Incontro tecnico del Premier Tudose con il Ministro della Difesa Nazionale, il Ministro dell’Economia e il Capo dello Stato Maggiore Generale dell’Esercito, dopo l’approvazione da parte del Dipartimento di Stato americano della vendita dei missili Patriot alla Romania

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“Rispettiamo l’impegno della spesa pari al 2% del PIL per la dotazione dell’Esercito”

Mercoledì, il Premier Mihai Tudose ha chiamato al Governo il Ministro della Difesa, il Capo dello Stato Maggiore (SMG) e il Ministro dell’Economia, per discutere della dotazione dell’Esercito, nell’ambito della possibile acquisizione di missili Patriot, e del piano di dotazione, rinviato durante il Consiglio Supremo di Difesa Nazionale (CSAT).

Il Dipartimento di Stato USA ha approvato la possibile vendita del sistema di difesa con missili Patriot alla Romania, compreso il supporto tecnico e le attrezzature, il cui costo estimativo è di 3,9 miliardi di dollari. Il Congresso USA ha ricevuto una nota in merito a questa possibile transazione in data 10 luglio.

La Defense Securuty Cooperation Agency ha annunciato che il Governo della Romania ha richiesto la vendita di sette sistemi Patriot, includendo nella richiesta, tra le altre, l’apparecchiatura di comunicazione, strumenti e attrezzature di prova, apparecchiature di supporto, generatori, documentazioni tecniche, equipaggiamenti di esercitazione, pezzi di ricambio, istruzione del personale, servizi di supporto tecnici e logistici, per un valore totale del programma di 3,9 miliardi di dollari.

I principali contraenti saranno la Raytheon Corporation di Andover, in Massachusetts, e la Lockheed-Martin di Dallas, in Texas.

Per mettere in pratica quest’accordo sarà necessario che circa 30 rappresentati del Governo USA e 40 rappresentanti dei contraenti vengano in Romania, per l’istallazione delle attrezzature, la verifica  del sistema, l’istruzione e il supporto tecnico e logistico.

Un altro argomento discusso potrebbe essere il rinvio nel CSAT del dibattito sulla dotazione dell’Esercito.

Il Premier Mihai Tudose mercoledì ha spiegato come il problema in merito alla dotazione dell’Esercito da parte del CSAT non provenga dalla mancanza dei fondi nel budget del MNaN ma dal modo in cui avverranno queste spese, e che avrà un incontro con la direzione del Ministero, questa settimana o la prossima.

Il programma di dotazione dell’Esercito è stato ritirato dall’ordine del giorno del CSAT perché non rispettava la richiesta di allocazione budgettaria del 2% del PIL, per almeno dieci anni, ha annunciato il Presidente Klaus Iohannis, spiegando che il documento sarà adottato e presentato più in là al Consiglio Supremo di Difesa Nazionale.

Il Premier Tudose: Rispettiamo l’impegno di spesa pari al 2% per PIL per la dotazione dell’Esercito

“Nel budget del 2017 abbiamo il 2% del Prodotto Interno Lordo (PIL) destinato alla Difesa, che ci siamo impegnati a spendere per la dotazione dell’Esercito Romeno. Rispettiamo quest’impegno, tanto nei confronti dei partner NATO, quanto anche di fronte alle aspettative e ai bisogni dei nostri militari”, ha sottolineato Tudose dopo l’incontro di lavoro con il Ministro della Difesa Nazionale, Adrian Tutuianu, con il Ministro dell’Economia, Mihai Fifor, e con il Capo dello Stato Maggiore Generale dell’Esercito, il Generale Nicolae Ciuca, in merito agli aspetti legati alla dotazione dell’Esercito Romeno, secondo un comunicato dell’Esecutivo.

Secondo la fonte citata, il Premier e i due ministri “hanno analizzato la necessità della dotazione per l’Esercito, in rapporto alla capacità attuale e futura dell’industria di difesa romena.

All’incontro ha partecipato anche il Capo dello Stato Maggiore Generale dell’Esercito, “per una migliore coordinazione del necessario e delle priorità nella dotazione”, secondo quanto precisato nella fonte citata.

In quest’ambito, il Ministro della Difesa, Adrian Tutuianu, ha dichiarato a Digi 24 che l’incontro fosse programmato dalla scorsa settimana ed ha precisato che in questo momento le discussioni sono in una tappa intermedia.

“Riguardo all’annuncio fatto dall’Agenzia di Cooperazione per la Difesa e la Sicurezza, comprendiamo sia di estrema importanza per la realizzazione del programma di dotazione dell’Esercito, così com’è stato pensato per il periodo 2017-2026. In questo momento, siamo in una tappa intermedia. Per concretizzare quanto discusso, è necessaria l’approvazione del Congresso e, di certo, una discussione con quanti siano implicati in questo progetto”, ha dichiarato Tutuianu.

In merito al tipo di missili che la parte romena intende acquistare, il Ministro della Difesa ha precisato si tratti di una decisione da prendere solo aver stabilito tutti i dettagli tecnici e tutti gli elementi che riguardano questo programma, “di estrema importanza per l’Esercito della Romania”.

“Quando avremo più dati, con la massima trasparenza li renderemo noti”, ha affermato il Ministro, ed ha puntualizzato come si stiano valutando tutte le possibilità.

Egli ha dichiarato che l’istituzione con potere decisionale in questo senso dipenderà dal modo in cui sarà realizzata la transazione.

“Potrebbe essere una soluzione che arrivi in Parlamento, o no” ha mostrato Tutuianu, precisando che il CSAT si pronuncerà in merito a quest’aspetto prima che un atto normativo sia proposto in Parlamento.

Allo stesso modo, Tutuianu ha puntualizzato l’esistenza di un’offerta europea, per un simile sistema di missili.

“Abbiamo offerte anche da altri stati partner, le prenderemo in considerazione e decideremo quale sarà la proposta migliore per la sicurezza nazionale”, ha spiegato il Ministro della Difesa.

In merito al ritiro del piano di dotazione dell’Esercito dall’ordine del giorno della seduta del CSAT, Tutuianu ha affermato di essere stato lui a chiederlo, dopo aver costatato che il documento consegnato in precedenza conteneva delle incongruenze in merito ai fondi provenienti dal budget e alle necessità di dotazione.

“Erano le tre del pomeriggio, dopo aver ricevuto il mandato e quando c’è stato l’infelice incidente con i tre militari deceduti. Ho costatato come il documento, deposto prima dell’assunzione del mandato da parte mia, presentasse delle incongruenze in merito ai fondi provenienti dal budget e alle necessità di dotazione, vale a dire il rispetto per l’intero periodo, dal 2017 fino al 2026, della quota del 2% del PIL. Ho richiesto, e il signor Presidente Iohannis è stato d’accordo con me, che fosse ritirato il progetto dall’ordine del giorno, e lo presenteremo nuovamente al CSAT alla prossima seduta, rifatto con tutte le tappe aggiornate”, ha spiegato Tutuianu.

 

 

Iohannis sui Patriot: È una questione complessa da discutere di fronte al pubblico generale ma ho avanzato una richiesta di principio alla parte americana

Giovedì, presso la Base Militare Mihail Kogalniceanu, quando gli è stato chiesto se l’Esercito acquisterà missili Patriot, il Presidente Klaus Iohannis ha affermato sia “una questione un po’ più delicata da discutere di fronte al pubblico generale”, ha precisato che lo stato romeno avrebbe avanzato “una richiesta di principio alla parte americana” e che una nota sarebbe stata già pubblicata sul site del Dipartimento di Stato USA, in procinto di essere approvata, perché si aprano poi le negoziazioni.

Il capo dello stato, presso la Base Militare Mihail Kogalniceanu, ha incontrato militari romeni, americani e britannici, ed ha affermato di essere rimasto “positivamente impressionato” dal loro livello di preparazione.

“Sono veri professionisti e credo sia molto importante per i romeni avere qui uomini del genere, con il loro importante contributo in favore della nostra sicurezza. Sono felice che la mia idea sugli uomini che lavorano alla Base Kogalniceanu sia stata confermata, e quando ho chiesto loro com’è la collaborazione tra romeni, americani e britannici, la risposta è stata uguale per tutti: collaboriamo molto, molto bene, siamo stati accolti molto bene dai colleghi romeni, ci siamo integrati benissimo. Quello che mi è piaciuto di più e che di certo mi ha reso molto orgoglioso dei nostri uomini, è stata la loro capacità di dare ai nostri partner e alleati la sensazione di essere in una squadra di professionisti”, ha dichiarato Iohannis.

Lo stesso ha puntualizzato come la Base Kogalniceanu sia molto ben equipaggiata e di aver avuto l’occasione di vedere un’unità di Patriot. “Possiamo essere felici e orgogliosi di avere questa base militare alla Kogalniceanu”, ha aggiunto il capo dello stato.

Alla domanda in merito ai Patriot, se l’Esercito li comprerà, il capo dello stato ha risposto: “Si tratta di una questione un po’ delicata da discutere di fronte a un pubblico generale, ma abbiamo avanzato una richiesta di principio alla parte americana e credo sia stato pubblicata ieri, sul site del Dipartimento di Stato USA, l’approvazione della nostra proposta. Poi inizieremo le negoziazioni e quando avremo dei risultati chiari, li renderemo pubblici”.

Allo stesso modo, alla domanda su che parere abbia sulle affermazioni secondo cui la Romani non dovrebbe pagare una tale cifra per il sistema Patriot, Iohannis ha risposto: “Non intendo rispondere a questa domanda, si tratta di questioni militari, tecniche, e saranno i militari a formulare un punto di vista, quando sarà il caso”.

Iohannis ha spiegato di aver discusso tanto con il Governo Grindeanu quanto con l’attuale Governo delle somme di denaro destinate all’Esercito e di come finora non siano state usate.

“Mi hanno promesso che faranno tutto il necessario per condurre a buon fine e in tempo utile le acquisizioni, aspetto che succeda”, ha continuato Iohannis.

Egli ha poi aggiunto di aver discusso anche con il Presidente del Comitato Militare della NATO, Petr Pavel, in merito ai fondi destinati all’Esercito, e che l’ufficiale straniero gli avrebbe detto di apprezzare la decisione della Romania di stanziare il 2% del PIL per la difesa.

“Abbiamo discusso anche di denaro, più esattamente il signor generale ha voluto a dirmi quanto apprezzi la decisione della Romania di stanziare un budget del 2% per la difesa”, ha menzionato il capo dello stato.

D’altra parte, alla domanda se si rinuncerà all’acquisto delle quattro corvette, Iohannis ha affermato che sarà il MApN a prendere una decisione.

“Questo lo sapremo dal MApN. Il modo in cui saranno suddivisi i fondi. Probabilmente ricordate che questo progetto d’acquisizione strategica era stato inizialmente previsto all’ordine del giorno del CSAT di una settimana fa, non rispettava tutte le condizioni ed è stato ritirato, ma sarà riproposto e allora sapremo esattamente quali saranno i progetti per le acquisizioni di questo tipo”, ha dichiarato Iohannis.

Alla domanda se quest’acquisizione sia necessaria, il Presidente ha risposto: “Tutti questi programmi sono stati considerati necessari ed è stato chiesto anche l’accordo del Parlamento, che è stato ottenuto”.

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