Il Piano di dotazione dell’Esercito, ritirato dall’ordine del giorno del CSAT, perché non rispetta la richiesta del 2% del PIL

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Il Piano di dotazione dell’Esercito è stato ritirato dall’ordine del giorno del Consiglio Supremo di Difesa Nazionale (CSAT), riunitosi martedì, perché non rispetterebbe la richiesta d’allocazione budgetaria del 2% del PIL per minimo dieci anni, ha annunciato il Presidente Klaus Iohannis, precisando che il documento sarà adattato e presentato nuovamente al Consiglio Supremo di Difesa Nazionale.

“Un documento che non abbiamo discusso, perché è stato ritirato dall’ordine del giorno: il Piano di dotazione dell’Esercito 2017-2026. Si è constatato come in questo documento mancasse un aspetto importante, l’accordo politico sull’allocazione del 2% del PIL alla difesa, per almeno un decennio”, ha affermato Klaus Iohannis.

Il Presidente ha precisato come il documento sia stato ritirato dal suo iniziatore e che “sarà presto adattato alle richieste politiche, per essere presentato in una successiva seduta del CSAT”.

Il CSAT ha approvato la messa a disposizione di circa 2.800 militari e civili romeni per operazioni all’estero nel 2018

Il CSAT ha approvato che circa 2.800 militari e civili potranno essere messi a disposizione dalla Romani per operazioni all’estero nel 2018, ha annunciato il Presidente Klaus Iohannis, precisando come sia anche stato stabilito un numero di militari e di civili in attesa sul territorio nazionale che, in caso di crisi, sarebbero allocati in modo supplementare.

Il CSAT, durante la seduta di martedì, ha approvato le forze armate romene che potranno essere messe a disposizione per le missioni operative al di fuori del territorio dello stato romeno, per l’anno 2018.

“Abbiamo un numero massimo di 1.793 persone, tra militari e civili, in grado di partecipare alle missioni esterne per il MApN, e 971 in grado di partecipare per il MAI”, ha annunciato il Presidente Iohannis, alla fine della seduta.

Egli ha sottolineato come tali cifre rappresentino le quote massime.

“In realtà, ora non ci sono così tante persone assunte e probabilmente non ce ne saranno fino al 2018, ma tutti abbiamo visto come le situazioni possano cambiare da un giorno all’altro e vogliamo essere certi di disporre di un largo margine, per allocare un numero supplementare di persone per tali missioni”, ha spiegato il Presidente.

“Oltre a questi, si è stabilito per ciascuno un numero di militari e di civili, presenti in attesa sul territorio nazionale e che, nel caso di una crisi, possa essere allocato in modo supplementare”, ha precisato ancora il capo dello stato.

Klaus Iohannis: Ho notificato al CSAT il rapporto di attività dell’SRI per il 2016; è completo e ben documentato

Martedì, durante una conferenza stampa, il Presidente Klaus Iohannis ha dichiarato come alla seduta del CSAT sia stato approvato il rapporto di attività dell’SRI per il 2016, un rapporto “completo e ben documentato”, che ha mostrato quanto importante sia il lavoro svolto dal Servizio per la difesa dal terrorismo.

“Abbiamo approvato oggi (martedì – N.d.R.) il rapporto di attività dell’SRI, un rapporto completo, ben documentato e che mostra una volta ancora, quanto importante sia il lavoro che l’SRI depone per difenderci dal terrorismo”, ha affermato il capo dello stato.

Klaus Iohannis ha poi aggiunto come, durante la seduta del CSAT, sia stato approvato anche il Libro Bianco della Difesa per il 2017, “un documento presentato dal MApN, e risultato ottimo quanto opportuno”.

Iohannis: Non esistono segnali per cui il fenomeno della migrazione starebbe diminuendo; il MAI dovrà essere ben preparato

Dopo la riunione del CSAT di martedì, il Presidente Klaus Iohannis ha precisato come non esistano segnali per cui il fenomeno della migrazione starebbe diminuendo, motivo per cui il Ministero degli Interni dovrà essere ben preparato, tanto rispetto a quanti cerchino di attraversare illegalmente la Romania, quanto anche per quanti saranno riallocati, in base alle decisioni che saranno prese a livello europeo.

“Abbiamo analizzato il rapporto del MAI riguardante l’evoluzione del fenomeno migratorio, specialmente della migrazione illegale. Questo fenomeno migratorio – intensificatosi in modo inaspettato nel 2015 – non è più una cosa straordinaria ma qualcosa con cui è necessario confrontarsi quotidianamente. E questo è stato il mio messaggio per il MAI: uscire dall’idea che si tratti di una crisi limitata nel tempo e prepararci ad affrontare movimenti migratori per molti anni, d’ora in avanti”, ha dichiarato Klaus Iohannis, alla fine della seduta del CSAT.

Il capo dello stato ha sostenuto non ci sia alcun indizio secondo cui la pressione migratoria diminuirà.

“Abbiamo dati anche dall’UE e dai servizi con cui collaboriamo, non esiste nessun indizio che questa pressione migratoria diminuirà. Abbiamo ancora, soprattutto dall’Africa, segnali che ci dicono di rimanere in allerta, non ci sono purtroppo segnali positivi in merito alla guerra in Siria. Perciò, il MAI dev’essere ben preparato rispetto a quanti cercheranno di attraversare illegalmente il territorio del nostro paese, come anche rispetto a quanti saranno riposizionati in base alle decisioni che saranno prese a livello europeo”, ha concluso Klaus Iohannis.

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