L’ora della fermezza

0
218

Non è rimasto in carica neanche una settimana, il consigliere del premier Eugen Teodorovici. Le sue battute sullo stadio di Alexandria e sul patrimonio della Chiesa Ortodossa non sono state gradite ai vertici del potere. 12 milioni di euro per uno stadio nel distretto dell’uomo forte del momento sembrano davvero uno spreco degno della vanità di un autocrate. Anche Viktor Orban ha costruito nel paesino natale uno stadio gigantesco, ma almeno lui è un calciatore appassionato fin dalla gioventù. E anche il presidente turco Erdogan può vantare uno stadio che porta il suo nome, nel suo quartiere natale di Istanbul. Dunque uno stadio ad Alexandria non sarebbe una novità assoluta in questo senso. È però probabile che Teodorovici abbia perso l’incarico per via della sua proposta di una nuova politica fiscale per i beni ecclesiali. Anche il presidente Iohannis è contrario a una simile riforma, solidale in questo senso con i leader socialdemocratici, che puntano da anni sui benefici della loro alleanza con la Chiesa Ortodossa. Anche se l’Europa di oggi è piuttosto secolare, in molti stati le Chiese godono di diverse agevolazioni fiscali. La Chiesa Ortodossa Romena è sempre più ricca, specialmente da quando è cominciata l’epoca dell’attuale patriarca Daniel. Il suo piccolo aiuto alle elezioni conta però più della filosofia del bilancio dello stato. Ma al di là di tutto questo, possiamo osservare un nuovo atteggiamento politico: se qualcuno “sbaglia”, il giorno dopo è cacciato via. Dopo che il premier Grindeanu ha sfidato Liviu Dragnea in modo così preoccupante, il tempo della tolleranza è passato. È venuta l’ora della fermezza, aspettando il vero momento di gloria per il presidente dei socialdemocratici, quando la legge sarà cambiata e non potrà più impedirgli di assumere l’incarico di premier. Altrimenti la guerra delle rose nostrane non si fermerà.

NO COMMENTS