Il dossier sulle elezioni presidenziali del dicembre 2009 è stato archiviato dai procuratori

0
102

Il dossier riguardante le elezioni presidenziali del dicembre 2009 è stato archiviato dai procuratori, ha annunciato martedì la Procura della Corte Suprema.

“I procuratori della Sezione penale e criminalistica della Procura dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (PICCJ) hanno disposto l’archiviazione di questo dossier poiché – in base alle prove amministrative – è stata stabilita l’assenza di elementi/indizi di natura tale da presupporre in modo ragionevole che ci siano stati tentativi/siano state avviate dalle persone citate, azioni/atti che toccherebbero la sfera dell’illecito penale, più esattamente capaci di dare forma al testo incriminante del reato di abuso d’ufficio, previsto dall’art. 297, par. 1 del Codice penale con applicazione dell’art. 5 del Codice penale (ex art. 62, par. 3 e 4 della Legge n. 370/2004 per l’elezione del Presidente della Romania), mostra la Procura della Corte Suprema in un comunicato stampa trasmesso martedì.

Il 24 aprile, i procuratori della Procura dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (PICCJ) hanno dato avvio all’inchiesta penale in rem, nel caso del dossier riguardante le elezioni presidenziali del 2009, per i reati di abuso d’ufficio previsto all’articolo 297 paragrafo 1, con l’applicazione dell’articolo 5 del Codice penale (più esattamente, l’articolo 248 rapportato all’articolo 248, paragrafo 1 del vecchio Codice penale) e la falsificazione di documenti e registri elettorali, reato previsto dall’articolo 391, paragrafi 3 e 4 del Codice penale, con applicazione dell’articolo 5 del Codice penale (ex articolo 62, paragrafi 3 e 4 della Legge n. 370/2004 per l’elezione del presidente della Romania, modificata e ripubblicata).

“Menzioniamo che i fatti per cui è stata avviata l’inchiesta penale sono prescritti in base alla vecchia legge – art. 122, lett. b e c, par. 1, lett. c del nuovo Codice penale”, precisa il PICCJ.

Nicolicea: La decisione è corretta; la commissione continuerà a lavorare

Martedì, il deputato PSD, Eugen Nicolicea, ha dichiarato in Parlamento che la decisione della Procura della Corte Suprema di archiviare il caso sulle elezioni presidenziali del 2009, è corretta, dal momento che i procuratori non hanno potuto precisare per quali istituzioni lavorasse la persona che ha commesso l’abuso di ufficio. In merito all’attività della commissione d’inchiesta che ha analizzato lo scrutinio, il socialdemocratico ha dichiarato che i membri della commissione continueranno il loro lavoro.

“Come sapete, finora si è insistito sul fatto che non fosse possibile continuare a indagare in Parlamento, se sia stata avviata un’indagine penale o se esista un’inchiesta alla Procura. Nessuno ha detto che, se non esiste più un’inchiesta alla Procura, allora l’inchiesta parlamentare è compromessa. Allo stesso modo, nel tempo ho detto che, quando la Procura ha annunciato di aver avviato l’inchiesta penale in rem per il reato di abuso d’ufficio che, come dice il nome stesso, è un reato d’ufficio, è necessario precisare almeno nell’ufficio di quale istituto fosse la persona che ha commesso tale abuso. Poiché era impossibile precisare quale fosse quell’istituzione, evidentemente non si è potuto dare inizio a indagini penali in rem se non così per scherzo. Per questo, la risposta data adesso, vale a dire l’archiviazione del dossier, è quella corretta”, ha affermato il presidente della Commissione giuridica.

Alla domanda se questa settimana la commissione d’inchiesta lavorerà, Eugen Nicolicea ha affermato: “La commissione d’inchiesta lavora in base al piano stabilito dalla sua leadership. Ho avuto da fare questa settimana, ho avuto anche dello studio individuale, e la seduta di lunedì è stata posticipata a causa dei fatti accaduti. Come sapete, il termine è stato prorogato di 60 giorni e durante le vacanze, si lavorerà in conformità al programma stabilito dalla direzione, vale a dire dal presidente Fifor”.

All’ennesima domanda, se sia possibile ora l’estensione dell’area di attività della commissione, il deputato PSD ha sostenuto che gli obiettivi non possono essere cambiati.

“Gli obiettivi non possono essere cambiati se non tramite decisione della plenaria riunita. Sebbene rientriamo in quella decisione, d’altra parte, nessuno può invocare l’esistenza di un’inchiesta in rem e sottrarsi al lavoro”, ha concluso il socialdemocratico.

Allo stesso modo, alla domanda se determinate persone saranno richiamate dalla commissione d’inchiesta, Eugen Nicolicea ha dichiarato che sarà la direzione della commissione a stabilire questo elemento.

“Non posso dire nulla perché, come sapete, la commissione lavora in base a determinate regole stabilite in modo molto chiaro e le attività della commissione sono stabilite dalla plenaria della stessa, vale a dire dalla direzione della commissione. Dal momento che per ora non c’è una simile decisione, non posso dire se ce ne sia intenzione”, ha risposto il presidente della Commissione Giuridica.

Tomac: Il balletto della commissione sulle presidenziali del 2009 dovrebbe finire; dimostreranno che Basescu ha frodato gli scrutini

Il deputato PMP Eugen Tomac martedì ha dichiarato in Parlamento che “il balletto” della commissione d’inchiesta sulle elezioni presidenziali del 2009 dovrebbe finire, dal momento che la Procura della Corte Suprema ha archiviato il caso riguardo lo scrutinio anche se, assai probabilmente, i membri della commissione desiderino arrivare alla conclusione che le elezioni sono state frodate da Traian Basescu.

“La situazione non si è conclusa. La cosa più probabile, nelle intenzioni di quanti hanno pompato quest’argomento d’interesse maggiore per la stampa, è raggiungere una sola conclusione: che le elezioni del 2009 sono state frodare da un solo uomo, e quell’uomo è Traian Basescu. Ed è questa l’impressione che alcuni vogliono dare. Se alla Procura le cose sono andate diversamente, è assai probabile che i promotori di questa commissione giungeranno a questa conclusione, che il colpevole di quanto accaduto nel 2009 è di una sola persona, e quella persone è il presidente Traian Basescu. Non abbiamo un’altra spiegazione perché abbiamo visto che in questa celebre commissione siamo stati già invitati a colloquio, ci vengono poste domande banali, cui qualsiasi segretaria è in grado di trovare una risposta su internet in 30 minuti, se ce n’è bisogno”, ha affermato Eugen Tomac.

Il deputato ha aggiunto che “tutto questo balletto deve finire perché anche in Parlamento, e non solo, potremmo investire le nostre energie in altre questioni ben più serie di questo dibattito che non porta da nessuna parte”.

Alla domanda se il PMP abbia considerato la possibilità di ritirare i propri rappresentati dalla commissione, Tomac ha risposto che i parlamentari del Partito Movimento Popolare analizzeranno questa questione durante la giornata di mercoledì. “Noi abbiamo designato Robert Turcescu in questa commissione, proprio perché abbiamo voluto ci fosse un nostro rappresentante, ed è ancora meglio perché Robert Turcescu sa molto bene come sono stati valutati i lavori all’epoca, essendo direttamente implicato come giornalista. Egli ha anche moderato il dibattito tra i due controcandidati. Quindi, da questo punto di vista discuteremo questa faccenda proprio domani mattina nel gruppo, però insisto, credo si siano coperti di ridicolo e le cose dovrebbero finire prima di preparare il grande rapporto, con cui cercheranno di dimostrare l’esistenza di un singolo colpevole per la presunta frode delle elezioni del 2009. (…) Sarebbe il caso che la sua attività giungesse a conclusione perché, quanti hanno avviato questo iter, presentandolo sotto altra forma, non fanno altro che coprirsi di ridicolo”, ha concluso Eugen Tomac.

NO COMMENTS