Una strage di orsi

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Dopo che centinaia di sindaci e contadini siculi si sono presentati a Bucarest per protestare al ministero dell’Ambiente, adesso il presidente del Consiglio Distrettuale di Harghita chiede di cambiare la legge, per cominciare al più presto la strage di orsi. Si parla di nuove vittime della “ferocia” degli orsi, due pastori aggrediti mentre cercavano di proteggere il loro gregge. Non c’è più tempo per un dibattito pubblico – il grido d’allarme del politico siculo parla della priorità di difendere la vita umana prima che una “bestia”. Ma tutta questa fretta dovrebbe renderci più cauti nell’accusare gli orsi. E se si trattasse piuttosto della lobby dei cacciatori? Per uccidere un orso di grandi dimensioni si può pagare fino a 15.000 euro, dunque un ordine del ministro in questo senso non è solo una questione di sicurezza. Gli studi indicano come la caccia non sia una vera soluzione per ridurre i danni. È anche vero che lo stato non ha mantenuto la promessa di risarcimento per gli animali domestici sbranati. Ma il numero degli orsi è certamente minore a quanto affermino i cacciatori. Allo stesso tempo, non si deve scordare che certi politici siculi hanno avuto un ruolo controverso in tantissime deforestazioni della loro regione. Purtroppo, l’Unione Democratica dei Magiari della Romania è diventato un partito piuttosto reazionario. Da più di vent’anni ha suoi rappresentanti nelle strutture del potere, oltre ogni identità ideologica. In nome dei diritti delle minoranze etniche, ha rinunciato a lottare per altri valori politici. Adesso cerca di convincere il premier ad accettare la strage di orsi come se si trattasse di una guerra tra uomini e animali. E anche a cambiare la legge che impone la trasparenza delle decisioni governative. In nome di una minaccia che nessun altro dovrebbe accertare.

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