Dragnea preso di mira in una nuova inchiesta dei procuratori anticorruzione

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La DNA conferma l’esistenza di un dossier penale basato su quanto svelato dall’inchiesta giornalistica pubblicata da RISE Project

Sono esistite “richieste di relazioni” dalle autorità nazionali e dalle autorità del Brasile

La Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) ha rilasciato venerdì un comunicato stampa in cui dichiara che una parte degli aspetti contenuti nell’inchiesta, pubblicata giovedì da RISE Project, costituiscano oggetto di un’indagine penale di competenza DNA, e in quest’indagine, costituita in base a un procedimento d’ufficio, i procuratori hanno disposto, il 19 febbraio 2016, l’avvio del procedimento penale in rem (rispetto ai fatti) per reati di corruzione e assimilati a corruzione.

Allo stesso tempo, la DNA afferma come dopo l’inizio del procedimento penale siano state richieste informazioni anche dalle autorità del Brasile.

“Dopo l’inizio del procedimento penale in rem, sono stati amministrati mezzi di prova costituiti dalle audizioni dei testimoni, sequestro di documenti, richieste di relazioni dalle autorità nazionali e dalle autorità brasiliane. In merito agli atti procedurali svolti nella presente causa, precisiamo che, quando le circostanze lo permetteranno, saremo in grado di offrire dettagli supplementari”, mostra ancora la DNA nel comunicato stampa.

Sempre venerdì, il Procuratore generale, Augustin Lazar, rispondendo a una domanda ha dichiarato di non poter smentire o confermare l’esistenza di un’indagine riguardante Tel Drum e Liviu Dragnea, ed ha specificato che, se il rapporto fosse reale, i fatti sarebbero di competenza della DNA, aggiungendo poi: “Se non ha già un dossier aperto”.

RISE Project giovedì ha pubblicato un rapporto attribuito alla Direzione Generale di Protezione Interna, intitolato “Nota in merito agli aspetti che influenzano il clima socio-economico della regione Teleorman”, in cui è descritta una “rete criminale costituita da persone con potere decisionale nella regione”, tramite cui Liviu Dragnea avrebbe frodato i fondi europei e governativi. In questo documento, Dragnea è presentato come “detentore di maggioranza delle azioni al portatore della SC Tel Drum SA”.

La Direzione Generale di Protezione Interna (DGPI) ha sostenuto in un comunicato stampa, trasmesso giovedì sera, che il “presupposto documento segreto”, pubblicato da RISE Project, non le appartiene e “respinge in modo categorico qualsiasi tentativo di implicare l’unità in dispute di natura politica”.

Ancora giovedì, gli ispettori ANAF hanno effettuato un controllo nella redazione di RISE Project. Il leader PSD, Liviu Dragnea, oggetto di numerose inchieste giornalistiche di RISE, ha trasmesso un comunicato stampo in cui sostiene di non avere nessuna implicazione con l’azione ANAF, di essere “indignato” dall’accaduto e di avere la sensazione che si cerca di comprometterlo. Allo stesso modo, egli ha chiesto al Ministro delle Finanze e capo dell’ANAF di fornire “immediate” spiegazioni pubbliche in merito a quest’azione.

I giornalisti della RISE Project hanno pubblicato numerose inchieste in cui hanno sostenuto che Liviu Dragnea abbia affari in Brasile e visiti spesso quel paese, insieme a diversi imprenditori e leader PSD. Nel più recente articolo di questo tipo, RISE Project afferma che Dragnea sia stato in Brasile ben 16 volte, anche con la sua segretaria, e dichiara esistano sospetti di attività di riciclaggio di denaro. Il primo marzo, il Presidente PSD affermava non esistesse alcun affare e di non detenere alcuna proprietà in Brasile, che si tratterebbe di una “leggenda” che circola da anni e che, se mai qualcuno avesse scoperto una sua qualche abitazione lì, prometteva di regalargliela.

Mercoledì, Liviu Dragnea ha dichiarato in Parlamento di aver richiesto alle autorità federali brasiliane di investigare sul modo in cui siano state fornite informazioni sulla sua vita privata, all’interno dell’indagine svolta dai giornalisti di RISE Project. Il leader socialdemocratico ha voluto precisare di non avere affari in Brasile, di non riciclare denaro in nessun paese e di non essere al centro di un’indagine internazionale.

“Ho avvertito le autorità federali brasiliane, tramite l’Ambasciata del Brasile in Romania, per quanto apparso su determinati site, perché finora non ho reagito, negli ultimi mesi, ma ci sono già moltissime leggi violate e il fatto che a un turista romeno, io non ho versato somme di denaro in Brasile, non ho affari in Brasile, non ho riciclato denaro in Brasile o in un altro paese o in Romania, o il fatto che certi dati strettamente personali siano stati messi a disposizione di certi cosiddetti giornalisti o investigatori civili, nell’assoluta violazione della legge, per tutto questo credo di dover ricevere delle spiegazioni. Vedremo se quei dati personali sono dati ufficiali provenienti da un’istituzione federale del Brasile o se siano stati ottenuti con mezzi illegali”, dichiara Liviu Dragnea.

Il Presidente della Camera dei Deputati ha inoltre affermato non esista un’inchiesta in Brasile a suo nome. “Non esiste nulla del genere (l’inchiesta in Brasile – N.d.R.). Per quel che ricordo, non c’è un’inchiesta internazionale a mio carico, e nemmeno un mandato d’arresto internazionale, non sono seguito dall’Interpol e non sono d’accordo col fatto che un presunto investigatore, tra gli investigatori per cui si spendono molti soldi, dica menzogne”, ha concluso il leader del PSD.

La Direzione Fiscale sul caso RISE Project: l’ANAF non programma il suo calendario in funzione delle dichiarazioni dei politici

Quella fiscale è un’istituzione indipendente che non programma un calendari di attività in funzione delle dichiarazioni degli uomini politici, e le azioni dell’istituzione non sono condotte contro la libertà di stampa, ha affermato venerdì il Presidente dell’Agenzia Nazionale di Amministrazione Fiscale (ANAF), Bogdan Stan, alla domanda sui controlli svolti dagli ispettori fiscali presso la sede della rivista online RISE Project.

I giornalisti della RISE Project giovedì hanno annunciato di essere oggetto di un controllo ANAF, associato nello spazio pubblico all’inchiesta riguardante il leader del PSD, Liviu Dragnea. Dragnea ha negato qualsiasi legame con l’azione dell’ANAF, dichiarandosi sorpreso e affermando che si tenta di comprometterlo.

Venerdì, Stan ha precisato come l’ANAF non sia un’istituzione che stabilisce il proprio calendario di attività in funzione delle dichiarazioni dei politici.

“L’ANAF non è un’istituzione politica, non prepariamo il calendario delle nostre attività di controllo in funzione delle dichiarazioni di determinati politici. Abbiamo un calendario e una strategia chiara. I nostri controlli non sono diretti contro la libertà di stampa”, ha affermato Stan, durante una conferenza stampa.

Alla domanda se la stampa rappresenti, dal punto di vista del Fisco, un rischio fiscale, egli ha risposto negativamente.

Reazioni

Tariceanu: Non esiste nessuna prova che il documento presentato da RISE Project sia reale. Non ha nulla a che fare con il giornalismo

Giovedì sera, il Presidente dell’Alleanza dei Liberali e Democratici (ALDE), Calin Popescu Tariceanu, in un’intervista a Digi 24, ha affermato che l’articolo di RISE Project sul documento DGPI “non ha nulla a che fare con il giornalismo” e che non esisterebbe nessuna prova che quell’atto sia reale, contraddicendo le informazioni presentate in merito alla sua relazione con Liviu Dragnea, che daterebbe 2005.

“Quelli della RISE Project pubblicano un cosiddetto documento fornito da un servizio di informazione, ma questo documento contiene allusioni di ogni tipo che non hanno nessun rapporto con la realtà. Ho letto l’informazione apparsa. Ho scoperto che nel 2005 si scorgevano gli albori dell’amicizia tra me e il signor Liviu Dragnea. Posso dire che nel 2005 non conoscevo nemmeno il Signor Dragnea, non l’ho conosciuto nel 2005. Non so se all’epoca sapevo chi fosse il presidente del Consiglio Regionale di Teleorman. Io ero nella maggioranza dell’epoca, il signor Dragnea era all’opposizione”, ha dichiarato Tariceanu.

Egli afferma che, se tutti i documenti prodotti da RISE Project sono simili a quello pubblicato giovedì, “allora sappiate si tratta di pessimo giornalismo”.

“Non ha nulla a che fare con il giornalismo, ma con l’intenzione evidente di distorcere la realtà e con l’intenzione evidente di portare in primo piano, non voglio considerarmi un pezzo principale di questo puzzle, il signor Dragnea, di metterlo in cattiva luce e, di certo, se in quest’operazione è possibile introdurre anche il sottoscritto perché non farlo, giusto? Nella logica degli autori di questo documento”, ha affermato il leader dell’ALDE.

Il Presidente del Senato ha inoltre dichiarato che “non esiste nessuna prova che questo documento sia vero”. “Io non so non si tratti di informazioni prese qua e là, messe insieme, informazioni non verificate, perché per prima cosa io non conoscevo il Signor Dragnea”, ha mostrato ancora il Presidente del Senato.

Basescu: Dragnea è intoccabile dopo le partite di tennis e le feste con Ponta, Ghita, Coldea, Maior e Kovesi nelle ville dell’SRI

Il leader del Partito Movimento Popolare (PMP), Traian Basescu, sostiene che Liviu Dragnea sia “intoccabile” perfino per Codruta Kovesi, e questo troverebbe spiegazioni nelle “partite bisettimanali di tennis e nelle feste del periodo 2010 – 2014, cui hanno partecipato Dragnea, Ponta, Ghita, Coldea, Maior nelle ville dell’SRI, accompagnati da spritz e dalla «Dea Giustizia»”.

“Molti si chiedono come mai finora la Procura Generale, la DNA e neppure il Parlamento non abbiano avviato un’inchiesta seria sugli affari del signor Dragnea, che si tratti di Tel Drum, degli affari in Brasile, di quelli con i terreni per la caccia, degli affari con gli allevamenti di suini, gli stagni, i terreni e molti altri”, scrive Basescu sulla sua pagina Facebook.

Il leader del PMP menziona come “si siano versati fiumi d’inchiostro, siano state date informazioni provenienti da istituzioni specializzate, legate agli affari del signor Dragnea e dei suoi compari”. “E tuttavia, niente. Dragnea è intoccabile. Chissà perché?”, continua Basescu.

“La spiegazione per fatto che Dragnea sia intoccabile, perfino per «l’immacolata» Kovesi, è una sola: le partite bisettimanali di tennis e le feste del periodo 2010 – 2014, cui hanno partecipato Dragnea, Ponta, Ghita, Coldea, Maior nelle ville dell’SRI, accompagnati da spritz e dalla «Dea Giustizia». E lo dico io, Traian Basescu, l’uomo i cui guadagni sono stati frugati dalla Procura Generale e dalla Commissione Parlamentare, fino alla più piccola transazione, che fossero mie o di mia figlia Ioana”, ha affermato Traian Basescu.

L’USR richiede le dimissioni della direzione ANAF, e che gli organi d’indagine penale facciano ricerche su quanto svelato da RISE Project

Il Partito Unione Salvate la Romania (USR) chiede le dimissioni del personale dirigente dell’ANAF, responsabile di aver provocato l’inopinato controllo della redazione RISE Project, mentre era in procinto di pubblicare un nuova inchiesta sugli affari personali del leader PSD.

L’USR ritiene che il modo in cui il controllo dell’ANAF si sia sovrapposto alle rilevazioni sui controversi affari con connessioni interpartitiche di Liviu Dragnea, sollevi seri dubbi in merito al funzionamento democratico delle istituzioni pubbliche dello stato romeno, si legge in un comunicato dell’USR.

Il partito ha precisato di sostenere una stampa integra e i giornalisti appassionati e onesti, come premesse obbligatorie per garantire il diritto di libertà di espressione e il diritto della gente ad avere accesso illimitato alle informazioni d’interesse pubblico, diritto previsto in modo espresso nella Costituzione e senza il quale, la società democratica è impossibile da immaginare.

“Nessuno nega il diritto delle istituzioni dello stato di svolgere dei controlli ma in base all’esperienza di altre situazioni simili per alcuni giornalisti d’inchiesta, è difficile credere che tra il controllo dell’ANAF e la serie di inchieste su Liviu Dragnea non esista alcuna connessione. La Grande Muraglia Cinese e l’intenzione intimidatoria in questo caso, si vedono dalla Luna”, ha affermato il senatore USR Mihai Gotiu, secondo la fonte citata.

“Invece di molestare politicamente i giornalisti, l’ANAF farebbe meglio a recuperare i pregiudizi causati dai politici corrotti, che si sono arricchiti grazie a contratti con lo stato e ai privilegi loro concessi”, appare ancora nel comunicato.

“Oltre al flagrante tentativo di intimidazione della stampa, di cui la direzione dell’ANAF dovrebbe rispondere, l’Unione Salvate la Romania segnala la gravità delle rilevazioni, realizzate da RISE Project, tramite la pubblicazione di un documento proveniente da un servizio di informazione interna, in cui è descritto il meccanismo con cui il Presidente del PSD e Presidente della Camera dei Deputati «ha formato una rete criminale costituita da persone con potere decisionale nella regione di Teleorman, tramite cui avrebbe frodato i fondi europei e governativi»”, si legge nel comunicato.

Da questo punto di vista, “Dragnea, non per l’azione abusiva degli ispettori ANAF dovrebbe fornire spiegazioni ma esattamente per le situazioni, in merito alle quali non gli sia mai stata posta una semplice domanda: da dove, da dove signor Dragnea proviene tanta ricchezza?”, sostiene il portavoce dell’USR, il deputato Dan Barna.

Il Partito Unione Salvate la Romania aspetta che le istituzioni dello stato abilitate svolgano ricerche in merito alle informazioni pubblicate dai giornalisti della RISE Project e ritiene che Liviu Dragnea dovrebbe lasciare la direzione del PSD e la Camera dei Deputati.

“La riorganizzazione della DGIP, ho intuito dal primo momento fosse un tentativo di mettere un servizio di forza a disposizione discrezionale di Liviu Dragnea ma non ho mai pensato quanto l’intero piano fosse ben organizzato e pianificato. La Romania semplicemente non può permettersi che la terza carica dello stato sia occupata da un uomo capace di metterlo a disposizione della sua mafia personale, con tale leggerezza”, ha concluso il deputato USR, Tudor Benga.

Il PNL chiede le dimissione della direzione ANAF per le verifiche svolte alla RISE Project

Il Partito Nazional Liberale (PNL) chiede le dimissioni “urgenti” del presidente dell’ANAF, Bogdan Stan, in seguito alle verifiche effettuate dall’istituzione presso la RISE Project, con l’accusa di aver “violato in modo grossolano” la libertà di stampa, secondo un comunicato del partito.

“Il Partito Nazional Liberale chiede le dimissioni urgenti del presidente dell’ANAF per aver violato in modo grossolano la libertà di stampa, utilizzando in modo abusivo un’istituzione dello stato contro una pubblicazione d’inchiesta. Un comportamento del genere è intollerabile in qualsiasi paese garante dei diritti e delle libertà fondamentali”, ha affermato il Presidente del PNL, Ludovic Orban, in base al comunicato stampa.

Egli afferma che l’incursione dei rappresentanti dell’ANAF presso l’istituzione di stampa non possa essere una coincidenza.

“Non possiamo credere sia una coincidenza l’incursione dei rappresentanti dell’ANAF nella redazione della RISE Project, a poche ore dall’annuncio di alcune rivelazioni sul presidente del partito di governo, il leader del PSD Liviu Dragnea. Tollerare un simile comportamento da parte di un’istituzione dello stato romeno, significa tollerare un precedente che colpisce gravemente i valori democratici, che cedere all’abuso della libertà di espressione, garantita dalla Costituzione”, dichiara Orban.

Il PNL chiede le dimissioni dei rappresentanti dell’ANAF responsabili di aver preso queste misure.

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