Augustin Lazar: la DNA è una struttura di élite del Pubblico Ministero; in pochi giorni si farà luce sui problemi

0
112

Lo scandalo esiste intorno all’istituzione, ed è prodotto “in modo non disinteressato, da determinati canali media”

Mercoledì, in riferimento alle dispute interne alla Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), il Procuratore generale Augustin Lazar ha dichiarato come questa sia una struttura di élite del Pubblico Ministero, che in pochi giorni si farà luce sui problemi e che lo scandalo esiste intorno all’istituzione perché prodotto, “in modo non disinteressato, da determinati canali media”. In merito alla macchina della verità, invocata da quanti hanno reclamato il modo in cui il procuratore capo della DNA, Laura Codruta Kovesi, desiderava indagare su come le registrazioni che la riguardano siano apparse nello spazio pubblico, Lazar ha affermato come tale procedimento, “senza essere la regina delle prove”, possa offrire dati sulla direzione in cui dovrebbe procedere un’indagine.

“Voi suggerite sia scoppiato uno scandalo interno alla DNA. Lo scandalo esiste intorno alla DNA. Vale a dire, esiste un vocio, un rumore mediatico molto interessante, che vorrebbe trovare le vulnerabilità di un’istituzione di élite del Pubblico Ministero, le vulnerabilità e possibili radicalizzazioni di alcune persone che, di certo, potrebbero avere determinate frustrazioni accumulate nel tempo. Tuttavia, io posso assicurarvi che la DNA sia una struttura d’élite del Pubblico Ministero e che l’UE abbia investito somme ingenti, come essa abbia un corpo d’élite e che, d’altra parte, l’intero Pubblico Ministero e la DNA chiariranno tutti i problemi apparsi”, ha affermato il Procuratore generale, rispondendo alle domande sullo scandalo della DNA.

Egli ha sostenuto come “lo scandalo sia prodotto in modo non disinteressato da certi canali media” e come “in modo evidente, sia vantaggioso per quanti desiderino fermare la lotta anticorruzione”.

“Voi dite ci siano tensioni, il fatto che qualcuno commetta un reato nella DNA non significa tensioni, significa che quel qualcuno sarà trovato, le cose saranno chiarite nei giorni immediatamente successivi e si dimostrerà come la DNA sia capace di risolvere i propri problemi”, ha menzionato Lazar.

Egli ha ricevuto domande anche in merito all’uso della macchina della verità nelle indagini, tenendo presente che i procuratori rivoltisi alla Sezione dell’Ispettorato Giudiziario, abbiano reclamato alla Kovesi il fatto di voler usare il test del poligrafo.

“Pochi sanno poche cose essenziali: la macchina della verità è un dispositivo utilizzato per verificare la sincerità. Non rappresenta la regina delle prove, ma può aiutare chi svolge le verifiche a determinare, all’interno di un cerchio più largo di sospetti, in che direzione dovrebbe svolgersi l’indagine. Con certezza posso dirvi che la macchina della verità è usata non per produrre la prova regina ma per orientare l’indagine, in base alle prove, in una zona in cui sia identificata”, ha spiegato Augustin Lazar, mentre entrava al CSM.

Il Consiglio Superiore della Magistratura martedì si è riunito per discutere della richiesta del procuratore capo della DNA, Laura Codruta Kovesi, di revoca dalla carica dei procuratori Doru Tulus e Mihaela Iorga.

Martedì mattina, i due si sono recati al CSM, affermando di essere lì per ricevere notifica della richiesta di revoca e per esporre il punto di vista dell’Ispettorato sui i Procuratori del CSM. Gli stessi hanno precisato che rilasceranno dichiarazioni all’interno dell’istituzione.

La Direzione Nazionale Anticorruzione, in una risposta inviata su richiesta di News.ro, precisa come i procuratori Dori Tulus e Mihaela Moraru Iorga, per cui il capo dell’istituzione ha richiesto la revoca il 29 giugno, non abbiano più la condotta adatta per essere procuratori della DNA, così come emerge dal Codice Deontologico dei giudici e dei procuratori. A Morari Iorga si rimprovera di non aver registrato una denuncia conformemente alle procedure legali, mentre a Tulus di aver concluso un caso in cui era implicata una persona con cui egli avrebbe intrattenuto “rapporti civili”, e questo ne avrebbe influenzato l’imparzialità. Allo stesso modo, la Procura Generale ha disposto giovedì la conclusione delle deleghe dei due procuratori dalle funzioni di capi di sezione all’interno della DNA.

In seguito, i procuratori DNA, Mihaela Iorga, Doru Tulus e Marin Nicolae hanno inviato una notifica alla sezione dell’Ispettorato Giudiziario, in cui accusano il procuratore capo della DNA di essersi implicata nell’inchiesta sulla registrazione di una seduta della DNA, di esercitare pressioni sui procuratori e di richiedere test con la macchina della verità.

Allo stesso modo, i tre procuratori hanno inviato una memoria al CSM in cui mostrano come testare al poligrafo un magistrato possa aprire la strada verso la vulnerabilità dei procuratori. “Tenendo presente la qualità di garante dell’indipendenza e dell’imparzialità dei magistrati, che appartiene al Consiglio Superiore della Magistratura, ci rivolgiamo a voi all’interno di un iter legittimo di difesa dello statuto dei magistrati, poiché praticare un test del poligrafo su un magistrato può diventare una pratica di natura tale da causare gravi danni all’indipendenza del magistrato, che sia un procuratore o un giudice. Richiamiamo la vostra attenzione sul fatto che, una volta creatosi, questo precedente potrebbe trasformarsi domani in una pratica generalizzata. Ci poniamo una domanda legittima, che sarà la legittima motivazione per respingere una richiesta di amministrazione delle prove che consti nel test del poligrafo di un magistrato, formulata da qualsiasi querelante, in buona o in cattiva fede. Il semplice rifiuto da parte di un magistrato di dimostrare la propria innocenza sarà in grado di intaccare il suo onore e la sua probità professionale, costituendo presunta colpevolezza”, mostrano i procuratori DNA nella memoria inviata al CSM.

La scandalo nella DNA è scoppiato dopo l’apparizione sui giornali delle registrazioni con Laura Codruta Kovesi a un incontro con i procuratori DNA.

 

Kovesi al CSM: Non rassegno le dimissioni, non ce n’è motivo; non ci sono tensioni nella DNA

Martedì, il Procuratore capo della Direzione Nazionale Anticorruzione, Laura Codruta Kovesi, ha dichiarato alla sede del CSM di non avere motivi per cui rassegnare le dimissioni, specificando non ci siano tensioni interne nella DNA.

“Non c’è nessun conflitto, è una richiesta tramite cui ho sollecitato un parere consultivo in merito alla revoca di due procuratori che lavorano alla DNA. (…) Ho chiesto la revoca di due procuratori, in conformità alle procedure. Non posso fornire dettagli sui motivi. (…) Non c’è nessuna tensione, la nostra attività procede normalmente. Ci sono più di 160 procuratori nella DNA, qui parliamo della proposta di revoca di due procuratori della DNA”, ha affermato Kovesi.

Alla domanda, se intenda presentare le sue dimissioni, la stessa ha dato risposta negativa, affermando non ci sia motivo di farlo. “No, non rassegnerò le dimissioni, non ce n’è motivo”, ha sostenuto il capo della DNA.

Kovesi: Dal gennaio 2016, alla DNA ci sono state 126 verifiche della sezione dell’Ispettorato Giudiziario; non sono state costatate irregolarità

Il Procuratore capo della Direzione Nazionale Anticorruzione, Laura Codruta Kovesi, martedì ha dichiarato di aspettare il controllo dell’Ispettorato Giudiziario, mostrando come alla DNA siano stati svolti, dal gennaio 2016, più di 126 verifiche su questioni puntuali e controlli tematici, e come non siano state costatate irregolarità.

Mentre usciva dalla sede del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), i giornalisti hanno posto alla Kovesi domande sul controllo che l’Ispettorato Giudiziario svolgerà alla DNA, su richiesta del Ministro della Giustizia, Tudorel Toader.

“Ci hanno annunciato ufficialmente di questo controllo. Riguarderà il periodo 1 gennaio 2016 fino ad oggi. Posso dirvi che, dal gennaio 2016 fino ad oggi, ci sono state 126 verifiche su questioni puntuali, richieste o effettuate dall’Ispettorato Giudiziario, come anche controlli tematici, condotti alla DNA. In tutte quelle più di cento occasioni, e durante gli otto controlli, non sono state riscontrate irregolarità o violazioni della legge. Aspettiamo questo controllo. Sono convinta che tutti i procuratori della DNA abbiano rispettato la legge e aspettiamo che i risultati di questo controllo siano resi pubblici”, ha dichiarato Kovesi, che ha rifiutato di rispondere ad altre domande.

La dichiarazione è stata rilasciata dopo l’audizione di Dorus Tulus e Mihaela Moraru Iorga da parte dei membri della Sezione per i procuratori del Consiglio Superiore della Magistratura, procuratori per cui Kovesi ha chiesta la revoca dell’incarico.

 

Iohannis: Non vedo alcun motivo per la sospensione dall’incarico del capo della DNA

Il Presidente Klaus Iohannis martedì ha dichiarato di non vedere alcun motivo per cui sospendere dalla sua funzione il capo della DNA, Codruta Kovesi. Il capo dello stato ha dichiarato sia un bene si facciano verifiche in merito “all’approccio dei media” apparso isull’attività della DNA ed ha ricordato di essere soddisfatto dell’attività della Procura Generale e della DNA.

Alla domanda sullo scandalo scoppiato intorno alla DNA, il presidente ha risposto: “Sono stato informato di questi approcci media e credo sia un bene si svolgano verifiche. In base alle mie informazioni, si fanno verifiche alla DNA, mentre il CSM si occupa ugualmente di determinati aspetti e ho preso atto del fatto che sia stato il Ministero della Giustizia a sollecitare un’ispezione del management, tanto alla Procura Generale, quanto anche alla DNA”.

Klaus Iohannis ha affermato che tali disposizioni chiariranno tutti gli aspetti.

Rispondendo ad alcune domande, il capo dello stato ha precisato di essersi espresso in più occasioni e di essere “molto soddisfatto” dell’attività della Procura Generale e della DNA, come anche dell’attività svolta dalla direzione di queste istituzioni.

Alla domanda se sia soddisfatto anche dopo le registrazioni apparse, Iohannis ha affermato: “Ho sentito anche troppo delle cosiddette intercettazioni, di ascolti e interpretazioni per crederci ancora. Chi ne avrà il diritto, svolgerà le necessarie verifiche e alla fine scopriremo la verità”.

Alla domanda se Laura Codruta Kovesi dovrebbe essere sospesa dalla carica fino a quando questi aspetti non saranno chiariti, il Presidente Iohannis ha risposto: “Non vedo alcun motivo per una sospensione”.

Egli ha precisato di non aver discusso con Kovesi sull’argomento. “Non discuto con il capo della DNA questo tipo di questioni, non entra delle mansioni di un presidente e aspetto con grande interesse le conclusioni delle verifiche istituzionali che verranno. Se firmerò o meno (le dimissioni di Kovesi – N.d.R.), è una questione del genere se e sembra che. Quando avremo le conclusioni, allora ne discuteremo”, ha affermato Iohannis.

Il capo dello stato ha sottolineato pero come “gli scandali non siano benefici, perché scuotono la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e sollevano grandi punti interrogativi nei nostri partner ed alleati politici”. “A prescindere se si tratti di uno scandalo creato dai media o da qualche politico corrotto interessato a compromettere la lotta anticorruzione o se sia stata realmente una svista, un chiarimento dovrà apparire rapidamente e dovrà essere credibile, altrimenti tutti rimarranno con un punto interrogativo che non dovrebbe esistere in quest’ambito”, ha aggiunto il Presidente.

“Perciò, voglio avere chiarimenti urgenti, e non solo urgenti ma anche pertinenti”, ha puntualizzato Klaus Iohannis.

Iohannis ha inoltre aggiunto di credere che la lotta alla corruzione non sia disturbata in questo momento dagli attuali problemi della DNA. “La lotta alla corruzione avviene alla sua velocità intrinseca, normale”, ha spiegato.

NO COMMENTS