L’estrema destra al Comune di Cluj

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A Cluj si sono svolti sabato due cortei. Il primo, lontano dal centro della città, è stato il primo Gay Pride locali. L’altro, in una delle piazze centrali, tra il Teatro Nazionale e la cattedrale ortodossa, è stato la risposta degli omofobi. Al primo, che rischiava di non essere autorizzato, hanno partecipato quasi mille persone. Nel caso dell’altro, un raduno di poche decine di persone, i gendarmi, con un intervento in forza, hanno portato via una giovane attrice che cercava di contraddire in piazza gli omofobi. Un giovane con una maglietta con la scritta “Omofobo. Madre = donna”, uno degli organizzatori del corteo del piccolo partito estremista “La Nuova Destra”, pochi giorni prima aveva preso parte a una seduta del Consiglio Comunale, in cui il sindaco Emil Boc ha ritirato la richiesta di cambiare il nome di una strada. Si tratta di una strada poco conosciuta alla periferia ovest della città, che da qualche anno ha il nome dello scrittore e politico Radu Gyr. Con vent’anni di carcere politico alle spalle, Gyr è oggi visto da alcuni come un eroe dell’anticomunismo, sebbene sia stato anche uno dei leader del Movimento Legionario, il partito interbellico di estrema destra più popolare in Romania. Un partito estremamente antisemita. Come spiegare simili esitazioni dell’ex premier, oggi di nuovo sindaco di Cluj? Da molti anni, Emil Boc ha fatto di tutto per impedire la collocazione dei segnali di località anche in lingua ungherese. Probabilmente non vuole perdere la simpatia dell’elettorato più nazionalista. Ma da pochi giorni uno dei vecchi funzionari del Comune, che ha cominciato la sua carriera ai tempi dell’ultranazionalista Gheorghe Funar, è diventato caposervizio della Cultura. Si tratta di un noto estremista di destra, che adesso dirigerà gli affari culturali di una città che dopo Funar poteva vantare multiculturalismo e tolleranza.

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