relazioni etniche o interetniche ma sulle relazioni tra due stati vicini, che vivono in armonia”, ha detto Iohannis al sindaco.

Il capo dello Stato ha ascoltato tutti, e alla fine ha promesso di tornare a Secuime il prima possibile, per vedere come convivono i romeni, a prescindere dall’etnia.

Egli ha aggiunto di essersi recato in quelle due regioni per “ascoltali con la massima attenzione”.

“Sono certo che solo con il dialogo e con un partenariato autentico sia possibile trovare le migliori soluzioni alle difficoltà che incontriamo. Apprezzo molto l’equilibrio che mostra la grande maggioranza dei rappresentanti locali delle regioni di Harghita e Covasna. Spesso vi siete costituiti in alleanze tra maggioranza e minoranze e avete creato un ponte tra l’atto decisionale locale e quello centrale”, ha continuate Iohannis.

Il Presidente ha inoltre sottolineato che, molto spesso, le realtà delle due regioni, abitate in gran parte da magiari, siano state interpretate “divisorie”, rivolte ad accentuare le differenze e a “promuovere l’ostilità”.

“L’intolleranza, il rifiuto di chi appartenga ad altre etnie, a prescindere se siano i rappresentanti delle minoranze o della maggioranza a comportarsi così, sono vie certe per bloccare lo sviluppo, tanto delle comunità, quanto anche del paese nel suo insieme. Come anche, l’isolamento di queste comunità non è di natura tale da favorirne lo sviluppo”, ha aggiunto Iohannis.

“La decentralizzazione è obbligatoria ma l’autonomia basata su criteri etnici non è gradita, inibisce lo sviluppo”

Il Presidente Klaus Iohannis ha affermato come la decentralizzazione in Romania sia obbligatoria e la regionalizzazione “auspicabile”, mostrandosi però contrario all’idea dell’autonomia, dopo una richiesta fatta dal capo Consiglio Regionale di Covasna, Tamas Sandor, in questo senso per la zona del Tinutul Secuiesc, ed ha spiegato come quest’idea sia respinta anche a livello europeo, perché “non farebbe che inibire lo sviluppo”.

Nel discorso pronunciato durante il dibattito, Iohannis ha affermato: “Coerenza e trasparenza – esempi di buone pratiche regionali ad Harghita e Covasna” e, rivolgendosi ai rappresentanti dell’amministrazione pubblica locale delle due regioni, ha dichiarato esistano tre temi di cui tutti aspettano si parli: decentralizzazione, regionalizzazione e autonomia.

Egli ha affermato quanto la decentralizzazione sia “obbligatoria”, per assicurare la crescita economica, e la regionalizzazione sia “auspicabile”, se fatta in modo da modernizzare l’amministrazione.

“L’autonomia locale e regionale aiuta, invece l’autonomia basata su criteri etnici non è gradita, perché non farebbe che inibire lo sviluppo. A queste conclusioni si è giunti anche a livello europeo, dove al contrario si raccomanda, in caso di regionalizzazione, che le regioni non siano delimitate in senso etnico”, ha affermato il Presidente.

Iohannis ha rilasciato questa dichiarazione dopo la richiesta d’autonomia per le zone della Transilvania a maggioranza magiara, formulata del presidente della regione di Covasna, Tamas Sandor, nel suo discorso.

“Signor Presidente, noi non vogliamo l’autonomia basata su criteri etnici, e lo dichiaro ancora una volta anche alla stampa, non vogliamo un’autonomia su criteri etnica. Noi vogliamo autonomia per garantire il benessere e la pace nella regione, un’autonomia di tipo UE. Posso darvi l’esempio del Tirolo del sud, dove i tedeschi convivono in pace e benessere con la maggioranza italiana”, ha affermato il capo del Consiglio Regionale di Covasna.

“Riceviamo intimidazioni ogni giorno, riceviamo molti messaggi con minacce di morte. Vogliamo che la lingua magiara sia la seconda lingua ufficiale della Terra dei Siculi, vogliamo creare regioni di sviluppo, desideriamo la proporzionalità etnica, creare un’autonomia territoriale e fiscale, e che sia accettata la bandiera della Terra dei Siculi”, ha detto Antal Arpad, sindaco della città di Sf. Gheorghe, al capo dello Stato.

La reazione dell’Ungheria alla visita del Presidente Klaus Iohannis nella Terra dei Siculi

Martedì, il Vicepresidente ungherese, Semjen Zsolt, all’apertura dell’Università Estiva di Baile Tusnad, ha dichiarato di non avere mai avuto grandi speranze, prima di questa visita del Presidente Klaus Iohannis nel Secuime, e riconosce rappresenti un grande passo la visita del Presidente della Romania nella regione abitata dall’etnia magiara, per ascoltare i loro problemi.

“Il fatto che il Presidente della Romania, Klaus Iohannis, abbia ascoltato l’inno della Terra dei Siculi rimanendo in piedi, ha dimostrato il suo rispetto per quell’inno. Il fatto di aver ricevuto la bandiera del Secuime, e di aver dato in cambio il tricolore, significa che il Presidente della Romania riconosce quella bandiera. Il Presidente ha dichiarato di respingere l’autonomia basata sui criteri etnici ma noi (ungheresi e abitanti del Secuime – N.d.R.) non abbiamo mai chiesto autonomia etnica, ma territoriale. Pertanto, tra quello che ha dichiarato dal Presidente Iohannis, di essere d’accordo con l’autonomia regionale, e quanto noi (ungheresi e abitanti del Secuime – N.d.R.) dichiariamo, non c’è nessuna differenza, se non di natura semantica”, ha affermato il Vicepremier ungherese.

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