La Corte Costituzionale ha respinto la notifica di Sorin Grindeanu sulla segretezza del voto durante la mozione di sfiducia

0
379

La Corte Costituzionale (CCR) mercoledì ha respinto, come inammissibile, la notifica dell’ex Premier, Sorin Grindeanu, in cui questi denunciava il mancato rispetto della segretezza del voto durante la mozione di sfiducia del 21 giugno, fatto che ha portato a un conflitto di natura costituzionale tra i poteri dello stato, tramite l’effetto della mozione sul suo Gabinetto.

L’ex Premier Sorin Grindeanu ha inviato una notifica alla Corte Costituzionale il 29 giugno, in cui segnalava non fosse stata rispettata la segretezza del voto durante la mozione di censura del 21 giugno.

Grindeanu ha reclamato alla Corte Costituzionale il fatto che alcuni parlamentari abbiano votato la mozione di sfiducia con le biglie in vista, fatto che viola le norme del Regolamento delle attività comuni alla Camera dei Deputati e dei Senatori, e in cui si prevede esplicitamente che il voto per le mozioni di sfiducia sia segreto.

“L’esercizio del mandato da parte di deputati e senatori, al servizio del popolo, dev’essere caratterizzato, tra le altre esigenze, dal rispetto del principio di legalità e dalla buonafede, tramite l’espressione del voto in stretta concordanza con gli interessi dell’elettorato che ha accordato il mandato in questione e con la convinzione propria del parlamento”, ha scritto Grindeanu.

Lo stesso sostiene che il regolamento cui ha fatto riferimento debba contenere norme supplementari, che si riferiscano alla situazione in cui la segretezza del voto non sia assicurata. “Ritengo non sia priva di interesse un’eventuale ultimazione del Regolamento delle attività comuni alla Camera dei Deputato e dei Senatori, con norme che prevedano la ripresa del voto nella situazione in cui lo svolgimento concreto delle procedure parlamentari non rispetti le norme del regolamento applicabile”, si legge nel documento citato.

Il Premier sostiene che il mancato rispetto del voto segreto durante la mozione di sfiducia, che ha dimesso il suo governo, abbia creato un conflitto di natura costituzionale tra i poteri dello stato, tramite gli effetti che l’adozione della mozione avrebbe prodotto.

“Senza richiedere l’annullamento dell’adozione della mozione di sfiducia, vi rivolgo la preghiera di esaminare le condizioni di voto per deputati e senatori durante questa mozione e di imporre al Parlamento di rispettare in futuro le disposizioni costituzionali e legali riguardanti l’assicurazione del carattere segreto del voto espresso dai parlamentari”, è ancora scritto nella notifica inviata alla Corte Costituzionale.

In merito alla notifica di Sorin Grindeanu alla CCR sulla segretezza del voto durante la mozione di censura, Liviu Dragnea ha tenuto a fare precisazioni, il 5 luglio, affermando che “il voto segreto è un’opzione” che si può usare o no.

“Io credo che in fin dei conti il voto segreto sia un’opzione che puoi usare o meno. Il voto è stato segreto a volte, altre volte è stato mostrato in Parlamento, credo sia il voto a contare, credo che un uomo che abbia personalità, e ci sono stati uomini con grandi personalità, voti contro e lo mostri sempre. (…) Io non ho la preparazione costituzionale del signor Sorin Grindeanu, perciò ho incaricato gli specialisti in Costituzione e diritto presenti in Parlamento e saranno loro a proporre il materiale alla CCR”, ha affermato il leader del PSD.

Il commento di Dragnea ha provocato la reazione di Grindeanu, sulla sua pagina facebook. “Vedo che Liviu Dragnea crede sia necessario essere costituzionalisti per sapere che il voto a una mozione di sfiducia è segreto, con le biglie! Ebbene, no! È necessario avere solo un minimo di rispetto per la legge! In qualità di presidente del partito, la preoccupazione di Liviu Dragnea non dovrebbe essere stata quella di prendere posto sulle scale durante la mozione contro il suo governo, per verificare il voto dei parlamentari”, ha precisato l’ex Primo Ministro.

Sorin Grindeanu ha dichiarato che “forse Liviu Dragnea vuole chiedere se in Brasile il voto è pubblico”.

“E minacciare i tuoi stessi parlamentari, creare un filtro per il voto, obbligare a mostrare il voto che, dal punto di vista costituzionale, è segreto – tutte queste cose sono inammissibili. Per questo, ho inviato una notifica alla CCR. Perché una cosa del genere non accada più”. ha concluso l’ex Premier.

Della mozione di sfiducia si è discusso anche all’opposizione, sempre il 5 luglio. Gli Uffici Permanenti riuniti della Camera dei Deputati e del Senato allora hanno respinto la proposta di inserire all’ordine del giorno la richiesta di costituire una commissione parlamentare d’indagine riguardante il voto della mozione di sfiducia, tramite cui è stato dimesso il governo Grindeanu, richiesta da PNL, USR e PMP.

La richiesta di costituire una commissione parlamentare d’inchiesta è stata firmata dai parlamentari di PNL, USR e PMP, che sostengono come le registrazioni video mostrino 249 parlamentari al voto, sebbene nelle urne siano state contate 251 biglie.

“Riteniamo sia normale fornire un chiarimento sull’accaduto, come sia stato possibile quel voto che ha portato alla caduta di un governo e alla nomina di un altro governo e, allo stesso modo, vedere in che modo evitare che situazioni del genere si ripetano. Non credo che l’immagine del Parlamento abbia da guadagnarci, mantenendo questa situazione incerta, se ci siano stati brogli o no, proprio nella plenaria del Parlamento, sotto decine di telecamere di sorveglianza”, ha dichiarato il senatore USR, Mihai Gotiu.

Grindeanu sulla decisione CCR: Non ho contestato il risultato del voto ma ho tentato di lanciare un segnale d’allarme serio legato al modo in cui si vota

Mercoledì, dopo che la Corte Costituzionale ha respinto come inammissibile la sua notifica, in cui denunciava il mancato rispetto della segretezza del voto durante la mozione di sfiducia del 21 giugno, l’ex Premier, Sorin Grindeanu, ha affermato di non aver contestato “nemmeno per un secondo” il risultato del voto di mozione, ma di aver voluto lanciare un segnale d’allarme legato al modo in cui si eserciti il voto, e al fatto che alcuni parlamentari l’abbiano esercitato mostrando le biglie.

“Ho preso atto della decisione di oggi della Corte Costituzionale, che ha respinto come inammissibile la richiesta che ho formulato sul rispetto del voto segreto in Parlamento. Non ho contestato nemmeno per un secondo il risultato del voto di mozione, non è questa la mia intenzione, ma ho cercato di lanciare un segnale di allarme serio, legato al modo in cui si vota”, ha scritto l’ex Premier su Facebook.

Sorin Grindeanu ha precisato come il Parlamento debba tornare a essere credibile, mentre i parlamentari dovrebbero sforzarsi di raddrizzare l’immagine dell’istituzione.

“È molto importante che in futuro si abbia garanzia che la segretezza del voto sarà rispettata. In questo modo, non riusciremo a riconquistare la fiducia dei romeni nel Parlamento, supremo foro democratico”, ha concluso Grindeanu.

“Purtroppo, hanno perso tempo e rimandato la discussione nella plenaria riunita in merito alla costituzione di una commissione d’inchiesta, per la quale abbiamo raccolto anche il numero necessario di firme, 120, da parte dei gruppi parlamentari USR, PNL e PMP”, ha aggiunto.

NO COMMENTS